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	<id>https://wiki.eigenlab.org/api.php?action=feedcontributions&amp;feedformat=atom&amp;user=Chiromante</id>
	<title>EigenWiki - Contributi dell&amp;#039;utente [it]</title>
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	<updated>2026-05-13T10:56:17Z</updated>
	<subtitle>Contributi dell&amp;#039;utente</subtitle>
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		<id>https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=Cloud&amp;diff=5004</id>
		<title>Cloud</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=Cloud&amp;diff=5004"/>
		<updated>2018-04-18T11:31:43Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Chiromante: Guida alla sincronizzazione in evidenza&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[File:NextCloudLogin.jpg|miniatura|Giovannina cerca di ricordarsi la password.]]&lt;br /&gt;
Abbiamo organizzato la nostra [https://cloud.eigenlab.org &#039;&#039;&#039;Cloud&#039;&#039;&#039;] autogestita, così da rimanere in possesso dei dati che condividiamo e decidere insieme le policy da adottare.&lt;br /&gt;
Praticamente un servizio come [https://www.dropbox.com/ Dropbox], ma molto più bello.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È sufficiente passarsi un link per condividere un file o una cartella sul cloud; la condivisione può essere pubblica oppure ristretta a certi gruppi, imponendo permessi etc.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Guida ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;La guida alla sincronizzazione è [[HowToOCsync|in questa pagina]]&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il cloud gira su [[BitArno]] ed è raggiungibile all&#039;indirizzo &amp;lt;code&amp;gt;https://cloud.eigenlab.org&amp;lt;/code&amp;gt;.&lt;br /&gt;
Una volta che i/le mantainer ti avranno creato un&#039;utenza puoi accedere al cloud tramite un browser web inserendo le tue credenziali.&lt;br /&gt;
[[File:CloudSharedFiles.jpg|miniatura|Vista di alcuni file condivisi.]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Di norma la prima pagina mostrata è un elenco di file condivisi; un sistema di permessi ti consente di caricare file e modificarli solo nelle cartelle condivise in cui hai i permessi &#039;&#039;di scrittura&#039;&#039;, e di vedere e scaricare file nella cartelle condivise in cui hai i permessi &#039;&#039;di lettura&#039;&#039;. Facile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In alto a sinistra c&#039;è un menu da cui si può selezionare la pagina da utilizzare: file condivisi, calendari, contatti, il player audio, etc.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Calendario, Rubrica e Tasks ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Chi ha la mania dell&#039;ordine trarrà grande giovamento dall&#039;uso del calendario condiviso: si può tenere traccia degli appuntamenti e chiunque abbia accesso ad un dato calendario può aggiungere appuntamenti e accolli, segnando (facoltativamente): data, ora, luogo, durata, descrizione, etc.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ovviamente i veri &#039;&#039;pro&#039;&#039; non usano soltanto [https://cloud.eigenlab.org/apps/calendar l&#039;interfaccia web] del calendario, ma lo sincronizzano con una applicazione&amp;lt;ref&amp;gt;Esistono molte applicazioni per la sincronizzazione della rubrica, dei calendari etc.. Noi abbiamo provato [[HowToOCsync|DAVdroid]] e ne abbiamo tratto parecchia soddisfazione.&amp;lt;/ref&amp;gt; sullo smartfone e/o con il client di posta elettronica; in questo modo sono sempre al corrente di tutte le cose da fare e all&#039;erta grazie agli allarmi che suonano con anticipo programmato. Nervi in poltiglia per un&#039;efficienza &#039;&#039;&#039;massima&#039;&#039;&#039;. Trovi [[HowToOCsync|qui]] una guida per sincronizzare il calendario con un palmare Android.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alcune linee-guida piuttosto generiche:&lt;br /&gt;
# Apri quindi il tuo programma o la tua app e dille che vuoi aggiungere un nuovo calendario.&lt;br /&gt;
# Se ti propone &amp;quot;locale&amp;quot;, &amp;quot;su questo dispositivo&amp;quot;, &amp;quot;privato&amp;quot; (o cose simili) in alternativa a &amp;quot;condiviso&amp;quot;, &amp;quot;in rete&amp;quot; (o cose simili), scegli la seconda alternativa.&lt;br /&gt;
# Se ti chiede di scegliere il &amp;quot;formato&amp;quot; o il &amp;quot;protocollo&amp;quot; scegli &#039;&#039;&#039;CalDAV&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
# Laddove ti chiede l&#039;&#039;&#039;indirizzo&#039;&#039; del calendario inserisci quello che compare cliccando su &amp;quot;Settings&amp;quot; in basso a sinistra, scegliendo tra &#039;&#039;Primary CalDAV Address&#039;&#039; e  &#039;&#039;iOS/OS X CalDAV Address&#039;&#039; a seconda di dove ti porta il cuore.&lt;br /&gt;
# Prima o poi ti verranno chieste le credenziali per l&#039;accesso al cloud.&lt;br /&gt;
# Gòditi la tua nuova ansia tecnologica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== nextCloud ==&lt;br /&gt;
[https://en.wikipedia.org/wiki/Nextcloud nextCloud] è l&#039;implementazione di cloud computing che abbiamo scelto. Nativamente supporta lo web-storage via [https://en.wikipedia.org/wiki/WebDAV WebDAV], una rubrica sincronizzabile tramite [https://en.wikipedia.org/wiki/CardDAV CardDav] con tutti i dispositivi che supportano tale protocollo, un calendario sicronizzabile tramite [https://en.wikipedia.org/wiki/CalDAV CalDav], un riproduttore musicale integrato che legge dalla collezione locale. È estensibile grazie alle [https://apps.nextcloud.com applicazioni] che possono essere installate facilmente.&lt;br /&gt;
La documentazione principale si trova [https://nextcloud.com/support/ qui].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== A mano ===&lt;br /&gt;
Per caricare file sul cloud senza usare ne&#039; il client web ne&#039; altri client devi accedere a [[BitArno]] con l&#039;utenza &#039;&#039;nextcloud&#039;&#039;. Si procede in due fasi, dapprima schiaffando i file sul server:&lt;br /&gt;
&amp;lt;pre&amp;gt;&lt;br /&gt;
rsync -avP PERCORSO-LOCALE nextcloud@bitarno.eigenlab.org:nextcloud/data/UTENTE/files/PERCORSO-REMOTO&lt;br /&gt;
&amp;lt;/pre&amp;gt;&lt;br /&gt;
poi dicendo a nextcloud di scansionare i nuovi file e inserirli nello share:&lt;br /&gt;
&amp;lt;pre&amp;gt;&lt;br /&gt;
nextcloud@bitarno ~/nextcloud % ./occ files:scan --path=&amp;quot;UTENTE/files/PERCORSO-REMOTO&amp;quot; -vv&lt;br /&gt;
&amp;lt;/pre&amp;gt;&lt;br /&gt;
Se tutto è andato bene, i file sono adesso nel cloud come share di proprietà di &amp;lt;code&amp;gt;UTENTE&amp;lt;/code&amp;gt; nella cartella &amp;lt;code&amp;gt;PERCORSO-REMOTO&amp;lt;/code&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= Note =&lt;br /&gt;
&amp;lt;references /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:eigenNet]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Autoformazione]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Chiromante</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=Requisiti_minimi_per_il_recupero_di_hardware&amp;diff=4862</id>
		<title>Requisiti minimi per il recupero di hardware</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=Requisiti_minimi_per_il_recupero_di_hardware&amp;diff=4862"/>
		<updated>2017-12-03T14:24:15Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Chiromante: conversion from wordpress&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Gentilissimi/e visitatori/visitatrici,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
ci capita spesso che molti/e di voi desiderino donare del trashware per le nostre attività, fatto che ci rende molto riconoscenti per la vostra collaborazione. Abbiamo a che fare con componenti di varie &amp;amp;quot;epoche tecnologiche&amp;amp;quot;, e alle volte con materiale che, per quanto possa essere correttamente funzionante, risulta essere inadatto ai nostri scopi per motivi che vanno dalle prestazioni, passando ai consumi elettrici ed agli ingombri fino ad arrivare a questioni ingegneristiche di progettazione/design/quant&#039;altro che rendono tale hardware non completamente sfruttabile con i software open source che utilizziamo per le nostre attività, vuoi per mancanza di supporto dovuto alla carenza di sufficiente documentazione tecnica, vuoi per l&#039;impossibilità di utilizzare quel particolare prodotto per finalità per le quali potrebbe invece tornarci utile. A volte, poi, si tratta di hardware talmente vecchio da essere più utile donare ai musei dell&#039;informatica, dato che noi non ci occupiamo strettamente di retrocomputing[1]. Con il tempo abbiamo dunque imparato a capire cosa possiamo accettare e cosa, per i motivi sopra elencati, preferiamo non ricevere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo elenco, non esaustivo, ha lo scopo di offrire una linea guida per permetterci/vi di effettuare una selezione sufficientemente accurata del materiale che possiamo accettare da parte vostra. Ultimo aggiornamento: &lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;novembre 2016&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Processori desktop/workstation/server:&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
CPU AMD: - Athlon XP, qualunque modello dal 1800+ a salire, eccetto modelli con core &amp;amp;quot;Palomino&amp;amp;quot; (nodo produttivo a 180 nm) - Athlon MP, qualunque modello dal 1800+ a salire, eccetto modelli con core &amp;amp;quot;Palomino&amp;amp;quot; (nodo produttivo a 180 nm) - Sempron, solo i modelli 3000 e 3300+ (socket A) - Ogni altra CPU prodotta dal 2003 in poi, non inclusa in questo elenco (ovvero Athlon64, Athlon64 X2, Phenom, Phenom II, etc.) CPU Intel: - Pentium III (Pentium 3), solo modelli con core &amp;amp;quot;Tualatin&amp;amp;quot; (nodo produttivo a 130 nm) - Pentium 4, solo modelli con core &amp;amp;quot;Northwood&amp;amp;quot; e successivi, frequenza minima 2,4 GHz, FSB minimo 533 MHz - Celeron, solo modelli della serie 4xx o più nuovi (socket 775 e successivi) - Tutti gli Xeon, eccetto le varianti basate su Pentium II e Pentium III - Ogni altra CPU prodotta dal 2004 in poi, non inclusa in questo elenco (Pentium D, Core 2 Duo, Core 2 Quad, Core i3/i5/i7, etc.) &lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Processori mobile:&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
CPU AMD: - Mobile Athlon XP, solo modelli su Socket A (462) e con bus da 133 MHz (266 MT/s) - Mobile Athlon64, qualunque versione - Tutti i Turion64 e Turion64 X2 - Ogni altra CPU prodotta dal 2007 in poi, non inclusa in questo elenco CPU Intel: - Pentium M, qualunque versione - Intel Core/Core 2, qualunque versione - Ogni altra CPU prodotta dal 2007 in poi, non inclusa in questo elenco (eccetto Celeron) &lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Schede madri:&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
Per CPU AMD: Socket A (462) - Supporto a memorie DDR obbligatorio su tutti gli slot - No chipset SiS (Silicon Integrated System) - Controller ethernet onboard obbligatorio Tutti gli altri socket più recenti: - No chipset SiS - Controller ethernet onboard obbligatorio Per CPU Intel: Socket 370: - Supporto a processori Pentium III della famiglia Tualatin - Solo modelli basati su chipset Intel Tutti gli altri socket più recenti: - No chipset SiS - Controller ethernet onboard obbligatorio (eccetto modelli con socket 479)   &lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Memorie RAM per sistemi desktop/server/workstation:&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
Tutti i banchi ECC/non-ECC/Registered/Unregistered/Buffered/Unbuffered sia Single Sided che Double Sided, che rispettino queste condizioni: - Taglio minimo per modulo non inferiore a 256 MB - DIMM SDR PC-133/VC-133 - DIMM DDR-266 (PC-2100) o più veloci - DIMM DDR2-533 (PC2-4200) o più veloci - DIMM DDR3/DDR3-L, qualunque velocità - FB-DIMM, qualunque tipo/velocità &lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Memorie RAM per sistemi mobile:&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
Tutti i banchi ECC/non-ECC/Registered/Unregistered/Buffered/Unbuffered sia Single Sided che Double Sided, che rispettino queste condizioni: - SODIMM SDR PC-133, taglio minimo 128 MB - SODIMM DDR-266 (PC-2100) o più veloci, taglio minimo 256 MB - SODIMM DDR2-533 (PC2-4200) o più veloci, taglio minimo 256 MB - SODIMM DDR3/DDR3-L, qualunque velocità, taglio minimo 1 GB &lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Dischi rigidi (HDD/SSD) per sistemi desktop/server/workstation:&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
- Capienza non inferiore a 80 GB (tranne per dischi SCSI ed SSD) - Regime rotativo minimo pari a 7200 RPM se la capienza è inferiore a 160 GB - Interfaccia PATA, standard minimo ATA100 (UDMA5) - Interfaccia SATA, tutti gli standard - Interfaccia SCSI, standard minimo SCSI-2 (Fast-SCSI e Wide-SCSI) o più recente, capienza minima 20 GB - Interfaccia SAS, tutti gli standard - Per dischi SSD, capienza minima 16 GB, qualunque standard eccetto PATA &lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Dischi rigidi (HDD/SSD) per sistemi mobile:&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
- Capienza non inferiore a 40 GB (tranne per dischi SSD) - Regime rotativo minimo pari a 5400 RPM se la capienza è inferiore a 120 GB - Interfaccia PATA, qualunque versione - Interfaccia SATA, qualunque versione - Per dischi SSD, capienza minima 16 GB, standard SATA (qualsiasi versione) &lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Schede grafiche per sistemi desktop/server/workstation:&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
GPU ATI/AMD: - Connettore AGP/AGP Pro, revisione minima AGP 2.0 (AGP 4x) - Connettore PCI 32 bit, revisione minima PCI 2.2 - Connettore PCI-Express x16 (qualunque generazione) - Radeon 8500 o più recente (eccetto Rage Fury MAXX e schede PCI), minimo 128 MB di RAM (eccetto schede PCI) - FireGL, qualsiasi modello - FirePro, qualsiasi modello - FireMV, qualsiasi modello - FireStream, qualsiasi modello - Radeon Sky, qualsiasi modello GPU NVIDIA: - Connettore AGP/AGP Pro, revisione minima AGP 2.0 (AGP 4x) - Connettore PCI 32 bit, revisione minima PCI 2.2 - Connettore PCI-Express x16 (qualunque generazione) - Serie GeForce2 con almeno 64 MB di RAM (eccetto schede PCI) - GeForce3 o più recente, minimo 128 MB di RAM (eccetto schede PCI) - Quadro, qualsiasi modello AGP 4x, AGP8x e PCI-Express GPU di altri produttori: - Soggette a valutazione caso per caso &lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Schede grafiche per sistemi mobile:&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
- Qualsiasi scheda video dotata di connettore MXM (tutte le versioni e tutti i formati disponibili), con almeno 128 MB di RAM &lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Unità floppy disk:&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
- Non si accettano unità disco floppy singole di nessun tipo Gentilissimi/e visitatori/visitatrici,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
ci capita spesso che molti/e di voi desiderino donare del trashware per le nostre attività, fatto che ci rende molto riconoscenti per la vostra collaborazione. Abbiamo a che fare con componenti di varie &amp;amp;quot;epoche tecnologiche&amp;amp;quot;, e alle volte con materiale che, per quanto possa essere correttamente funzionante, risulta essere inadatto ai nostri scopi per motivi che vanno dalle prestazioni, passando ai consumi elettrici ed agli ingombri fino ad arrivare a questioni ingegneristiche di progettazione/design/quant&#039;altro che rendono tale hardware non completamente sfruttabile con i software open source che utilizziamo per le nostre attività, vuoi per mancanza di supporto dovuto alla carenza di sufficiente documentazione tecnica, vuoi per l&#039;impossibilità di utilizzare quel particolare prodotto per finalità per le quali potrebbe invece tornarci utile. A volte, poi, si tratta di hardware talmente vecchio da essere più utile donare ai musei dell&#039;informatica, dato che noi non ci occupiamo strettamente di retrocomputing[1]. Con il tempo abbiamo dunque imparato a capire cosa possiamo accettare e cosa, per i motivi sopra elencati, preferiamo non ricevere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo elenco, non esaustivo, ha lo scopo di offrire una linea guida per permetterci/vi di effettuare una selezione sufficientemente accurata del materiale che possiamo accettare da parte vostra. Ultimo aggiornamento: &#039;&#039;&#039;novembre 2016&#039;&#039;&#039; &#039;&#039;&#039;Processori desktop/workstation/server:&#039;&#039;&#039; CPU AMD: - Athlon XP, qualunque modello dal 1800+ a salire, eccetto modelli con core &amp;amp;quot;Palomino&amp;amp;quot; (nodo produttivo a 180 nm) - Athlon MP, qualunque modello dal 1800+ a salire, eccetto modelli con core &amp;amp;quot;Palomino&amp;amp;quot; (nodo produttivo a 180 nm) - Sempron, solo i modelli 3000 e 3300+ (socket A) - Ogni altra CPU prodotta dal 2003 in poi, non inclusa in questo elenco (ovvero Athlon64, Athlon64 X2, Phenom, Phenom II, etc.) CPU Intel: - Pentium III (Pentium 3), solo modelli con core &amp;amp;quot;Tualatin&amp;amp;quot; (nodo produttivo a 130 nm) - Pentium 4, solo modelli con core &amp;amp;quot;Northwood&amp;amp;quot; e successivi, frequenza minima 2,4 GHz, FSB minimo 533 MHz - Celeron, solo modelli della serie 4xx o più nuovi (socket 775 e successivi) - Tutti gli Xeon, eccetto le varianti basate su Pentium II e Pentium III - Ogni altra CPU prodotta dal 2004 in poi, non inclusa in questo elenco (Pentium D, Core 2 Duo, Core 2 Quad, Core i3/i5/i7, etc.) &#039;&#039;&#039;Processori mobile:&#039;&#039;&#039; CPU AMD: - Mobile Athlon XP, solo modelli su Socket A (462) e con bus da 133 MHz (266 MT/s) - Mobile Athlon64, qualunque versione - Tutti i Turion64 e Turion64 X2 - Ogni altra CPU prodotta dal 2007 in poi, non inclusa in questo elenco CPU Intel: - Pentium M, qualunque versione - Intel Core/Core 2, qualunque versione - Ogni altra CPU prodotta dal 2007 in poi, non inclusa in questo elenco (eccetto Celeron) &#039;&#039;&#039;Schede madri:&#039;&#039;&#039; Per CPU AMD: Socket A (462) - Supporto a memorie DDR obbligatorio su tutti gli slot - No chipset SiS (Silicon Integrated System) - Controller ethernet onboard obbligatorio Tutti gli altri socket più recenti: - No chipset SiS - Controller ethernet onboard obbligatorio Per CPU Intel: Socket 370: - Supporto a processori Pentium III della famiglia Tualatin - Solo modelli basati su chipset Intel Tutti gli altri socket più recenti: - No chipset SiS - Controller ethernet onboard obbligatorio (eccetto modelli con socket 479)   &#039;&#039;&#039;Memorie RAM per sistemi desktop/server/workstation:&#039;&#039;&#039; Tutti i banchi ECC/non-ECC/Registered/Unregistered/Buffered/Unbuffered sia Single Sided che Double Sided, che rispettino queste condizioni: - Taglio minimo per modulo non inferiore a 256 MB - DIMM SDR PC-133/VC-133 - DIMM DDR-266 (PC-2100) o più veloci - DIMM DDR2-533 (PC2-4200) o più veloci - DIMM DDR3/DDR3-L, qualunque velocità - FB-DIMM, qualunque tipo/velocità &#039;&#039;&#039;Memorie RAM per sistemi mobile:&#039;&#039;&#039; Tutti i banchi ECC/non-ECC/Registered/Unregistered/Buffered/Unbuffered sia Single Sided che Double Sided, che rispettino queste condizioni: - SODIMM SDR PC-133, taglio minimo 128 MB - SODIMM DDR-266 (PC-2100) o più veloci, taglio minimo 256 MB - SODIMM DDR2-533 (PC2-4200) o più veloci, taglio minimo 256 MB - SODIMM DDR3/DDR3-L, qualunque velocità, taglio minimo 1 GB &#039;&#039;&#039;Dischi rigidi (HDD/SSD) per sistemi desktop/server/workstation:&#039;&#039;&#039; - Capienza non inferiore a 80 GB (tranne per dischi SCSI ed SSD) - Regime rotativo minimo pari a 7200 RPM se la capienza è inferiore a 160 GB - Interfaccia PATA, standard minimo ATA100 (UDMA5) - Interfaccia SATA, tutti gli standard - Interfaccia SCSI, standard minimo SCSI-2 (Fast-SCSI e Wide-SCSI) o più recente, capienza minima 20 GB - Interfaccia SAS, tutti gli standard - Per dischi SSD, capienza minima 16 GB, qualunque standard eccetto PATA &#039;&#039;&#039;Dischi rigidi (HDD/SSD) per sistemi mobile:&#039;&#039;&#039; - Capienza non inferiore a 40 GB (tranne per dischi SSD) - Regime rotativo minimo pari a 5400 RPM se la capienza è inferiore a 120 GB - Interfaccia PATA, qualunque versione - Interfaccia SATA, qualunque versione - Per dischi SSD, capienza minima 16 GB, standard SATA (qualsiasi versione) &#039;&#039;&#039;Schede grafiche per sistemi desktop/server/workstation:&#039;&#039;&#039; GPU ATI/AMD: - Connettore AGP/AGP Pro, revisione minima AGP 2.0 (AGP 4x) - Connettore PCI 32 bit, revisione minima PCI 2.2 - Connettore PCI-Express x16 (qualunque generazione) - Radeon 8500 o più recente (eccetto Rage Fury MAXX e schede PCI), minimo 128 MB di RAM (eccetto schede PCI) - FireGL, qualsiasi modello - FirePro, qualsiasi modello - FireMV, qualsiasi modello - FireStream, qualsiasi modello - Radeon Sky, qualsiasi modello GPU NVIDIA: - Connettore AGP/AGP Pro, revisione minima AGP 2.0 (AGP 4x) - Connettore PCI 32 bit, revisione minima PCI 2.2 - Connettore PCI-Express x16 (qualunque generazione) - Serie GeForce2 con almeno 64 MB di RAM (eccetto schede PCI) - GeForce3 o più recente, minimo 128 MB di RAM (eccetto schede PCI) - Quadro, qualsiasi modello AGP 4x, AGP8x e PCI-Express GPU di altri produttori: - Soggette a valutazione caso per caso &#039;&#039;&#039;Schede grafiche per sistemi mobile:&#039;&#039;&#039; - Qualsiasi scheda video dotata di connettore MXM (tutte le versioni e tutti i formati disponibili), con almeno 128 MB di RAM &#039;&#039;&#039;Unità floppy disk:&#039;&#039;&#039; - Non si accettano unità disco floppy singole di nessun tipo &#039;&#039;&#039;Unità ottiche per sistemi desktop/server/workstation/mobile:&#039;&#039;&#039; - Supporto lettura e scrittura su dischi CD-R/RW e DVD+/-R/RW (oppure anche solo DVD-R/RW se si tratta di unità slimline per portatili) - Intefaccia PATA, SATA o SCSI, qualunque versione - Buffer interno non inferiore a 2 MB - Fanno eccezione a queste regole le unità che supportino scrittura su supporti speciali con tecnologie come LightScribe e LabelFlash &#039;&#039;&#039;Unità di backup a nastro e altro hardware non elencato:&#039;&#039;&#039; - Soggetto a valutazione caso per caso   Per ogni dubbio potete sempre contattarci all&#039;indirizzo info@eigenlab.org per ricevere ulteriori informazioni e chiarimenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-----&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonti e/o riferimenti: [1] https://en.wikipedia.org/wiki/Retrocomputing&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Unità ottiche per sistemi desktop/server/workstation/mobile:&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
- Supporto lettura e scrittura su dischi CD-R/RW e DVD+/-R/RW (oppure anche solo DVD-R/RW se si tratta di unità slimline per portatili) - Intefaccia PATA, SATA o SCSI, qualunque versione - Buffer interno non inferiore a 2 MB - Fanno eccezione a queste regole le unità che supportino scrittura su supporti speciali con tecnologie come LightScribe e LabelFlash &lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Unità di backup a nastro e altro hardware non elencato:&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
- Soggetto a valutazione caso per caso   Per ogni dubbio potete sempre contattarci all&#039;indirizzo info@eigenlab.org per ricevere ulteriori informazioni e chiarimenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-----&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonti e/o riferimenti: [1] https://en.wikipedia.org/wiki/Retrocomputing&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Chiromante</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=HowTo_Single_Disk_to_RAID&amp;diff=4514</id>
		<title>HowTo Single Disk to RAID</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=HowTo_Single_Disk_to_RAID&amp;diff=4514"/>
		<updated>2016-11-20T16:49:00Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Chiromante: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
We found ourselves in the need of switching from a single disk root to a root backed by a RAID, here&#039;s how we did.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Context ==&lt;br /&gt;
We sat up a new/old server, [[BitArno]], it has a nice /home of ~6TB backed by a RAID and a separate disk for the / partition. As the drive for the / was tested before getting to production resulting in no errors we thought we didn&#039;t need a RAID for it. We installed Debian stable 8.1, set up every service, went to bed just to wake up with a hung server refusing to boot.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
An on site check was required, we got there and found out that the / drive was failing to reallocate sectors, we fsck&#039;ed it and it booted. &amp;quot;Great!&amp;quot; that same evening it was failing again and so we decided to switch from a single disk root to a RAID1 backed root especially because we do use commodity hardware taken from old computers.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== The general idea ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
We wanted a way to easily switch from a drive to the RAID without having to back everything up and copy it over again with fewer downtime possible and so we decided to:&lt;br /&gt;
* Poweroff the server and attach a new disk of equal size&lt;br /&gt;
* Power on  the server&lt;br /&gt;
* Create a RAID1 array composed by 2 drives but with a drive marked as missing (the new drive is the present one, the old one will be attached to the cluster later)&lt;br /&gt;
* Set LVM up on top of it (as the old drive had LVM (it&#039;s a 120GB drive just for the `/` parition, we wanted to have some space available if we&#039;ll ever find in the need)&lt;br /&gt;
* Boot a live distro and copy / &lt;br /&gt;
** Install the bootloader on the new drive adding the necessary modules for RAID and LVM&lt;br /&gt;
* Reboot the server from the RAID-member disk&lt;br /&gt;
* Check if everything is OK&lt;br /&gt;
* Add the old disk to the RAID and let mdadm resync the contents.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Step by step guide ==&lt;br /&gt;
Here I&#039;ll try to cover step by step the command we used, it has been a while since we did it so I&#039;m not 100% sure I&#039;ll remember everything&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
First a layout of the partitions when it was single-disk&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 sda                            8:0    0 114.5G  0 disk  &lt;br /&gt;
  ├─sda1                        8:1    0   243M  0 part /boot &lt;br /&gt;
  ├─sda2                        8:2    0     1K  0 part  &lt;br /&gt;
  └─sda5                        8:5    0 114.3G  0 part  &lt;br /&gt;
    ├─bitarno--system-root    253:0    0    30G  0 lvm   /&lt;br /&gt;
    └─bitarno--system-swap    253:3    0     4G  0 lvm   [SWAP]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
And after the switch (newly created LVM has different volume group name but same size and structure)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
  sda                        8:0    0 114.5G  0 disk  &lt;br /&gt;
  ├─sda1                     8:1    0   243M  0 part  &lt;br /&gt;
  │ └─md1                    9:1    0 242.8M  0 raid1 /boot&lt;br /&gt;
  ├─sda2                     8:2    0     1K  0 part  &lt;br /&gt;
  └─sda5                     8:5    0 114.3G  0 part  &lt;br /&gt;
    └─md2                    9:2    0 114.2G  0 raid1 &lt;br /&gt;
      ├─ba--system-root    253:0    0    30G  0 lvm   /&lt;br /&gt;
      └─ba--system-swap    253:3    0     4G  0 lvm   [SWAP]&lt;br /&gt;
  sde                        8:64   0 114.5G  0 disk  &lt;br /&gt;
  ├─sde1                     8:65   0   243M  0 part  &lt;br /&gt;
  │ └─md1                    9:1    0 242.8M  0 raid1 /boot&lt;br /&gt;
  ├─sde2                     8:66   0     1K  0 part  &lt;br /&gt;
  └─sde5                     8:69   0 114.3G  0 part  &lt;br /&gt;
    └─md2                    9:2    0 114.2G  0 raid1 &lt;br /&gt;
      ├─ba--system-root    253:0    0    30G  0 lvm   /&lt;br /&gt;
      └─ba--system-swap    253:3    0     4G  0 lvm   [SWAP]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
The sdX2 partition is an extended one which contains the RAID one&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In this way we have two arrays, one for the boot and one for the LVM which contains the root and the swap&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
First of all we need to wipe out every possible header from the new disk as it will become a RAID member&lt;br /&gt;
 dd if=/dev/zero of=/dev/sde bs=100M count=1&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Then we created the partitions with sfdisk about the same size as the first disk. It&#039;s not needed for them to be the same as it wasn&#039;t possible to copy the partitions with dd&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
We need:&lt;br /&gt;
* one parition for the boot marked as Linux raid autodetect&lt;br /&gt;
* the other for LVM marked as Linux raid autodetect that takes the free space left&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
We then proceeded to create the 2 RAIDS, /dev/sde is the new disk&lt;br /&gt;
 mdadm --create /dev/md1 --level=1 --raid-devices=2 /dev/sde1 missing&lt;br /&gt;
 mdadm --create /dev/md2 --level=1 --raid-devices=2 /dev/sde5 missing&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
We made the filesystem on the newly created /dev/md1&lt;br /&gt;
 mkfs.ext2 /dev/md1&lt;br /&gt;
And copied the files &lt;br /&gt;
 mount /dev/md1 /mnt&lt;br /&gt;
 rsync -avPh /boot /mnt&lt;br /&gt;
 sync &amp;amp;&amp;amp; umount /mnt&lt;br /&gt;
We were done with /boot, and we needed to create the LVM  volumes:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
First we marked /dev/md2 as LVM member with fdisk then we told LVM /dev/md2 was a device it could use&lt;br /&gt;
 pvcreate /dev/md2&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
We then created the virtual group that was going to host the logical volumes&lt;br /&gt;
 vgcreate ba-system /dev/md2&lt;br /&gt;
And created the logical volumes over it&lt;br /&gt;
 lvcreate -L30G -n root ba-system&lt;br /&gt;
 lvcreate -L4G -n swap ba-system&lt;br /&gt;
We created the filesystem for root &lt;br /&gt;
 mkfs.ext4 /dev/mapper/ba--system-root&lt;br /&gt;
And for swap&lt;br /&gt;
 mkswap /dev/mapper/ba--system-swap&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Then it was time to poweroff the server and boot from a live, we choose ArchLinux as it&#039;s lightweight and provides all the packages we need without forcefully bringing up an installation procedure&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
We mounted the root partitions&lt;br /&gt;
 mkdir /mnt/old /mnt/new&lt;br /&gt;
 mount /dev/mapper/ba--system-root /mnt/new&lt;br /&gt;
 mount /dev/mapper/bitarno--system-root /mnt/old&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
And copied the data over:&lt;br /&gt;
 rsync -avPh /mnt/old/ /mnt/new&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
We then proceeded to mount the boot partition &lt;br /&gt;
 mount /dev/md1 /mnt/new/boot&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
And arch-chroot&#039;ed into it. Arch-chroot is a wonderful piece of software that saves you from bind mounting /dev /proc and /sys in the chroot&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 arch-chroot /mnt/new&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
It was time to install grub on the new disk and regenerate grub configuration and the initram image to contain LVM and RAID modules, this was the hardest part as we wrongly supposed all the modules were already present.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;We added &amp;quot;domdadm&amp;quot;&#039;&#039;&#039; to  GRUB_CMDLINE_LINUX_DEFAULT in /etc/default/grub, the line should look something like&lt;br /&gt;
 cat /etc/default/grub| grep -i cmdli&lt;br /&gt;
 GRUB_CMDLINE_LINUX_DEFAULT=&amp;quot;quiet domdadm&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
And we &#039;&#039;&#039;added the modules needed to GRUB_PRELOAD_MODULES&#039;&#039;&#039; in the same file, if the line don&#039;t exist create it&lt;br /&gt;
 GRUB_PRELOAD_MODULES=&amp;quot;lvm diskfilter mdraid1x&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Then it was time to install grub on both HDD in the MBR, note that it wasn&#039;t needed to specify the boot partition as we were in a chroot&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 grub-install /dev/sda&lt;br /&gt;
 grub-install /dev/sde&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
And just to be sure&lt;br /&gt;
 update-grub&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* TODO: tell about adding &#039;raid1&#039; to the kernel modules available in initramfs and how to rebuild it&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
We exited from the chroot, unmounted everything, rebooted and kept our finger crossed till the password prompt of the root-on-RAID booted system.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
This last step I simplified it, we made several errors and had to boot into live several times, as we kept forgetting to add the needed modules and command lines arguments&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
To be sure to boot from the raid root you can edit the grub entry before booting, make sure it&#039;s like the following&lt;br /&gt;
 insmod mdraid1x&lt;br /&gt;
Have to be present inside the menuentry section of your os and the linux entry looks similar to&lt;br /&gt;
 linux   /vmlinuz-3.16.0-4-amd64 root=/dev/mapper/ba--system-root ro  quiet domdadm&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
As we failed to achieve everything on the first try we edited the grub command line and the performed grub install from the booted system.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Once we managed to boot we had to finalize the process and add the old drive to the RAID array&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
We backed up the partition table of the new disk&lt;br /&gt;
 sfdisk -d /dev/sde &amp;gt; /tmp/savetablesde&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Unmounted the automatically-mounted /dev/sda[1,2,5] deactivating the swap and LVM&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 swapoff /dev/mapper/bitarno-system-swap&lt;br /&gt;
 vgchange -an bitarno--system&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Wiped out all the old drive first 100M &lt;br /&gt;
 dd if=/dev/zero of=/dev/sda bs=100M count=1&lt;br /&gt;
 sync&lt;br /&gt;
And in the end we copied the partition table on the old disk&lt;br /&gt;
 sfdisk /dev/sda &amp;lt; /tmp/savetablesde&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
We added the partitions to the array&lt;br /&gt;
 mdadm /dev/md1 --add /dev/sda1&lt;br /&gt;
 mdadm /dev/md2 --add /dev/sda5&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
DONE!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
We then checked the status of the resync of mdadm with&lt;br /&gt;
 cat /proc/mdstat&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Issues ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
We (of course) had some issues in the process:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Thought the drive was of the same model the capacity was a little different and so we couldnt copy the partition scheme as we tougth we could do&lt;br /&gt;
* It&#039;s very important to generate the grub image inserting the modules and the boot parameter needed for lvm and RAID&lt;br /&gt;
* The initramfs must be rebuilt with the right raid module present in order for the kernel to find the cluster&lt;br /&gt;
* It&#039;s impossible to backup and restore the lvm too as for a while we found ourselves  with the 2 LVMs disk together and names were conflicting.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:eigenNet]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:HowTo]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Autoformazione]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Chiromante</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=Hackmeeting0x13:WarmUp&amp;diff=4289</id>
		<title>Hackmeeting0x13:WarmUp</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=Hackmeeting0x13:WarmUp&amp;diff=4289"/>
		<updated>2016-04-18T17:12:38Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Chiromante: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;In grassetto i warmup che devono ancora essere tenuti:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable sortable&amp;quot;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! Data !! Ora !! Città !! Spazio !! Titolo !! Descrizione !! Links&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| 22/03/2016 || 21.00 || Pisa || Polo Fibonacci (Largo Bruno Pontecorvo) Aula F || Mr.Robot  || Proiezione della puntata pilota di Mr.Robot||https://eigenlab.org/2016/03/mr-robot/&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| 29/03/2016 || 21.00 || Pisa || Polo Fibonacci (Largo Bruno Pontecorvo) Aula F || Mr.Robot  || Proiezione della 2° e 3° puntata di Mr.Robot||https://eigenlab.org/2016/03/mr-robot/&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| 5/04/2016 || 21.00 || Pisa || Polo Fibonacci (Largo Bruno Pontecorvo) Aula F || Mr.Robot  || Proiezione della 4° e 5° puntata di Mr.Robot||https://eigenlab.org/2016/03/mr-robot/&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| 12/04/2016 || 21.00 || Pisa || Polo Fibonacci (Largo Bruno Pontecorvo) Aula F || Mr.Robot  || Proiezione della 6° e 7° puntata di Mr.Robot||https://eigenlab.org/2016/03/mr-robot/&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| 16/04/2016 || 17.00 || Pisa || Exploit, largo Bruno Pontecorvo 2 || Il tuo server? A 40€ e Open Hardware  || Presentazione delle Single Board Computer, con particolare attenzione all&#039;Open Hardware. Cos&#039;è e perchè é importante l&#039;OH, alcuni esempi pratici di cose può essere fatto con una SBC. Il WarmUp è accessibile a tutt@ e non richiede particolari conoscenze tecniche||&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| 17/04/2016 || 17.00 || Bologna || Xm24 (Via Fioravanti, 24) || Laboratorio di fallimento ed elettronica  || Laboratorio di elettroncia di base, cena vegan e concerto ||http://www.ecn.org/xm24/?ai1ec_event=laboratorio-di-fallimento-ed-elettronica&amp;amp;instance_id=26678&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| &#039;&#039;&#039;19/04/2016&#039;&#039;&#039; || 21.00 || Pisa || Polo Fibonacci (Largo Bruno Pontecorvo) Aula F || Mr.Robot  || Proiezione dell&#039; 8° e 9° puntata di Mr.Robot||https://eigenlab.org/2016/03/mr-robot/&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| &#039;&#039;&#039;22/04/2016&#039;&#039;&#039; || 17.30 || Pisa || eXploit (Largo Bruno Pontecorvo 2) || DIY bio: hackers, DNA e curiosità || La biologia do-it-yourself è un nuovo campo tutto da scoprire che però sta già prendendo piede in tutto il mondo. eigenLab e Open Wet Lab (da Trento) introdurranno il mondo del biohacking, i motivi per cui è nato e gli obbiettivi che si pone. Presenteranno poi i loro progetti di biologia casereccia, frutto di autoformazione e autoproduzione. Insomma la biologia non si deve per forza fare in un laboratorio superattrezzato, solo per la ricerca: con curiosità e passione si può fare molto anche in un laboratorio autocostruito. A seguire aperitivo moecolare! || &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| &#039;&#039;&#039;23/04/2016&#039;&#039;&#039; || 15.00 || Bologna || Biblioteca Salaborsa || Internet è rotta, aggiustiamo internet || Sabato 23 aprile, dalle 15 alle 18.30, l&#039;Auditorium Enzo Biagi ospita il secondo incontro del ciclo Culture e pratiche open per farsi un&#039;idea più ricca della internet di oggi e poter discutere con esperti del settore di temi come la privacy digitale, perché l&#039;anonimato è importante e quali sono le alternative che si possono utilizzare anche nella vita di tutti i giorni.&lt;br /&gt;
Programma dettagliato:&lt;br /&gt;
* Privacy e anonimato in rete: a cura di Renato Gabriele&lt;br /&gt;
* Che cos&#039;è il Deep web: a cura di Carola Frediani (giornalista)&lt;br /&gt;
* Tor, un sistema per la comunicazione anonima su internet: a cura di Daniele Pizio&lt;br /&gt;
* Le reti wireless comunitarie: a cura di Leonardo Maccari (Ninux Firenze)&lt;br /&gt;
 || http://www.bibliotecasalaborsa.it/eventi/26092&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
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|}&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Chiromante</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=Hackmeeting0x13:WarmUp&amp;diff=4288</id>
		<title>Hackmeeting0x13:WarmUp</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=Hackmeeting0x13:WarmUp&amp;diff=4288"/>
		<updated>2016-04-17T14:23:57Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Chiromante: done&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;In grassetto i warmup che devono ancora essere tenuti:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable sortable&amp;quot;&lt;br /&gt;
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 || http://www.bibliotecasalaborsa.it/eventi/26092&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| &#039;&#039;&#039;26/04/2016&#039;&#039;&#039; || 21.00 || Pisa || Polo Fibonacci (Largo Bruno Pontecorvo) Aula F || Mr.Robot  || Proiezione del finale di stagione di Mr.Robot||https://eigenlab.org/2016/03/mr-robot/&lt;br /&gt;
|}&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Chiromante</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=Hackmeeting0x13:WarmUp&amp;diff=4285</id>
		<title>Hackmeeting0x13:WarmUp</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=Hackmeeting0x13:WarmUp&amp;diff=4285"/>
		<updated>2016-04-09T19:18:26Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Chiromante: separati i warmup passati dai futuri&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;In grassetto i warmup che devono ancora essere tenuti:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable sortable&amp;quot;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! Data !! Ora !! Città !! Spazio !! Titolo !! Descrizione !! Links&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| 22/03/2016 || 21.00 || Pisa || Polo Fibonacci (Largo Bruno Pontecorvo) Aula F || Mr.Robot  || Proiezione della puntata pilota di Mr.Robot||https://eigenlab.org/2016/03/mr-robot/&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| 29/03/2016 || 21.00 || Pisa || Polo Fibonacci (Largo Bruno Pontecorvo) Aula F || Mr.Robot  || Proiezione della 2° e 3° puntata di Mr.Robot||https://eigenlab.org/2016/03/mr-robot/&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| 5/04/2016 || 21.00 || Pisa || Polo Fibonacci (Largo Bruno Pontecorvo) Aula F || Mr.Robot  || Proiezione della 4° e 5° puntata di Mr.Robot||https://eigenlab.org/2016/03/mr-robot/&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| &#039;&#039;&#039;12/04/2016&#039;&#039;&#039; || 21.00 || Pisa || Polo Fibonacci (Largo Bruno Pontecorvo) Aula F || Mr.Robot  || Proiezione della 6° e 7° puntata di Mr.Robot||https://eigenlab.org/2016/03/mr-robot/&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| &#039;&#039;&#039;17/04/2016&#039;&#039;&#039; || 17.00 || Bologna || Xm24 (Via Fioravanti, 24) || Laboratorio di fallimento ed elettronica  || Laboratorio di elettroncia di base, cena vegan e concerto ||http://www.ecn.org/xm24/?ai1ec_event=laboratorio-di-fallimento-ed-elettronica&amp;amp;instance_id=26678&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| &#039;&#039;&#039;19/04/2016&#039;&#039;&#039; || 21.00 || Pisa || Polo Fibonacci (Largo Bruno Pontecorvo) Aula F || Mr.Robot  || Proiezione dell&#039; 8° e 9° puntata di Mr.Robot||https://eigenlab.org/2016/03/mr-robot/&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| &#039;&#039;&#039;22/04/2016&#039;&#039;&#039; || 17.30 || Pisa || eXploit (Largo Bruno Pontecorvo 2) || DIY bio: hackers, DNA e curiosità || La biologia do-it-yourself è un nuovo campo tutto da scoprire che però sta già prendendo piede in tutto il mondo. eigenLab e Open Wet Lab (da Trento) introdurranno il mondo del biohacking, i motivi per cui è nato e gli obbiettivi che si pone. Presenteranno poi i loro progetti di biologia casereccia, frutto di autoformazione e autoproduzione. Insomma la biologia non si deve per forza fare in un laboratorio superattrezzato, solo per la ricerca: con curiosità e passione si può fare molto anche in un laboratorio autocostruito. A seguire aperitivo moecolare! || &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| &#039;&#039;&#039;23/04/2016&#039;&#039;&#039; || 15.00 || Bologna || Biblioteca Salaborsa || Internet è rotta, aggiustiamo internet || Sabato 23 aprile, dalle 15 alle 18.30, l&#039;Auditorium Enzo Biagi ospita il secondo incontro del ciclo Culture e pratiche open per farsi un&#039;idea più ricca della internet di oggi e poter discutere con esperti del settore di temi come la privacy digitale, perché l&#039;anonimato è importante e quali sono le alternative che si possono utilizzare anche nella vita di tutti i giorni.&lt;br /&gt;
Programma dettagliato:&lt;br /&gt;
* Privacy e anonimato in rete: a cura di Renato Gabriele&lt;br /&gt;
* Che cos&#039;è il Deep web: a cura di Carola Frediani (giornalista)&lt;br /&gt;
* Tor, un sistema per la comunicazione anonima su internet: a cura di Daniele Pizio&lt;br /&gt;
* Le reti wireless comunitarie: a cura di Leonardo Maccari (Ninux Firenze)&lt;br /&gt;
 || http://www.bibliotecasalaborsa.it/eventi/26092&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| &#039;&#039;&#039;26/04/2016&#039;&#039;&#039; || 21.00 || Pisa || Polo Fibonacci (Largo Bruno Pontecorvo) Aula F || Mr.Robot  || Proiezione del finale di stagione di Mr.Robot||https://eigenlab.org/2016/03/mr-robot/&lt;br /&gt;
|}&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Chiromante</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=Lista_dei_server_di_eigenNet&amp;diff=504</id>
		<title>Lista dei server di eigenNet</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=Lista_dei_server_di_eigenNet&amp;diff=504"/>
		<updated>2015-07-21T05:38:26Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Chiromante: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Questa è la tabella dei server e dei relativi servizi attivi sulla rete eigenNet.&lt;br /&gt;
Abbiamo scelto un modello di nomenclatura che usa i nomi di divinità seguendo una delle linee consuete e per non doverci ricordare 12 (se non 32 in v6) numeri spesso un pò random.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ogni server è raggiungibile internamente come $(nomeserver).eigenlab.org, esternamente solo i server con IP pubblico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable&amp;quot;&lt;br /&gt;
!colspan=&amp;quot;6&amp;quot;|Le Macchine&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Host&lt;br /&gt;
|Container&lt;br /&gt;
|Description&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|colspan=&amp;quot;2&amp;quot;|[[Idra]]&lt;br /&gt;
|Contenitore [[LXC]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|rowspan=&amp;quot;8&amp;quot;|Idra&lt;br /&gt;
|[[Andromeda]]&lt;br /&gt;
|[http://merk8.eigenlab.org Merk8]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|[[Gitlab]]&lt;br /&gt;
|Ospita Gitlab&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|[[Atena]]&lt;br /&gt;
|Ospita il wiki&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|[[Efesto]]&lt;br /&gt;
|Compilazione di immagini OpenWRT&lt;br /&gt;
Pagine degli utenti&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Testing&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|[[Exploit]]&lt;br /&gt;
|Ospita il sito di Exploit&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|[[Maia]]&lt;br /&gt;
|Ospita i databases&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|[[Phoenix]]&lt;br /&gt;
|Server DNS&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|[[Poseidone]]&lt;br /&gt;
|Ospita il [https://www.eigenlab.org sito]&lt;br /&gt;
Ospita [[Shaarli]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|colspan=&amp;quot;2&amp;quot;|[[BitArno]]&lt;br /&gt;
|Ospita [[Owncloud]]&lt;br /&gt;
Nodo [[DNS]]&lt;br /&gt;
Servizi interni&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|colspan=&amp;quot;2&amp;quot;|[[Coppermine]]&lt;br /&gt;
|Server DNS esterno&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|colspan=&amp;quot;2&amp;quot;|[[Icaro]]&lt;br /&gt;
|[[ Routing_EigenNet| Routing]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|colspan=&amp;quot;2&amp;quot;|[[Mercurio]]&lt;br /&gt;
|Futuro mailserver&lt;br /&gt;
Routing&lt;br /&gt;
Server DNS&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|colspan=&amp;quot;2&amp;quot;|[[Moca]]&lt;br /&gt;
|Server DNS&lt;br /&gt;
Routing solo subnet interna&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|colspan=&amp;quot;2&amp;quot;|[[Prometeo]]&lt;br /&gt;
|Servizi interni&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|colspan=&amp;quot;2&amp;quot;|[[Venere]]&lt;br /&gt;
|adesso non attivo&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|colspan=&amp;quot;2&amp;quot;|[[Zefiro]]&lt;br /&gt;
|Gestisce la [[VPN]]&lt;br /&gt;
Fornisce un tunnel con [http://guifi.net Guifi] che ci fornisce connettività ipv6&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Server DNS&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Chiromante</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=Flashing&amp;diff=499</id>
		<title>Flashing</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=Flashing&amp;diff=499"/>
		<updated>2014-09-29T18:11:00Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Chiromante: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;EigenNet e&#039; un firmware per reti comunitarie basato su OpenWrt, per soddisfare le esigenze di tante comunità, viene sviluppato in diversi branch di cui i principali sono:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 * master - ramo di sviluppo instabile, attualmente usa batman-adv per la costruzione della rete mesh a layer 2.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 * pisa - branch adatto alle esigenze della comunita&#039; di Pisa, e&#039; basato su commit stabili di master.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 * roma - ramo sviluppato da arkanet per la comunita&#039; di Roma basato su master ma usa OLSRd per il routing a layer 3.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Compilare il firmware ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il codice è disponibile su gitorious.org, un sito di hosting per progetti opensource. Per ottenerlo si deve usare git.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
WARNING: Questa guida è stata testata solo su antenne Ubiquiti e con sistemi operativi Linux. I comandi usati vengono digitati in un emulatore di terminale,tipicamente si trova in Menu-&amp;gt;Accessori-&amp;gt;Terminale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
WARNING: Per avere una conoscenza di base dei termini usati si rimanda alle pagine [[Glossario]] e [[HowToRete]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Ottenere il codice ===&lt;br /&gt;
Scegliere la release di OpenWrt da usare, raccomandiamo di usare  Attitude Adjustement (12,04). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vengono descritti i passi anche per antenne che usano driver madwifi, anche se si tratta di antenne abbastanza vecchie e le antenne acquistate recentemente (circa dopo il 2012) avranno quasi di sicuro una scheda wireless che usa ath9k.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Scaricare il sorgente di OpenWrt seguendo [[https://dev.openwrt.org/wiki/GetSource le istruzioni su questa pagina]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Configurazione ===&lt;br /&gt;
&amp;lt;ul&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;li&amp;gt; Aggiungere il feed dei sorgenti di eigenNet ( sostituire &amp;quot;CartellaOpenWRT&amp;quot; e &amp;quot;NomeBranch&amp;quot; con i nomi veri ). Questo serve per avere i pacchetti sviluppati appositamente per la rete.&lt;br /&gt;
&amp;lt;pre&amp;gt;&#039;&#039;Dopo aver digitato git clone.....&#039;&#039;&lt;br /&gt;
cd CartellaOpenWRT&lt;br /&gt;
cp feeds.conf.default feeds.conf&lt;br /&gt;
echo &#039;src-git zzzeigennet git://gitorious.org/eigennet/packages.git;NomeBranch&#039; &amp;gt;&amp;gt; feeds.conf&lt;br /&gt;
scripts/feeds update -a&lt;br /&gt;
scripts/feeds install -a&lt;br /&gt;
&amp;lt;/pre&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;/li&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;li&amp;gt;Scegliere le proprie impostazioni di compilazione (i pacchetti di eigenNet si trovano sotto il menu&#039; &amp;quot;Administration&amp;quot; )&lt;br /&gt;
&amp;lt;pre&amp;gt;make menuconfig&amp;lt;/pre&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo comando aprirà un&#039;interfaccia semi-grafica che permette di configurare l&#039;immagine per l&#039;antenna.&lt;br /&gt;
La selezione è fatta usando lo spazio (nei campi dove possibile (M) indica la compilazione come modulo, ciò comporta che il componente è dinamicamente caricato all&#039;occorrenza mentre (*)Indica che il componente è sempre disponibile.&lt;br /&gt;
&amp;lt;ul&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;li&amp;gt; Per prima cosa bisogna scegliere l&#039;architettura:&lt;br /&gt;
Per farlo bisogna entrare nella prima voce di menu&lt;br /&gt;
se non siete sicuri dell&#039;architettura ed avete comprato l&#039;antenna da entro il 2012 potete tranquillamente selezionare &lt;br /&gt;
&amp;lt;pre&amp;gt; (X) Atheros AR7xxx/AR9xxx&amp;lt;/pre&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altrimenti per antenne più anziane selezionate&lt;br /&gt;
&amp;lt;pre&amp;gt; (X) Atheros AR231x/AR5312&amp;lt;/pre&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;/li&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;li&amp;gt;Nella sezione eigennet si possono scegliere diversi tool, sia grafici che WebUI (interfaccia web) per la gestione della rete, dai test di banda ai puntamenti.&lt;br /&gt;
&amp;lt;pre&amp;gt; Location:&lt;br /&gt;
-&amp;gt; Administration&lt;br /&gt;
--&amp;gt; eigennet&lt;br /&gt;
&amp;lt;/pre&amp;gt;&lt;br /&gt;
Qui avrete diverse scelte con le relative descrizioni:&lt;br /&gt;
&amp;lt;pre&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;*&amp;gt; eigennet-autoconf.................................... Auto Config Package&lt;br /&gt;
--- eigennet-bwtest............................... Bandwidth Measurement Tool&lt;br /&gt;
&amp;lt;*&amp;gt; eigennet-bwtest-webui........... Bandwidth Measurement Tool Web Interface&lt;br /&gt;
&amp;lt; &amp;gt; eigennet-firewall....................................... Layer 2 Firewall&lt;br /&gt;
&amp;lt; &amp;gt; eigennet-gw4server.................................. IPv4 Gateway Checker&lt;br /&gt;
&amp;lt; &amp;gt; eigennet-httpinfo.......................... Export info via HTTP protocol&lt;br /&gt;
&amp;lt; &amp;gt; eigennet-pointing................................. Antenna Pointing Tools&lt;br /&gt;
&amp;lt; &amp;gt; eigennet-pointing-webui............. Antenna pointing tools Web Interface&lt;br /&gt;
&amp;lt;*&amp;gt; eigennet-reghack.............................. Regulatory domain unlocker&lt;br /&gt;
&amp;lt;/pre&amp;gt;&lt;br /&gt;
Se una voce è segnata con --- vuol dire che è stata selezionata da un altro pacchetto, in questo caso bwtest-webui necessita di bwtest che viene automaticamente selezionato.&lt;br /&gt;
Il pacchetto fondamentale è &#039;&#039;eigennet-autoconf&#039;&#039; che farà la magia di configurare l&#039;antenna.&lt;br /&gt;
Il resto è opzionale e dipende dal caso specifico&lt;br /&gt;
&amp;lt;li&amp;gt;Per avere i test di banda si deve abilitare nella sezione &lt;br /&gt;
&amp;lt;pre&amp;gt; &lt;br /&gt;
-&amp;gt;Base System&lt;br /&gt;
--&amp;gt;Bysybox&lt;br /&gt;
---&amp;gt;Networking Utilities&lt;br /&gt;
----&amp;gt;nc &lt;br /&gt;
-----&amp;gt;[*]   Netcat server options (-l)&lt;br /&gt;
&amp;lt;/pre&amp;gt;&lt;br /&gt;
Che serve per avere la flag -l (listen) su netcat&lt;br /&gt;
&amp;lt;/li&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;/ul&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;li&amp;gt;&lt;br /&gt;
Per sicurezza controllare che in &lt;br /&gt;
&amp;lt;pre&amp;gt;&lt;br /&gt;
Location:&lt;br /&gt;
-&amp;gt; Kernel modules&lt;br /&gt;
-&amp;gt; Network Support&lt;br /&gt;
--- kmod-batman-adv......................................... B.A.T.M.A.N. Adv&lt;br /&gt;
[ ]   enable verbose debug logging&lt;br /&gt;
[*]   enable bridge loop avoidance&lt;br /&gt;
[*]   enable distributed arp table&lt;br /&gt;
[*]   enable network coding [requires promisc mode support]&lt;br /&gt;
[*]   enable batctl&lt;br /&gt;
&amp;lt;/pre&amp;gt;&lt;br /&gt;
Le voci siano selezionate come da esempio.&lt;br /&gt;
&amp;lt;/li&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;li&amp;gt;Una volta finito di configurare bisogna uscire premendo il tasto &amp;lt;Esc&amp;gt; fino a risalire tutti i menu ed arrivare al dialogo&lt;br /&gt;
&amp;lt;pre&amp;gt;Do you wish to save your new OpenWrt configuration?&amp;lt;/pre&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;li&amp;gt;&lt;br /&gt;
Salvare &lt;br /&gt;
&amp;lt;/li&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;/ul&amp;gt;&lt;br /&gt;
=== Compilare ===&lt;br /&gt;
Per compilare il firmware si può passare al comando&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 make &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche l&#039;opzione -j &amp;lt;numero di core fisici +1&amp;gt; per parallelizzare la compilazione e velocizzarla.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Validazione dell&#039;immagine ===&lt;br /&gt;
Per evitare di brikkare l&#039;antenna (ovvero renderla un mattone buono solo per i muretti) bisogna verificare che le immagini siano state ottenute correttamente. Questo è utile sopratutto quando si scaricano via web.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per controllare l&#039;integrità delle immagini si usa l&#039;md5sum, che è una stringa che identifica inequivocabilmente un file, è ricavata da esso attraverso il calcolo dell&#039; hash.&lt;br /&gt;
Posizionatevi nella cartella delle immagini e date il seguente comando&lt;br /&gt;
 cat md5sums | grep $(md5sum &amp;lt;nome del file immagine&amp;gt; |cut -d&#039; &#039; -f1)&lt;br /&gt;
Se il comando da come output per esempio&lt;br /&gt;
 blacksmith@efesto bin/ar71xx $ cat md5sums | grep $(md5sum openwrt-ar71xx-generic-ubnt-nano-m-squashfs-sysupgrade.bin|cut -d&#039; &#039; -f1)&lt;br /&gt;
 d87a2d913951baed3709022d5575242a *openwrt-ar71xx-generic-ubnt-nano-m-squashfs-sysupgrade.bin&lt;br /&gt;
Allora il file è corretto e potete procedere; altrimenti riscaricatelo.&lt;br /&gt;
=== Flashing ===&lt;br /&gt;
Prendere l&#039;immagine che ci serve dentro la cartella bin&lt;br /&gt;
 cd CartellaOpenWRT/bin/&lt;br /&gt;
* In caso di driver ath9k&lt;br /&gt;
 cd ar71xx&lt;br /&gt;
* In caso di driver madwifi&lt;br /&gt;
 cd atheros&lt;br /&gt;
L&#039;immagine da usare dipende dal modello dell&#039;antenna, tipicamente sarà un&#039;antenna di Ubiquiti, [[http://wiki.openwrt.org/toh/start#ubiquiti qui]] la tabella delle antenne coi relativi articoli, in ogni articolo è scritta l&#039;immagine da usare. NON usare l&#039;immagine con la dicitura jffs2 a meno che non sappiate cosa state facendo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel caso di primo flashing, bisognerà usare l&#039;immagine con la dicitura factory, altrimenti andrà scelta quella con la dicitura sysupgrade.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A seconda del metodo scelto per il flashing si dovrà procedere in diversi modi:&lt;br /&gt;
==== Metodo WebUI ====&lt;br /&gt;
Le antenne Ubiquiti hanno installato airOs, un firmware proprietario di Ubiquiti che recentemente ha reso più difficile la personalizzazione dello stesso. Da sempre usiamo OpenWRT per le nostre immagini essendo un progetto OpenSource&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vediamo come usare l&#039;interfaccia web per installare OpenWRT:&lt;br /&gt;
*Collegare l&#039;antenna al POE inserendo il cavo ethernet nella porta POE&lt;br /&gt;
*Collegare il POE al computer usando un cavo ethernet inserendolo nella porta LAN&lt;br /&gt;
*Attaccare il cavo della corrente&lt;br /&gt;
*Aprire un browser all&#039;indirizzo 192.168.1.21 autenticarsi con il login di default scritto sulla scatola, dovrebbero essere &lt;br /&gt;
 user: ubnt&lt;br /&gt;
 password: ubnt&lt;br /&gt;
*Nella tab &#039;&#039;System&#039;&#039; sezione &#039;&#039;Device Maintenance&#039;&#039; premere su &#039;&#039;Update&#039;&#039; e caricare l&#039;immagine del firmware &#039;&#039;&#039;factory&#039;&#039;&#039; dopo aver verificato l&#039;md5sum&lt;br /&gt;
*Attendere il riavvio&lt;br /&gt;
==== Metodo TFTP ====&lt;br /&gt;
Per il sysupgrade è meglio usare [[Flashing#Metodo_SSH]]&lt;br /&gt;
Questo metodo consiste nell&#039;inserire nell&#039;antenna, messa in una modalità particolare, l&#039;immagine del firmware e lasciare che l&#039;antenna si scriva da sola.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Praparazione&lt;br /&gt;
*Prendere l&#039;antenna e collegare il POE (il parallelepipedo nero che si attacca alla corrente) alla corrente, collegare il cavo ethernet al computer ed inserirlo nella porta con scritto LAN del POE.&lt;br /&gt;
*Inserire il cavo ethernet nell&#039;antenna ma NON nel POE&lt;br /&gt;
*Accanto alla porta ethernet sull&#039;antenna c&#039;è un piccolo foro con un pulsantino non visibile dall&#039;esterno, con l&#039;aiuto di una graffetta premetelo.&lt;br /&gt;
*Tenendo premuto il pulsantino, connettere il cavo ethernet dell&#039;antenna alla porta POE e aspettare, dopo pochi secondi l&#039;antenna inizierà ad emettere una sequenza di luci che si riperterà. Adesso l&#039;antenna è in Recovery Mode&lt;br /&gt;
*L&#039;antenna adesso risponde all&#039;IP 192.168.1.21 &lt;br /&gt;
*Posizionatevi nella cartella che contiene l&#039;immagine e controllate l&#039;md5sum &lt;br /&gt;
In un terminale digitate:&lt;br /&gt;
 tftp 192.168.1.21&lt;br /&gt;
 verbose&lt;br /&gt;
 binary&lt;br /&gt;
 put &amp;lt;nome dell&#039; immagine factory&amp;gt;&lt;br /&gt;
Attendere che l&#039;antenna si riavvii 3-4 volte.&lt;br /&gt;
Quando l&#039;antenna smetterà di riavviarsi e i led non cambieranno in continuazione, avrete finito.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Metodo SSH ====&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Solo per sysupgrade&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
PREREQUISITI: Essere in possesso della chiave dei nodi, chiedi ad eigenLab come.&lt;br /&gt;
*Aprire un terminale&lt;br /&gt;
*Entrare nella cartella delle immagini &lt;br /&gt;
*Validare l&#039;immagine&lt;br /&gt;
*Caricare l&#039;immagine sull&#039;antenna con scp&lt;br /&gt;
 scp &amp;lt;immagine validata&amp;gt; root@[&amp;lt;ipv6 locale dell&#039;antenna&amp;gt;%&amp;lt;interfaccia di rete&amp;gt;]:/tmp&lt;br /&gt;
*Entrare nell&#039;antenna con&lt;br /&gt;
 ssh root@&amp;lt;ipv6 locale dell&#039;antenna&amp;gt;%&amp;lt;interfaccia di rete&amp;gt;&lt;br /&gt;
*Dare il comando&lt;br /&gt;
 sysupgrade /tmp/&amp;lt;nome immagine&amp;gt;&lt;br /&gt;
Solitamente bisogna passare anche il parametro -n, in modo che non salvi le configurazioni precedenti.&lt;br /&gt;
=== Ottenere l&#039;ipv6 locale dell&#039;antenna ===&lt;br /&gt;
Per avere l&#039;ipv6 locale e poter entrare in ssh nella vostra antenna digitate:&lt;br /&gt;
 ping6 ff02::1%&amp;lt;nome dell&#039;interfaccia di rete&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Escludete il vostro ipv6 link locale, se non lo conoscete digitate&lt;br /&gt;
 ip -6 a s &amp;lt;nome dell&#039;interfaccia di rete&amp;gt;&lt;br /&gt;
E guardate quello che comincia con fe80::&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per esempio&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 blacksmith@efesto bin/ar71xx $ ip -6 a s eth0&lt;br /&gt;
 eth0: &amp;lt;BROADCAST,MULTICAST,UP,LOWER_UP&amp;gt; mtu 1500 qlen 1000&lt;br /&gt;
 inet6 2a00:1508:1:f010::3350/64 scope global &lt;br /&gt;
 valid_lft forever preferred_lft forever&lt;br /&gt;
 &#039;&#039;&#039;inet6 fe80::49ff:fef8:2148/64 scope link&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
Quello scritto in grassetto è il vostro ipv6 locale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per usarlo dovete usare la forma &amp;lt;ipv6 link local&amp;gt;%&amp;lt;interfaccia di rete&amp;gt;&lt;br /&gt;
 fe80::49ff:fef8:2148%eth0&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per sicurezza controllate che il MAC address dell&#039;antenna e l&#039;ipv6 dell&#039;antenna abbiamo alcune ultime cifre in comune.&lt;br /&gt;
Segnate da una parte l&#039;ipv6 dell&#039;antenna.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Chiromante</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=Samsung_CLP-325/365&amp;diff=497</id>
		<title>Samsung CLP-325/365</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=Samsung_CLP-325/365&amp;diff=497"/>
		<updated>2014-07-11T14:41:52Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Chiromante: Differenze tra le stampanti&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[File:IMAG0464.small.jpg|thumb|right|Samsung CLP-325]]&lt;br /&gt;
== Utilizzo su Linux ==&lt;br /&gt;
Contrariamente ad altre stampanti laser Samsung, non bisogna utilizzare il driver SpliX: la stampante viene effettivamente riconosciuta da CUPS, ma produce solo errori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il driver corretto da utilizzare è &#039;&#039;&#039;foo2qpdl&#039;&#039;&#039;, a seconda della distribuzione il nome del pacchetto può cambiare, su Arch Linux per esempio il pacchetto si chiama &amp;lt;code&amp;gt;foo2zjs&amp;lt;/code&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per ulteriori informazioni sul driver e sul suo utilizzo linux: http://foo2qpdl.rkkda.com/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Manutenzione del tamburo OPC ==&lt;br /&gt;
=== Estrazione del tamburo ===&lt;br /&gt;
Per estrarre il tamburo bisogna procedere nel seguente modo: [[File:IMAG0467.small.jpg|thumb|right]]&lt;br /&gt;
# Aprire lo sportello frontale&lt;br /&gt;
# Togliere tutti i toner tirando le levette ai lati [appoggiare i toner su della carta perché alle volte perdono della polvere di inchiostro]&lt;br /&gt;
# Rimuovere il sostegno toner laterale a sinistra&lt;br /&gt;
# Estrarre il tamburo agendo sulla maniglia incavata&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Esporre il tamburo alla luce il meno possibile&#039;&#039;&#039;: il materiale di cui è composto è fotosensibile e si degrada facilmente con la luce.&lt;br /&gt;
=== Manutenzione del tamburo ===&lt;br /&gt;
Anche se c&#039;è dell&#039;inchiostro residuo sulla superficie non c&#039;è da preoccuparsi perché viene pulito automaticamente durante la stampa, se proprio dovesse darvi fastidio potete pulire &#039;&#039;&#039;a secco&#039;&#039;&#039; con della carta. Questa operazione è potenzialmente dannosa per il drum ed in generale non è consigliata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si può capire lo stato del tamburo oservando una stampa di prova: se il tamburo sta esaurendo la sua vita le stampe appariranno generalmente sbiadite, se invece è sporco o danneggiato appariranno righe scure sulla pagina.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Reset del contatore stampe del drum (solo CLP-325) ==&lt;br /&gt;
Il drum ha sul lato destro un blocchetto di plastica estraibile con due contatti metallici. All&#039;interno di quel blocchetto c&#039;è un semplice circuito composto dal parallelo di una resistenza da 100kΩ e da un &#039;&#039;&#039;fuse-resistor&#039;&#039;&#039; da 56Ω (entrambe da 0.25W).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
            100kΩ&lt;br /&gt;
     +----\/\/\/\/\/-----+&lt;br /&gt;
 ----|                   |----&lt;br /&gt;
     +----/\/\/\/\/\-----+&lt;br /&gt;
             56Ω&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La stampante ad ogni accensione misura la resistenza ai capi del circuito:&lt;br /&gt;
* Se è alta (~100KΩ) allora il drum non è nuovo, e tutto procede regolarmente.&lt;br /&gt;
* Se è bassa (~56Ω) allora il drum è nuovo&lt;br /&gt;
** Il contatore delle pagine viene azzerato&lt;br /&gt;
** Il fuse-resistor viene fatto bruciare aumentando la corrente oltre il suo valore di rottura&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Procedura passo-passo per il reset &#039;&#039;&#039;con resistenze normali&#039;&#039;&#039; (non conoscendo il valore di corrente oltre la quale salta il fusibile): &lt;br /&gt;
# Smontare il drum ed estrarre la parte con il circuito, facendo leva con un cacciavite dall&#039;interno &lt;br /&gt;
# Identificare le due resistenze con il codice colore (nel dubbio possono essere cambiate entrambe)&lt;br /&gt;
#* Verde, Blu, Nero, Oro =&amp;gt; 56Ω&lt;br /&gt;
#* Marrone, Nero, Giallo, Oro =&amp;gt; 100kΩ&lt;br /&gt;
# Sostituire la vecchia resistenza da 56Ω con quella nuova&lt;br /&gt;
# Rimontare il drum e accendere la stampante. A questo punto la resistenza da 56Ω, non essendo un fusibile, inizierà a scaldarsi. Attendere che la stampante sia operativa con LED verde fisso, dopodiché spegnere immediatamente.&lt;br /&gt;
# Rimuovere nuovamente il circuito dal drum e togliere la resistenza da 56Ω facendo attenzione perché sarà calda.&lt;br /&gt;
# Rimontare il drum con solo la resistenza da 100kΩ&lt;br /&gt;
&amp;lt;gallery&amp;gt;&lt;br /&gt;
file:IMAG0469.small.jpg|Visione laterale del drum&lt;br /&gt;
file:IMAG0471.small.jpg|Circuito di riconoscimento del drum&lt;br /&gt;
&amp;lt;/gallery&amp;gt;&lt;br /&gt;
== Reset del contatore stampe del drum (solo CLP-365) ==&lt;br /&gt;
Il procedimento per CLP-365 è logicamente identico a quello della 325, tuttavia ci sono alcune differenze:&lt;br /&gt;
* Il blocco porta-resistenze si trova frontalmente sul tamburo, quindi non è necessario smontare tutto&lt;br /&gt;
* Il circuito è composto solo da una fuse-resistor da 100kΩ da 0.125W&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Chiromante</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=Samsung_CLP-325/365&amp;diff=496</id>
		<title>Samsung CLP-325/365</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=Samsung_CLP-325/365&amp;diff=496"/>
		<updated>2014-07-11T14:27:26Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Chiromante: foto in linea&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[File:IMAG0464.small.jpg|thumb|right|Samsung CLP-325]]&lt;br /&gt;
== Utilizzo su Linux ==&lt;br /&gt;
Contrariamente ad altre stampanti laser Samsung, non bisogna utilizzare il driver SpliX: la stampante viene effettivamente riconosciuta da CUPS, ma produce solo errori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il driver corretto da utilizzare è &#039;&#039;&#039;foo2qpdl&#039;&#039;&#039;, a seconda della distribuzione il nome del pacchetto può cambiare, su Arch Linux per esempio il pacchetto si chiama &amp;lt;code&amp;gt;foo2zjs&amp;lt;/code&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per ulteriori informazioni sul driver e sul suo utilizzo linux: http://foo2qpdl.rkkda.com/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Manutenzione del tamburo OPC ==&lt;br /&gt;
=== Estrazione del tamburo ===&lt;br /&gt;
Per estrarre il tamburo bisogna procedere nel seguente modo: [[File:IMAG0467.small.jpg|thumb|right]]&lt;br /&gt;
# Aprire lo sportello frontale&lt;br /&gt;
# Togliere tutti i toner tirando le levette ai lati [appoggiare i toner su della carta perché alle volte perdono della polvere di inchiostro]&lt;br /&gt;
# Rimuovere il sostegno toner laterale a sinistra&lt;br /&gt;
# Estrarre il tamburo agendo sulla maniglia incavata&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Esporre il tamburo alla luce il meno possibile&#039;&#039;&#039;: il materiale di cui è composto è fotosensibile e si degrada facilmente con la luce.&lt;br /&gt;
=== Manutenzione del tamburo ===&lt;br /&gt;
Anche se c&#039;è dell&#039;inchiostro residuo sulla superficie non c&#039;è da preoccuparsi perché viene pulito automaticamente durante la stampa, se proprio dovesse darvi fastidio potete pulire &#039;&#039;&#039;a secco&#039;&#039;&#039; con della carta. Questa operazione è potenzialmente dannosa per il drum ed in generale non è consigliata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si può capire lo stato del tamburo oservando una stampa di prova: se il tamburo sta esaurendo la sua vita le stampe appariranno generalmente sbiadite, se invece è sporco o danneggiato appariranno righe scure sulla pagina.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Reset del contatore stampe del drum (solo CLP-325) ==&lt;br /&gt;
Il drum ha sul lato destro un blocchetto di plastica estraibile con due contatti metallici. All&#039;interno di quel blocchetto c&#039;è un semplice circuito composto dal parallelo di una resistenza da 100kΩ e da un &#039;&#039;&#039;fuse-resistor&#039;&#039;&#039; da 56Ω (entrambe da 0.25W).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
            100kΩ&lt;br /&gt;
     +----\/\/\/\/\/-----+&lt;br /&gt;
 ----|                   |----&lt;br /&gt;
     +----/\/\/\/\/\-----+&lt;br /&gt;
             56Ω&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La stampante ad ogni accensione misura la resistenza ai capi del circuito:&lt;br /&gt;
* Se è alta (~100KΩ) allora il drum non è nuovo, e tutto procede regolarmente.&lt;br /&gt;
* Se è bassa (~56Ω) allora il drum è nuovo&lt;br /&gt;
** Il contatore delle pagine viene azzerato&lt;br /&gt;
** Il fuse-resistor viene fatto bruciare aumentando la corrente oltre il suo valore di rottura&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Procedura passo-passo per il reset &#039;&#039;&#039;con resistenze normali&#039;&#039;&#039; (non conoscendo il valore di corrente oltre la quale salta il fusibile): &lt;br /&gt;
# Smontare il drum ed estrarre la parte con il circuito, facendo leva con un cacciavite dall&#039;interno &lt;br /&gt;
# Identificare le due resistenze con il codice colore (nel dubbio possono essere cambiate entrambe)&lt;br /&gt;
#* Verde, Blu, Nero, Oro =&amp;gt; 56Ω&lt;br /&gt;
#* Marrone, Nero, Giallo, Oro =&amp;gt; 100kΩ&lt;br /&gt;
# Sostituire la vecchia resistenza da 56Ω con quella nuova&lt;br /&gt;
# Rimontare il drum e accendere la stampante. A questo punto la resistenza da 56Ω, non essendo un fusibile, inizierà a scaldarsi. Attendere che la stampante sia operativa con LED verde fisso, dopodiché spegnere immediatamente.&lt;br /&gt;
# Rimuovere nuovamente il circuito dal drum e togliere la resistenza da 56Ω facendo attenzione perché sarà calda.&lt;br /&gt;
# Rimontare il drum con solo la resistenza da 100kΩ&lt;br /&gt;
&amp;lt;gallery&amp;gt;&lt;br /&gt;
file:IMAG0469.small.jpg|Visione laterale del drum&lt;br /&gt;
file:IMAG0471.small.jpg|Circuito di riconoscimento del drum&lt;br /&gt;
&amp;lt;/gallery&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Chiromante</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=Samsung_CLP-325/365&amp;diff=495</id>
		<title>Samsung CLP-325/365</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=Samsung_CLP-325/365&amp;diff=495"/>
		<updated>2014-07-11T14:17:14Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Chiromante: Procedura di reset specifica per 325&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[File:IMAG0464.small.jpg|thumb|right|Samsung CLP-325]]&lt;br /&gt;
== Utilizzo su Linux ==&lt;br /&gt;
Contrariamente ad altre stampanti laser Samsung, non bisogna utilizzare il driver SpliX: la stampante viene effettivamente riconosciuta da CUPS, ma produce solo errori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il driver corretto da utilizzare è &#039;&#039;&#039;foo2qpdl&#039;&#039;&#039;, a seconda della distribuzione il nome del pacchetto può cambiare, su Arch Linux per esempio il pacchetto si chiama &amp;lt;code&amp;gt;foo2zjs&amp;lt;/code&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per ulteriori informazioni sul driver e sul suo utilizzo linux: http://foo2qpdl.rkkda.com/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Manutenzione del tamburo OPC ==&lt;br /&gt;
=== Estrazione del tamburo ===&lt;br /&gt;
Per estrarre il tamburo bisogna procedere nel seguente modo: [[File:IMAG0467.small.jpg|thumb|right]]&lt;br /&gt;
# Aprire lo sportello frontale&lt;br /&gt;
# Togliere tutti i toner tirando le levette ai lati [appoggiare i toner su della carta perché alle volte perdono della polvere di inchiostro]&lt;br /&gt;
# Rimuovere il sostegno toner laterale a sinistra&lt;br /&gt;
# Estrarre il tamburo agendo sulla maniglia incavata&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Esporre il tamburo alla luce il meno possibile&#039;&#039;&#039;: il materiale di cui è composto è fotosensibile e si degrada facilmente con la luce.&lt;br /&gt;
=== Manutenzione del tamburo ===&lt;br /&gt;
Anche se c&#039;è dell&#039;inchiostro residuo sulla superficie non c&#039;è da preoccuparsi perché viene pulito automaticamente durante la stampa, se proprio dovesse darvi fastidio potete pulire &#039;&#039;&#039;a secco&#039;&#039;&#039; con della carta. Questa operazione è potenzialmente dannosa per il drum ed in generale non è consigliata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si può capire lo stato del tamburo oservando una stampa di prova: se il tamburo sta esaurendo la sua vita le stampe appariranno generalmente sbiadite, se invece è sporco o danneggiato appariranno righe scure sulla pagina.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Reset del contatore stampe del drum (solo CLP-325) ==&lt;br /&gt;
Il drum ha sul lato destro un blocchetto di plastica estraibile con due contatti metallici. All&#039;interno di quel blocchetto c&#039;è un semplice circuito composto dal parallelo di una resistenza da 100kΩ e da un &#039;&#039;&#039;fuse-resistor&#039;&#039;&#039; da 56Ω (entrambe da 0.25W).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
            100kΩ&lt;br /&gt;
     +----\/\/\/\/\/-----+&lt;br /&gt;
 ----|                   |----&lt;br /&gt;
     +----/\/\/\/\/\-----+&lt;br /&gt;
             56Ω&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La stampante ad ogni accensione misura la resistenza ai capi del circuito:&lt;br /&gt;
* Se è alta (~100KΩ) allora il drum non è nuovo, e tutto procede regolarmente.&lt;br /&gt;
* Se è bassa (~56Ω) allora il drum è nuovo&lt;br /&gt;
** Il contatore delle pagine viene azzerato&lt;br /&gt;
** Il fuse-resistor viene fatto bruciare aumentando la corrente oltre il suo valore di rottura&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Procedura passo-passo per il reset &#039;&#039;&#039;con resistenze normali&#039;&#039;&#039; (non conoscendo il valore di corrente oltre la quale salta il fusibile): &lt;br /&gt;
# Smontare il drum ed estrarre la parte con il circuito, facendo leva con un cacciavite dall&#039;interno &lt;br /&gt;
# Identificare le due resistenze con il codice colore (nel dubbio possono essere cambiate entrambe)&lt;br /&gt;
#* Verde, Blu, Nero, Oro =&amp;gt; 56Ω&lt;br /&gt;
#* Marrone, Nero, Giallo, Oro =&amp;gt; 100kΩ&lt;br /&gt;
# Sostituire la vecchia resistenza da 56Ω con quella nuova&lt;br /&gt;
# Rimontare il drum e accendere la stampante. A questo punto la resistenza da 56Ω, non essendo un fusibile, inizierà a scaldarsi. Attendere che la stampante sia operativa con LED verde fisso, dopodiché spegnere immediatamente.&lt;br /&gt;
# Rimuovere nuovamente il circuito dal drum e togliere la resistenza da 56Ω facendo attenzione perché sarà calda.&lt;br /&gt;
# Rimontare il drum con solo la resistenza da 100kΩ&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[file:IMAG0469.small.jpg|thumb | Visione laterale del drum]]&lt;br /&gt;
[[file:IMAG0471.small.jpg|thumb| Circuito di riconoscimento del drum]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Chiromante</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=CLP-325&amp;diff=494</id>
		<title>CLP-325</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=CLP-325&amp;diff=494"/>
		<updated>2014-07-11T14:16:03Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Chiromante: Chiromante ha spostato la pagina CLP-325 a Samsung CLP-325/365&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;#RINVIA [[Samsung CLP-325/365]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Chiromante</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=Samsung_CLP-325/365&amp;diff=493</id>
		<title>Samsung CLP-325/365</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=Samsung_CLP-325/365&amp;diff=493"/>
		<updated>2014-07-11T14:16:03Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Chiromante: Chiromante ha spostato la pagina CLP-325 a Samsung CLP-325/365&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[File:IMAG0464.small.jpg|thumb|right|Samsung CLP-325]]&lt;br /&gt;
== Utilizzo su Linux ==&lt;br /&gt;
Contrariamente ad altre stampanti laser Samsung, non bisogna utilizzare il driver SpliX: la stampante viene effettivamente riconosciuta da CUPS, ma produce solo errori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il driver corretto da utilizzare è &#039;&#039;&#039;foo2qpdl&#039;&#039;&#039;, a seconda della distribuzione il nome del pacchetto può cambiare, su Arch Linux per esempio il pacchetto si chiama &amp;lt;code&amp;gt;foo2zjs&amp;lt;/code&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per ulteriori informazioni sul driver e sul suo utilizzo linux: http://foo2qpdl.rkkda.com/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Manutenzione del tamburo OPC ==&lt;br /&gt;
=== Estrazione del tamburo ===&lt;br /&gt;
Per estrarre il tamburo bisogna procedere nel seguente modo: [[File:IMAG0467.small.jpg|thumb|right]]&lt;br /&gt;
# Aprire lo sportello frontale&lt;br /&gt;
# Togliere tutti i toner tirando le levette ai lati [appoggiare i toner su della carta perché alle volte perdono della polvere di inchiostro]&lt;br /&gt;
# Rimuovere il sostegno toner laterale a sinistra&lt;br /&gt;
# Estrarre il tamburo agendo sulla maniglia incavata&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Esporre il tamburo alla luce il meno possibile&#039;&#039;&#039;: il materiale di cui è composto è fotosensibile e si degrada facilmente con la luce.&lt;br /&gt;
=== Manutenzione del tamburo ===&lt;br /&gt;
Anche se c&#039;è dell&#039;inchiostro residuo sulla superficie non c&#039;è da preoccuparsi perché viene pulito automaticamente durante la stampa, se proprio dovesse darvi fastidio potete pulire &#039;&#039;&#039;a secco&#039;&#039;&#039; con della carta. Questa operazione è potenzialmente dannosa per il drum ed in generale non è consigliata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si può capire lo stato del tamburo oservando una stampa di prova: se il tamburo sta esaurendo la sua vita le stampe appariranno generalmente sbiadite, se invece è sporco o danneggiato appariranno righe scure sulla pagina.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Reset del contatore stampe del drum ==&lt;br /&gt;
Il drum ha sul lato destro un blocchetto di plastica estraibile con due contatti metallici. All&#039;interno di quel blocchetto c&#039;è un semplice circuito composto dal parallelo di una resistenza da 100kΩ e da un &#039;&#039;&#039;fuse-resistor&#039;&#039;&#039; da 56Ω (entrambe da 0.25W).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
            100kΩ&lt;br /&gt;
     +----\/\/\/\/\/-----+&lt;br /&gt;
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     +----/\/\/\/\/\-----+&lt;br /&gt;
             56Ω&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La stampante ad ogni accensione misura la resistenza ai capi del circuito:&lt;br /&gt;
* Se è alta (~100KΩ) allora il drum non è nuovo, e tutto procede regolarmente.&lt;br /&gt;
* Se è bassa (~56Ω) allora il drum è nuovo&lt;br /&gt;
** Il contatore delle pagine viene azzerato&lt;br /&gt;
** Il fuse-resistor viene fatto bruciare aumentando la corrente oltre il suo valore di rottura&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Procedura passo-passo per il reset &#039;&#039;&#039;con resistenze normali&#039;&#039;&#039; (non conoscendo il valore di corrente oltre la quale salta il fusibile): &lt;br /&gt;
# Smontare il drum ed estrarre la parte con il circuito, facendo leva con un cacciavite dall&#039;interno &lt;br /&gt;
# Identificare le due resistenze con il codice colore (nel dubbio possono essere cambiate entrambe)&lt;br /&gt;
#* Verde, Blu, Nero, Oro =&amp;gt; 56Ω&lt;br /&gt;
#* Marrone, Nero, Giallo, Oro =&amp;gt; 100kΩ&lt;br /&gt;
# Sostituire la vecchia resistenza da 56Ω con quella nuova&lt;br /&gt;
# Rimontare il drum e accendere la stampante. A questo punto la resistenza da 56Ω, non essendo un fusibile, inizierà a scaldarsi. Attendere che la stampante sia operativa con LED verde fisso, dopodiché spegnere immediatamente.&lt;br /&gt;
# Rimuovere nuovamente il circuito dal drum e togliere la resistenza da 56Ω facendo attenzione perché sarà calda.&lt;br /&gt;
# Rimontare il drum con solo la resistenza da 100kΩ&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[file:IMAG0469.small.jpg|thumb | Visione laterale del drum]]&lt;br /&gt;
[[file:IMAG0471.small.jpg|thumb| Circuito di riconoscimento del drum]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Chiromante</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=Samsung_CLP-325/625&amp;diff=492</id>
		<title>Samsung CLP-325/625</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=Samsung_CLP-325/625&amp;diff=492"/>
		<updated>2014-07-11T13:59:51Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Chiromante: Chiromante ha spostato la pagina Samsung CLP-325/625 a CLP-325 tramite redirect&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;#RINVIA [[CLP-325]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Chiromante</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=Samsung_CLP-325/365&amp;diff=491</id>
		<title>Samsung CLP-325/365</title>
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		<updated>2014-07-11T13:59:51Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Chiromante: Chiromante ha spostato la pagina Samsung CLP-325/625 a CLP-325 tramite redirect&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[File:IMAG0464.small.jpg|thumb|right|Samsung CLP-325]]&lt;br /&gt;
== Utilizzo su Linux ==&lt;br /&gt;
Contrariamente ad altre stampanti laser Samsung, non bisogna utilizzare il driver SpliX: la stampante viene effettivamente riconosciuta da CUPS, ma produce solo errori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il driver corretto da utilizzare è &#039;&#039;&#039;foo2qpdl&#039;&#039;&#039;, a seconda della distribuzione il nome del pacchetto può cambiare, su Arch Linux per esempio il pacchetto si chiama &amp;lt;code&amp;gt;foo2zjs&amp;lt;/code&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per ulteriori informazioni sul driver e sul suo utilizzo linux: http://foo2qpdl.rkkda.com/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Manutenzione del tamburo OPC ==&lt;br /&gt;
=== Estrazione del tamburo ===&lt;br /&gt;
Per estrarre il tamburo bisogna procedere nel seguente modo: [[File:IMAG0467.small.jpg|thumb|right]]&lt;br /&gt;
# Aprire lo sportello frontale&lt;br /&gt;
# Togliere tutti i toner tirando le levette ai lati [appoggiare i toner su della carta perché alle volte perdono della polvere di inchiostro]&lt;br /&gt;
# Rimuovere il sostegno toner laterale a sinistra&lt;br /&gt;
# Estrarre il tamburo agendo sulla maniglia incavata&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Esporre il tamburo alla luce il meno possibile&#039;&#039;&#039;: il materiale di cui è composto è fotosensibile e si degrada facilmente con la luce.&lt;br /&gt;
=== Manutenzione del tamburo ===&lt;br /&gt;
Anche se c&#039;è dell&#039;inchiostro residuo sulla superficie non c&#039;è da preoccuparsi perché viene pulito automaticamente durante la stampa, se proprio dovesse darvi fastidio potete pulire &#039;&#039;&#039;a secco&#039;&#039;&#039; con della carta. Questa operazione è potenzialmente dannosa per il drum ed in generale non è consigliata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si può capire lo stato del tamburo oservando una stampa di prova: se il tamburo sta esaurendo la sua vita le stampe appariranno generalmente sbiadite, se invece è sporco o danneggiato appariranno righe scure sulla pagina.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Reset del contatore stampe del drum ==&lt;br /&gt;
Il drum ha sul lato destro un blocchetto di plastica estraibile con due contatti metallici. All&#039;interno di quel blocchetto c&#039;è un semplice circuito composto dal parallelo di una resistenza da 100kΩ e da un &#039;&#039;&#039;fuse-resistor&#039;&#039;&#039; da 56Ω (entrambe da 0.25W).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
            100kΩ&lt;br /&gt;
     +----\/\/\/\/\/-----+&lt;br /&gt;
 ----|                   |----&lt;br /&gt;
     +----/\/\/\/\/\-----+&lt;br /&gt;
             56Ω&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La stampante ad ogni accensione misura la resistenza ai capi del circuito:&lt;br /&gt;
* Se è alta (~100KΩ) allora il drum non è nuovo, e tutto procede regolarmente.&lt;br /&gt;
* Se è bassa (~56Ω) allora il drum è nuovo&lt;br /&gt;
** Il contatore delle pagine viene azzerato&lt;br /&gt;
** Il fuse-resistor viene fatto bruciare aumentando la corrente oltre il suo valore di rottura&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Procedura passo-passo per il reset &#039;&#039;&#039;con resistenze normali&#039;&#039;&#039; (non conoscendo il valore di corrente oltre la quale salta il fusibile): &lt;br /&gt;
# Smontare il drum ed estrarre la parte con il circuito, facendo leva con un cacciavite dall&#039;interno &lt;br /&gt;
# Identificare le due resistenze con il codice colore (nel dubbio possono essere cambiate entrambe)&lt;br /&gt;
#* Verde, Blu, Nero, Oro =&amp;gt; 56Ω&lt;br /&gt;
#* Marrone, Nero, Giallo, Oro =&amp;gt; 100kΩ&lt;br /&gt;
# Sostituire la vecchia resistenza da 56Ω con quella nuova&lt;br /&gt;
# Rimontare il drum e accendere la stampante. A questo punto la resistenza da 56Ω, non essendo un fusibile, inizierà a scaldarsi. Attendere che la stampante sia operativa con LED verde fisso, dopodiché spegnere immediatamente.&lt;br /&gt;
# Rimuovere nuovamente il circuito dal drum e togliere la resistenza da 56Ω facendo attenzione perché sarà calda.&lt;br /&gt;
# Rimontare il drum con solo la resistenza da 100kΩ&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[file:IMAG0469.small.jpg|thumb | Visione laterale del drum]]&lt;br /&gt;
[[file:IMAG0471.small.jpg|thumb| Circuito di riconoscimento del drum]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Chiromante</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=Samsung_CLP-325/365&amp;diff=489</id>
		<title>Samsung CLP-325/365</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=Samsung_CLP-325/365&amp;diff=489"/>
		<updated>2014-07-11T13:57:36Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Chiromante: Chiromante ha spostato la pagina CLP-325 a Samsung CLP-325/625: Le due stampanti hanno molto in comune, pagine unificate&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[File:IMAG0464.small.jpg|thumb|right|Samsung CLP-325]]&lt;br /&gt;
== Utilizzo su Linux ==&lt;br /&gt;
Contrariamente ad altre stampanti laser Samsung, non bisogna utilizzare il driver SpliX: la stampante viene effettivamente riconosciuta da CUPS, ma produce solo errori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il driver corretto da utilizzare è &#039;&#039;&#039;foo2qpdl&#039;&#039;&#039;, a seconda della distribuzione il nome del pacchetto può cambiare, su Arch Linux per esempio il pacchetto si chiama &amp;lt;code&amp;gt;foo2zjs&amp;lt;/code&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per ulteriori informazioni sul driver e sul suo utilizzo linux: http://foo2qpdl.rkkda.com/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Manutenzione del tamburo OPC ==&lt;br /&gt;
=== Estrazione del tamburo ===&lt;br /&gt;
Per estrarre il tamburo bisogna procedere nel seguente modo: [[File:IMAG0467.small.jpg|thumb|right]]&lt;br /&gt;
# Aprire lo sportello frontale&lt;br /&gt;
# Togliere tutti i toner tirando le levette ai lati [appoggiare i toner su della carta perché alle volte perdono della polvere di inchiostro]&lt;br /&gt;
# Rimuovere il sostegno toner laterale a sinistra&lt;br /&gt;
# Estrarre il tamburo agendo sulla maniglia incavata&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Esporre il tamburo alla luce il meno possibile&#039;&#039;&#039;: il materiale di cui è composto è fotosensibile e si degrada facilmente con la luce.&lt;br /&gt;
=== Manutenzione del tamburo ===&lt;br /&gt;
Anche se c&#039;è dell&#039;inchiostro residuo sulla superficie non c&#039;è da preoccuparsi perché viene pulito automaticamente durante la stampa, se proprio dovesse darvi fastidio potete pulire &#039;&#039;&#039;a secco&#039;&#039;&#039; con della carta. Questa operazione è potenzialmente dannosa per il drum ed in generale non è consigliata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si può capire lo stato del tamburo oservando una stampa di prova: se il tamburo sta esaurendo la sua vita le stampe appariranno generalmente sbiadite, se invece è sporco o danneggiato appariranno righe scure sulla pagina.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Reset del contatore stampe del drum ==&lt;br /&gt;
Il drum ha sul lato destro un blocchetto di plastica estraibile con due contatti metallici. All&#039;interno di quel blocchetto c&#039;è un semplice circuito composto dal parallelo di una resistenza da 100kΩ e da un &#039;&#039;&#039;fuse-resistor&#039;&#039;&#039; da 56Ω (entrambe da 0.25W).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
            100kΩ&lt;br /&gt;
     +----\/\/\/\/\/-----+&lt;br /&gt;
 ----|                   |----&lt;br /&gt;
     +----/\/\/\/\/\-----+&lt;br /&gt;
             56Ω&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La stampante ad ogni accensione misura la resistenza ai capi del circuito:&lt;br /&gt;
* Se è alta (~100KΩ) allora il drum non è nuovo, e tutto procede regolarmente.&lt;br /&gt;
* Se è bassa (~56Ω) allora il drum è nuovo&lt;br /&gt;
** Il contatore delle pagine viene azzerato&lt;br /&gt;
** Il fuse-resistor viene fatto bruciare aumentando la corrente oltre il suo valore di rottura&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Procedura passo-passo per il reset &#039;&#039;&#039;con resistenze normali&#039;&#039;&#039; (non conoscendo il valore di corrente oltre la quale salta il fusibile): &lt;br /&gt;
# Smontare il drum ed estrarre la parte con il circuito, facendo leva con un cacciavite dall&#039;interno &lt;br /&gt;
# Identificare le due resistenze con il codice colore (nel dubbio possono essere cambiate entrambe)&lt;br /&gt;
#* Verde, Blu, Nero, Oro =&amp;gt; 56Ω&lt;br /&gt;
#* Marrone, Nero, Giallo, Oro =&amp;gt; 100kΩ&lt;br /&gt;
# Sostituire la vecchia resistenza da 56Ω con quella nuova&lt;br /&gt;
# Rimontare il drum e accendere la stampante. A questo punto la resistenza da 56Ω, non essendo un fusibile, inizierà a scaldarsi. Attendere che la stampante sia operativa con LED verde fisso, dopodiché spegnere immediatamente.&lt;br /&gt;
# Rimuovere nuovamente il circuito dal drum e togliere la resistenza da 56Ω facendo attenzione perché sarà calda.&lt;br /&gt;
# Rimontare il drum con solo la resistenza da 100kΩ&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[file:IMAG0469.small.jpg|thumb | Visione laterale del drum]]&lt;br /&gt;
[[file:IMAG0471.small.jpg|thumb| Circuito di riconoscimento del drum]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Chiromante</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=EigenNet&amp;diff=483</id>
		<title>EigenNet</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=EigenNet&amp;diff=483"/>
		<updated>2014-04-18T11:49:32Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Chiromante: Cambiati i broken link con i permalink nel nuovo sito&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
[[File:EigenNet.png|right]]&lt;br /&gt;
== eigenNet ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
EigenNet è una rete wireless mesh libera e decentralizzata di Pisa. &lt;br /&gt;
In altri termini si tratta di una rete wireless diffusa su una buona parte del centro di Pisa tramite antenne dislocate in vari punti della città. Questi dispositivi formano una vera e propria [http://pisa.ninux.org rete] in cui le intersezioni o &amp;quot;nodi&amp;quot; sono in comunicazione wireless o via cavo tra di loro. La rete unisce tutti quelli che si connettono e li tratta alla pari, permettendo a tutti di accedere ai [[EigenNet#I_servizi_offerti|servizi offerti]] da tutti. Oltre ad essere paritaria, la rete è anche ridondante, cioè ogni dispositivo si occupa anche di rilanciare il segnale della rete.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I dati sulla rete corrono da un nodo all&#039;altro [[EigenNet#Il_firmware_di_EigenNet | calcolando]] il percorso migliore, secondo un complesso algoritmo di &amp;quot;routing&amp;quot;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Clicca [http://wiki.ninux.org/Presentazioni?action=AttachFile&amp;amp;do=view&amp;amp;target=eigenNet-presentazione-linuxday2012.pdf qui] per una vedere delle diapositive su eigenNet e [http://vimeo.com/52582719 qui] per vedere il video in cui Gioacchino Mazzurco espone le diapositive. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Filosofia ==&lt;br /&gt;
EigenNet è autogestita. Chiunque può connettersi alla nostra rete e chiunque può partecipare, indipendentemente da noi, al suo ampliamento.   Non ne vogliamo essere i padroni e per questo abbiamo costruito l&#039;infrastruttura in modo decentralizzato. &lt;br /&gt;
Infatti se tutti fossero padroni di un pezzetto di rete allora nessuno avrà mai il potere per censurarla.  Se ti chiedi quali ragionamenti ci hanno spinto a far partire un progetto così impegnativo dai un&#039;occhiata agli [[EigenNet#Approfondimenti|approfondimenti]]. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Come funziona == &lt;br /&gt;
I nodi partecipano alla rete tutti in modo &#039;&#039;&#039;paritario&#039;&#039;&#039; e sono connessi fra loro solitamente tramite wireless ma dove possibile anche tramite link [[ethernet]]. Stiamo pensando anche ai primi link in fibra ottica. I nodi sono formati fisicamente da &#039;&#039;&#039;antenne poste sui tetti delle case pisane&#039;&#039;&#039; e l&#039;hardware da noi usato si compone di [[PicoStation|Ubiquity PicoStation M2 HP]] (da esterni, omnidirezionali, circa [http://www.wifistore.it/index.php/ubiquiti-picostation-m2-hp.html 70] euro, per una casa vicina ad un altro nodo della nostra rete dovrebbe bastare una di queste), [http://www.ubnt.com/downloads/datasheets/nanostationm/nsm_ds_web.pdf Ubiquiti NanoStation M5] (da esterni, settoriali, da [http://www.wifistore.it/index.php/ubiquiti-nanostation-locom5-5ghz.html 50] a [http://www.wifistore.it/index.php/ubiquiti-nanostationm5-5ghz-16dbi.html 65] euro, necessaria per collegare edifici lontani pochi km dal resto della rete), [http://www.ubnt.com/downloads/datasheets/airgridm/agmhp_datasheet_web.pdf Ubiquiti AirGrid M5 HP] (da esterni, direzionali, da [http://www.wifistore.it/index.php/ubiquiti-airgrid-m5-23-hp.html 47] a [http://www.wifistore.it/index.php/ubiquiti-airgrid-m5-27-hp.html 54] euro, collegamenti a lunghezze di parecchi km) e [[Fonera|Fonere]] (da interni, omnidirezionali, poche decine di euro) ma possiamo acquistare o riutilizzare una ampia gamma di antenne in caso di necessità specifiche. Su queste antenne viene installata una [[EigenNet#Il_firmware_di_EigenNet|versione modificata]] di [https://openwrt.org OpenWRT], pronta per essere usata con EigenNet. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se vuoi sapere subito come puoi partecipare vai alla sezione [[#Come partecipare]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Status - Mappa di EigenNet== &lt;br /&gt;
Al momento EigenNet è ancora in fase sperimentale, ma sta crescendo. &lt;br /&gt;
La struttura della rete osservabile tramite il [http://pisa.ninux.org map server] messo a disposizione dagli amici di [http://ninux.org Ninux] (per capire il map server: &lt;br /&gt;
*segnaposto arancioni = nodi potenziali, &lt;br /&gt;
*verde = solo per struttura della rete, &lt;br /&gt;
*blu = anche possibilità di connessione). &lt;br /&gt;
==I servizi offerti== &lt;br /&gt;
Avere la possibilità di condividere internet è solo uno dei tanti vantaggi che si ha facendo parte di EigenNet, e non lo riteniamo il più importante, per quanto nonostante abbattere il digital divide sia una missione nobile.&lt;br /&gt;
Rimandiamo agli approfondimenti chi vuole sapere perchè abbiamo creato EigenNet. &lt;br /&gt;
EigenNet è concepita per dare servizi e contenere siti, non solo per dare accesso ad Internet. Chiunque può connettersi ad EigenNet e offrire, ad esempio, un nuovo sito senza esser censurato. &lt;br /&gt;
Alcuni esempi di questi servizi sono: &lt;br /&gt;
* poter usare l&#039;ipv6 ossia poter sopravvivere alla [http://it.wikipedia.org/wiki/Saturazione_di_IPv4 fine degli ipv4]; &lt;br /&gt;
* poter gestire liberamente su un proprio pc un sito o qualsiasi servizio che sarà accessibile dall&#039;interno della rete (sfruttando l&#039;alta velocità di trasferimento dati della nostra rete ed una bassa latenza: da 1 a 5 millisecondi per ogni antenna che i dati devono passare) ma anche dall&#039;esterno da chi ha già un ipv6; &lt;br /&gt;
* libero scambio di ogni tipo di dato (per avere la massima sicurezza nello scambio di file consigliamo l&#039;uso del software [[RetroShare]] che utilizza la cifratura con [[PGP]]). &lt;br /&gt;
== Features == &lt;br /&gt;
Dettagli tecnici sulle features al momento implementate sulla nostra rete: EigenNet Mobile Ad Hoc Network &lt;br /&gt;
* Native auto-configuration &lt;br /&gt;
* Low cost infrastructure (60 - 200 each node) &lt;br /&gt;
* Perfect integration with existent infrastructure &lt;br /&gt;
* Can create [http://en.wikipedia.org/wiki/IEEE_802.1Q multiple separated] native layer 2 network on same mesh  &lt;br /&gt;
* [http://en.wikipedia.org/wiki/Scalability Highly Scalable] [3] &lt;br /&gt;
* Native [http://en.wikipedia.org/wiki/Mobile_ad_hoc_network Mobility] and [http://en.wikipedia.org/wiki/Wireless_LAN#Roaming client Roaming] support &lt;br /&gt;
* [http://en.wikipedia.org/wiki/OSI_model Layer 3] agnostic ( EigenNet doesn&#039;t need to regard about ipv6 ipv4 etc etc, EigenNet is transparent for communication at layers upper 2 ) &lt;br /&gt;
* Routing Scheme agnostic ( eigenNet is transparent for communication at layers upper 2 ).See also [[Routing EigenNet]].&lt;br /&gt;
* Routing managed at level 2 by [http://www.open-mesh.org/projects/batman-adv/wiki B.A.T.M.A.N. Advanced] and at level 3 by [http://www.pps.jussieu.fr/~jch/software/babel/ Babeld] &lt;br /&gt;
* No need of centralized or external control &lt;br /&gt;
* Distributed network (no one possess the entire network, no one is responsible of all network) &lt;br /&gt;
* Due to his distributed nature no cost/licenses/fees related to the use of open spectrum &lt;br /&gt;
* High [http://en.wikipedia.org/wiki/Resilience_(network) resilience] due the [http://en.wikipedia.org/wiki/Wireless_mesh_networks mesh] nature &lt;br /&gt;
* Used frequencies are 2.4GHz (802.11g, mostly) and 5GHz (802.11a) &lt;br /&gt;
* We have a /48 subnet of IPv6 &lt;br /&gt;
* No cost for software licenses/fees everything used is released under [http://en.wikipedia.org/wiki/GNU_General_Public_License GPL] or less restrictive Licenses&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Il firmware di EigenNet == &lt;br /&gt;
Il firmware è il sistema operativo che viene flashato nelle antenne, noi siamo partiti dall&#039;ottimo [http://openwrt.org OpenWRT] per realizzare il [http://gitorious.org/eigennet nostro firmware]. &lt;br /&gt;
In particolare implementa un modulo nel kernel linux, [http://www.open-mesh.org/projects/batman-adv/wiki Batman adv], che serve per gestire il routing tra le antenne (ossia che percorso far fare ai dati) ed ha la peculiarità di lavorare a Layer 2. &lt;br /&gt;
Il firmware eigenNet con il suo modulo eigennet-autoconf, si occupa di far sì che i dispositivi possano immediatamente entrare a far parte della nostra rete configurandoli automaticamente. Ulteriori informazioni sull&#039;auto-configurazione si trovano [[Firmware_eigenNet|qui]] e [http://wiki.ninux.org/ScriptAutoConfig qui].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Come partecipare == &lt;br /&gt;
Per entrare a far parte della rete bisogna innanzitutto aggiungere un segnaposto sul [http://pisa.eigenlab.org map server] ed è caldamente consigliata l&#039;iscrizione alla apposita mailing list locale: [http://ml.ninux.org/mailman/listinfo/nodi-pisa mailing list eigenNet] ed a quella nazionale: [http://ml.ninux.org/mailman/listinfo/wireless mailing list Ninux].&lt;br /&gt;
=== Chiedendo aiuto alla comunità === &lt;br /&gt;
Noi siamo ben disposti ad aiutarvi a montare una antenna che estenda eigenNet, prima di tutto [https://eigenlab.org/contatti contattateci], possibilmente fatevi conoscere di persona passando al [[Mappa Laboratorio | casottino]] altrimenti possiamo direttamente venire da voi per un sopralluogo (se dal [http://pisa.ninux.org mapserver] sembra possibile fare il collegamento). E&#039; richiesto il pagamento dell&#039;attrezzatura necessaria al montaggio fisico del nodo e dei componenti (indicativamente: sugli 70-80 euro di antenna Ubiquity [[PicoStation]] o NanoStation, qualche decina di euro per cavo di rete FTP cat5 e per il corrugato). Chiaramente è possibile entrare nella rete anche con un access point wireless già in vostro possesso, controllate che sia [http://wiki.openwrt.org/toh/start compatibile con OpenWrt] e che abbia almeno 4 MB di memoria Flash. Il servizio è gratuito (siamo volontari) e il supporto tecnico è offerto da eigenLab ( ma coerentemente con la nostra filosofia di AutoFormazione vi incoraggiamo a sperimentare e a cercar di risolvere i problemi che potrebbero sorgere, anche se solitamente si risolvono staccando e riattaccando la presa di corrente dell&#039;antenna ). Da non dimenticare che fortemente consigliato il posizionamento dell&#039;antenna sul tetto, dunque è necessario poterci salire ( siamo atletici ma non possiamo nè volare nè andare contro il parere del condominio) ed è necessario trovare il modo di alimentare l&#039;antenna, basta un cavo sottile che parta dal sottotetto (se di proprietà) o da casa vostra, nel sopralluogo studieremo le possibilità, nel caso peggiore potremo posizionare l&#039;antenna fuori da una finestra o in altri luoghi più convenienti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Installandosi un&#039;antenna da soli === &lt;br /&gt;
Una volta segnalata la propria posizione sul [http://pisa.ninux.org mapserver] bisogna trovare/acquistare un access point [http://wiki.openwrt.org/toh/start compatibile con OpenWRT] ed almeno 4 MB di memoria Flash (non di quella RAM). Abbiamo scritto alcune istruzioni per l&#039;hardware che usiamo solitamente: [[Fonera]] (poche decine di euro, da interni), [[PicoStation]] (circa [http://www.wifistore.it/index.php/ubiquiti-picostation-m2-hp.html 70] euro, da esterni) e NanoStation (da [http://www.wifistore.it/index.php/ubiquiti-nanostation-locom5-5ghz.html 50] a [http://www.wifistore.it/index.php/ubiquiti-nanostationm5-5ghz-16dbi.html 65] euro, da esterni). &lt;br /&gt;
Dunque c&#039;è da individuare quale &amp;quot;target&amp;quot; è adatto ad essere installato sulla nostra antenna (informazione spesso recuperabile sempre nella tabella dell&#039;hardware compatibile con OpenWRT). Se il target è atheros o ar71xx le immagini già compilate possono esser trovate [http://efesto.eigenlab.org/~gioacchino/openwrt/pisaAttitude/ar71xx/ qui]. &lt;br /&gt;
Altrimenti è necessario compilare il firmware seguendo le istruzioni reperibili [[Flashing]] (conoscendo l&#039;inglese ed avendo Linux) e [http://wiki.ninux.org/FirmwareEigenNet qui]. &lt;br /&gt;
La compilazione può durare delle ore, dipende dalla macchina su cui si compila. Per l&#039;installazione del firmware (ossia il flashing) ottenuto si può far riferimento alle istruzioni valide per l&#039;installazione di OpenWRT sul proprio access point.Dopo aver completato la [[#Configurazione dell&#039;antenna]] questa sarà da fissare sul tetto di casa (ma solo se l&#039;antenna è da esterni) e dovrà essere alimentata. Nel caso delle [[PicoStation]] è possibile posizionare nel sottotetto o dentro casa vostra il [http://it.wikipedia.org/wiki/Power_over_Ethernet POE] collegato alla 220V da cui parte un cavo di rete che porta 12V fino all&#039;antenna all&#039;esterno. Per diminuire i problemi elettrici che possono rovinare l&#039;antenna sul tetto è preferibile utilizzare un cavo schermato FTP per collegare il POE all&#039;antenna in modo da avere anche la messa a terra. Per maggiori dettagli: [[Montaggio nodi]]. Infine [https://eigenlab.org/contatti inviateci] i dati necessari a compilare la scheda del vostro nodo sul [http://pisa.ninux.org mapserver] (dovrebbe essere sufficiente l&#039;output del comando &#039;&#039;ip address show&#039;&#039; che potete lanciare alla fine della [[#Configurazione_dell&#039;antenna|configurazione]]).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Senza antenna, tunnel VPN === &lt;br /&gt;
Se si è curiosi di sperimentare i servizi interni alla nostra rete ma non si ha la possibilità di raggiungerla fisicamente è possibile collegarsi tramite una [[VPN | VPN]] ([http://it.wikipedia.org/wiki/Virtual_Private_Network VPN su Wikipedia]) ad uno dei nostri server. Ecco le istruzioni per connettersi alla nostra [[VPN ]]. &lt;br /&gt;
== Configurazione dell&#039;antenna == &lt;br /&gt;
=== Connettersi all&#039;antenna === &lt;br /&gt;
Una volta installato il firmware ci si può connettere all&#039;antenna via cavo ethernet in ipv6, per scoprire l&#039;ip dell&#039;antenna date&lt;br /&gt;
 ping6 ff02::1%(interfaccia usata per la connessione)&lt;br /&gt;
ie&lt;br /&gt;
 ping6 ff02::1%eth0&lt;br /&gt;
Per pingare in broadcast e, guardando il mac address dell&#039;antenna, potete trovare l&#039;antenna &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per connettersi all&#039;antenna bisogna possedere la chiave dei nodi (se avete compilato l&#039;immagine con firmware branch pisa) col comando&lt;br /&gt;
 ssh -i [patch della chiave dei nodi] root@[ipv6 dell&#039;antenna]%[interfaccia usata per la connessione]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ecco come ricavare l&#039;ipv6 della propria antenna dal mac address: &lt;br /&gt;
     iwlist scan |grep -B 5 -i eigen &lt;br /&gt;
la stringa dopo Address è il mac address dell&#039;antenna. Come esempio prendiamo 1a:2b:3c:4d:5e:6f. &lt;br /&gt;
Dopo aver tolto dal mac address metà dei due punti c&#039;è da aggiungere il prefisso 2001:1418:1a9:eeab: così da avere qualcosa tipo 2001:1418:1a9:eeab:1a2b:3c4d:5e6f. Ora ci si potrà connettere con: &lt;br /&gt;
     ssh root@2001:470:ca42:ee:ab:1a2b:3c4d:5e6f &lt;br /&gt;
una volta connessi all&#039;antenna è possibile, tra le altre cose, verificare quali altre antenne riesce a raggiungere direttamente o passando da altre antenne e con quale qualità usando il comando: &lt;br /&gt;
     batctl o &lt;br /&gt;
=== I file di configurazione === &lt;br /&gt;
Il file di configurazione principale del nostro firmware può esser modificato (una volta entrati nell&#039;antenna usando ssh) con: &lt;br /&gt;
     vi /etc/config/eigennet &lt;br /&gt;
premere &amp;quot;i&amp;quot; per iniziare le modifiche, premere &amp;quot;alt + :&amp;quot; e poi &amp;quot;wq&amp;quot; invio per salvare e chiudere il file. &lt;br /&gt;
Per applicare ogni modifica, sempre nel file di configurazione va impostata  &lt;br /&gt;
     option &#039;bootmode&#039; &#039;1&#039; &lt;br /&gt;
e riavviata l&#039;antenna con &lt;br /&gt;
     reboot &amp;amp;&amp;amp; exit &lt;br /&gt;
Le opzioni più interessanti che si possono modificare sono: &lt;br /&gt;
     option &#039;wifi_clients&#039; &#039;true&#039; &lt;br /&gt;
che permette di connettersi alla antenna via wireless e fa annunciare una rete accessibile di nome &amp;quot;eigenNet&amp;quot; (scrivendo false l&#039;antenna funzionerà solo da collegamento tra più punti della rete ed annuncerà solo una rete non accessibile di nome &amp;quot;www.eigenlab.org-www.ninux.org&amp;quot;).  &lt;br /&gt;
     option &#039;apSSID&#039; &#039;eigenNet&#039; &lt;br /&gt;
il nome della rete accessibile. &lt;br /&gt;
     list &#039;resolvers&#039; &#039;2001:470:ca42:ee:ab::1000 8.8.8.8&#039; &lt;br /&gt;
è l&#039;elenco dei DNS, siete lberi di usarne di diversi, ad esempio un vostro DNS, purchè non ci siano collisioni con il nostro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altre informazioni possono essere reperite [[Firmware_eigenNet|qui]] e [http://wiki.ninux.org/ScriptAutoConfig qui].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Approfondimenti == &lt;br /&gt;
* [http://eigenlab.org/2012/11/eigennet-la-nuova-frontiera-delle-reti/ La nuova frontiera delle reti] Articolo con le motivazioni che ci hanno spinto a creare EigenNet. &lt;br /&gt;
* [http://eigenlab.org/eigennet/partecipa/ EigenNet] Pagina informativa su EigenNet, molto meno tecnica di questa. &lt;br /&gt;
* [http://eigenlab.org/2012/11/legge-ammazzablog-verso-una-rete-senza-liberta/ Articolo] di opinione sulla delibera AGCom del 2011. [http://eigenlab.org/2013/12/riflessioni-sul-nuovo-regolamento-in-materia-di-tutela-del-diritto-dautore/ Qui] un aggiornamento.&lt;br /&gt;
* [http://eigenlab.org/2012/11/la-prima-guerra-mondiale-del-web-spunti-per-una-discussione-sulla-rete-come-bene-comune/ La prima guerra mondiale del web] Spunti di riflessione sui tentativi di censura. &lt;br /&gt;
* [http://eigenlab.org/2012/11/prospettive-di-liberta-in-rete-appunti-per-la-costruzione-di-una-rete-libera-da-controllo-e-censura/ Prospettive di libertà in rete: appunti per la costruzione di una rete libera da controllo e censura] Sulla storia dei tentativi (e successi) di censura e controllo di internet.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Voci correlate ==&lt;br /&gt;
[[BitArno]]&lt;br /&gt;
[[Ethernet]]&lt;br /&gt;
[[Flashing]]&lt;br /&gt;
[[Firmware eigenNet]]&lt;br /&gt;
[[Glossario]]&lt;br /&gt;
[[HowToRete]]&lt;br /&gt;
[[HowToBatman]]&lt;br /&gt;
[[Lista Servers eigenNet]]&lt;br /&gt;
[[Owncloud]]&lt;br /&gt;
[[PicoStation]]&lt;br /&gt;
[[RetroShare]]&lt;br /&gt;
[[Routing Babeld]]&lt;br /&gt;
[[Trashware]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Chiromante</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=Montaggio_nodi&amp;diff=459</id>
		<title>Montaggio nodi</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=Montaggio_nodi&amp;diff=459"/>
		<updated>2014-02-19T23:59:59Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Chiromante: Creata pagina con &amp;quot; == Linee guida per il montaggio dei nodi == * Sopralluogo - Verificare la disponibilità dell&amp;#039;accesso al tetto - Verificare la visibilità (linea di vista) con altre antenne ...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
== Linee guida per il montaggio dei nodi ==&lt;br /&gt;
* Sopralluogo&lt;br /&gt;
- Verificare la disponibilità dell&#039;accesso al tetto&lt;br /&gt;
- Verificare la visibilità (linea di vista) con altre antenne della rete&lt;br /&gt;
- Presenza di un palo sul quale poi verrà montata l&#039;antenna, o pensare un piano per aggiungerne uno.&lt;br /&gt;
- Pensare all&#039;alimentazione dell&#039;antenna (c&#039;è già una presa sul tetto ed è usabile/bisogna alimentare l&#039;antenna con il PoE?)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Montaggio&lt;br /&gt;
Le antenne della Ubiquiti sono già predisposte al montaggio su palo, bisogna stringere due fascette facendole passare per le apposite fenditure poste sul retro dell&#039;antenna. Se possibile, aggiungere alle fascette in plastica (che devono essere non troppo sottili) del filo di rame per rendere il tutto meno esposto agli effetti delle intemperie.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel caso non fosse presente il palo, è necessario montarne uno abbastanza alto, in modo da evitare interferenze per via del tetto. Per questioni di sicurezza il montaggio deve essere solido, pertanto delle staffe sono obbligatorie, ed i tiranti per pali lunghi sono molto consigliati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le antenne sono alimentate iniettando la corrente nel cavo ethernet che poi porterà anche i dati. È necessario proteggere i cavi all&#039;aperto facendoli passare in un tubo corrugato poiché gli agenti atmosferici altrimenti lo rovinerebbero nel giro di un anno circa.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Chiromante</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=EigenNet&amp;diff=458</id>
		<title>EigenNet</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=EigenNet&amp;diff=458"/>
		<updated>2014-02-19T23:45:16Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Chiromante: /* Installandosi un&amp;#039;antenna da soli */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
[[File:EigenNet.png|right]]&lt;br /&gt;
== eigenNet ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
EigenNet è una rete wireless mesh libera e decentralizzata di Pisa. &lt;br /&gt;
In altri termini si tratta di una rete wireless diffusa su una buona parte del centro di Pisa tramite antenne dislocate in vari punti della città. Questi dispositivi formano una vera e propria [http://pisa.ninux.org rete] in cui le intersezioni o &amp;quot;nodi&amp;quot; sono in comunicazione wireless o via cavo tra di loro. La rete unisce tutti quelli che si connettono e li tratta alla pari, permettendo a tutti di accedere ai [[EigenNet#I_servizi_offerti|servizi offerti]] da tutti. Oltre ad essere paritaria, la rete è anche ridondante, cioè ogni dispositivo si occupa anche di rilanciare il segnale della rete.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I dati sulla rete corrono da un nodo all&#039;altro [[EigenNet#Il_firmware_di_EigenNet | calcolando]] il percorso migliore, secondo un complesso algoritmo di &amp;quot;routing&amp;quot;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Clicca [http://wiki.ninux.org/Presentazioni?action=AttachFile&amp;amp;do=view&amp;amp;target=eigenNet-presentazione-linuxday2012.pdf qui] per una vedere delle diapositive su eigenNet e [http://vimeo.com/52582719 qui] per vedere il video in cui Gioacchino Mazzurco espone le diapositive. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Filosofia ==&lt;br /&gt;
EigenNet è autogestita. Chiunque può connettersi alla nostra rete e chiunque può partecipare, indipendentemente da noi, al suo ampliamento.   Non ne vogliamo essere i padroni e per questo abbiamo costruito l&#039;infrastruttura in modo decentralizzato. &lt;br /&gt;
Infatti se tutti fossero padroni di un pezzetto di rete allora nessuno avrà mai il potere per censurarla.  Se ti chiedi quali ragionamenti ci hanno spinto a far partire un progetto così impegnativo dai un&#039;occhiata agli [[EigenNet#Approfondimenti|approfondimenti]]. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Come funziona == &lt;br /&gt;
I nodi partecipano alla rete tutti in modo &#039;&#039;&#039;paritario&#039;&#039;&#039; e sono connessi fra loro solitamente tramite wireless ma dove possibile anche tramite link [[ethernet]]. Stiamo pensando anche ai primi link in fibra ottica. I nodi sono formati fisicamente da &#039;&#039;&#039;antenne poste sui tetti delle case pisane&#039;&#039;&#039; e l&#039;hardware da noi usato si compone di [[PicoStation|Ubiquity PicoStation M2 HP]] (da esterni, omnidirezionali, circa [http://www.wifistore.it/index.php/ubiquiti-picostation-m2-hp.html 70] euro, per una casa vicina ad un altro nodo della nostra rete dovrebbe bastare una di queste), [http://www.ubnt.com/downloads/datasheets/nanostationm/nsm_ds_web.pdf Ubiquiti NanoStation M5] (da esterni, settoriali, da [http://www.wifistore.it/index.php/ubiquiti-nanostation-locom5-5ghz.html 50] a [http://www.wifistore.it/index.php/ubiquiti-nanostationm5-5ghz-16dbi.html 65] euro, necessaria per collegare edifici lontani pochi km dal resto della rete), [http://www.ubnt.com/downloads/datasheets/airgridm/agmhp_datasheet_web.pdf Ubiquiti AirGrid M5 HP] (da esterni, direzionali, da [http://www.wifistore.it/index.php/ubiquiti-airgrid-m5-23-hp.html 47] a [http://www.wifistore.it/index.php/ubiquiti-airgrid-m5-27-hp.html 54] euro, collegamenti a lunghezze di parecchi km) e [[Fonera|Fonere]] (da interni, omnidirezionali, poche decine di euro) ma possiamo acquistare o riutilizzare una ampia gamma di antenne in caso di necessità specifiche. Su queste antenne viene installata una [[EigenNet#Il_firmware_di_EigenNet|versione modificata]] di [https://openwrt.org OpenWRT], pronta per essere usata con EigenNet. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se vuoi sapere subito come puoi partecipare vai alla sezione [[#Come partecipare]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Status - Mappa di EigenNet== &lt;br /&gt;
Al momento EigenNet è ancora in fase sperimentale, ma sta crescendo. &lt;br /&gt;
La struttura della rete osservabile tramite il [http://pisa.ninux.org map server] messo a disposizione dagli amici di [http://ninux.org Ninux] (per capire il map server: &lt;br /&gt;
*segnaposto arancioni = nodi potenziali, &lt;br /&gt;
*verde = solo per struttura della rete, &lt;br /&gt;
*blu = anche possibilità di connessione). &lt;br /&gt;
==I servizi offerti== &lt;br /&gt;
Avere la possibilità di condividere internet è solo uno dei tanti vantaggi che si ha facendo parte di EigenNet, e non lo riteniamo il più importante, per quanto nonostante abbattere il digital divide sia una missione nobile.&lt;br /&gt;
Rimandiamo agli approfondimenti chi vuole sapere perchè abbiamo creato EigenNet. &lt;br /&gt;
EigenNet è concepita per dare servizi e contenere siti, non solo per dare accesso ad Internet. Chiunque può connettersi ad EigenNet e offrire, ad esempio, un nuovo sito senza esser censurato. &lt;br /&gt;
Alcuni esempi di questi servizi sono: &lt;br /&gt;
* poter usare l&#039;ipv6 ossia poter sopravvivere alla [http://it.wikipedia.org/wiki/Saturazione_di_IPv4 fine degli ipv4]; &lt;br /&gt;
* poter gestire liberamente su un proprio pc un sito o qualsiasi servizio che sarà accessibile dall&#039;interno della rete (sfruttando l&#039;alta velocità di trasferimento dati della nostra rete ed una bassa latenza: da 1 a 5 millisecondi per ogni antenna che i dati devono passare) ma anche dall&#039;esterno da chi ha già un ipv6; &lt;br /&gt;
* libero scambio di ogni tipo di dato (per avere la massima sicurezza nello scambio di file consigliamo l&#039;uso del software [[RetroShare]] che utilizza la cifratura con [[PGP]]). &lt;br /&gt;
== Features == &lt;br /&gt;
Dettagli tecnici sulle features al momento implementate sulla nostra rete: EigenNet Mobile Ad Hoc Network &lt;br /&gt;
* Native auto-configuration &lt;br /&gt;
* Low cost infrastructure (60 - 200 each node) &lt;br /&gt;
* Perfect integration with existent infrastructure &lt;br /&gt;
* Can create [http://en.wikipedia.org/wiki/IEEE_802.1Q multiple separated] native layer 2 network on same mesh  &lt;br /&gt;
* [http://en.wikipedia.org/wiki/Scalability Highly Scalable] [3] &lt;br /&gt;
* Native [http://en.wikipedia.org/wiki/Mobile_ad_hoc_network Mobility] and [http://en.wikipedia.org/wiki/Wireless_LAN#Roaming client Roaming] support &lt;br /&gt;
* [http://en.wikipedia.org/wiki/OSI_model Layer 3] agnostic ( EigenNet doesn&#039;t need to regard about ipv6 ipv4 etc etc, EigenNet is transparent for communication at layers upper 2 ) &lt;br /&gt;
* Routing Scheme agnostic ( eigenNet is transparent for communication at layers upper 2 ).See also [[Routing EigenNet]].&lt;br /&gt;
* Routing managed at level 2 by [http://www.open-mesh.org/projects/batman-adv/wiki B.A.T.M.A.N. Advanced] and at level 3 by [http://www.pps.jussieu.fr/~jch/software/babel/ Babeld] &lt;br /&gt;
* No need of centralized or external control &lt;br /&gt;
* Distributed network (no one possess the entire network, no one is responsible of all network) &lt;br /&gt;
* Due to his distributed nature no cost/licenses/fees related to the use of open spectrum &lt;br /&gt;
* High [http://en.wikipedia.org/wiki/Resilience_(network) resilience] due the [http://en.wikipedia.org/wiki/Wireless_mesh_networks mesh] nature &lt;br /&gt;
* Used frequencies are 2.4GHz (802.11g, mostly) and 5GHz (802.11a) &lt;br /&gt;
* We have a /48 subnet of IPv6 &lt;br /&gt;
* No cost for software licenses/fees everything used is released under [http://en.wikipedia.org/wiki/GNU_General_Public_License GPL] or less restrictive Licenses&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Il firmware di EigenNet == &lt;br /&gt;
Il firmware è il sistema operativo che viene flashato nelle antenne, noi siamo partiti dall&#039;ottimo [http://openwrt.org OpenWRT] per realizzare il [http://gitorious.org/eigennet nostro firmware]. &lt;br /&gt;
In particolare implementa un modulo nel kernel linux, [http://www.open-mesh.org/projects/batman-adv/wiki Batman adv], che serve per gestire il routing tra le antenne (ossia che percorso far fare ai dati) ed ha la peculiarità di lavorare a Layer 2. &lt;br /&gt;
Il firmware eigenNet con il suo modulo eigennet-autoconf, si occupa di far sì che i dispositivi possano immediatamente entrare a far parte della nostra rete configurandoli automaticamente. Ulteriori informazioni sull&#039;auto-configurazione si trovano [[Firmware_eigenNet|qui]] e [http://wiki.ninux.org/ScriptAutoConfig qui].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Come partecipare == &lt;br /&gt;
Per entrare a far parte della rete bisogna innanzitutto aggiungere un segnaposto sul [http://pisa.eigenlab.org map server] ed è caldamente consigliata l&#039;iscrizione alla apposita mailing list locale: [http://ml.ninux.org/mailman/listinfo/nodi-pisa mailing list eigenNet] ed a quella nazionale: [http://ml.ninux.org/mailman/listinfo/wireless mailing list Ninux].&lt;br /&gt;
=== Chiedendo aiuto alla comunità === &lt;br /&gt;
Noi siamo ben disposti ad aiutarvi a montare una antenna che estenda eigenNet, prima di tutto [https://eigenlab.org/contatti contattateci], possibilmente fatevi conoscere di persona passando al [[Mappa Laboratorio | casottino]] altrimenti possiamo direttamente venire da voi per un sopralluogo (se dal [http://pisa.ninux.org mapserver] sembra possibile fare il collegamento). E&#039; richiesto il pagamento dell&#039;attrezzatura necessaria al montaggio fisico del nodo e dei componenti (indicativamente: sugli 70-80 euro di antenna Ubiquity [[PicoStation]] o NanoStation, qualche decina di euro per cavo di rete FTP cat5 e per il corrugato). Chiaramente è possibile entrare nella rete anche con un access point wireless già in vostro possesso, controllate che sia [http://wiki.openwrt.org/toh/start compatibile con OpenWrt] e che abbia almeno 4 MB di memoria Flash. Il servizio è gratuito (siamo volontari) e il supporto tecnico è offerto da eigenLab ( ma coerentemente con la nostra filosofia di AutoFormazione vi incoraggiamo a sperimentare e a cercar di risolvere i problemi che potrebbero sorgere, anche se solitamente si risolvono staccando e riattaccando la presa di corrente dell&#039;antenna ). Da non dimenticare che fortemente consigliato il posizionamento dell&#039;antenna sul tetto, dunque è necessario poterci salire ( siamo atletici ma non possiamo nè volare nè andare contro il parere del condominio) ed è necessario trovare il modo di alimentare l&#039;antenna, basta un cavo sottile che parta dal sottotetto (se di proprietà) o da casa vostra, nel sopralluogo studieremo le possibilità, nel caso peggiore potremo posizionare l&#039;antenna fuori da una finestra o in altri luoghi più convenienti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Installandosi un&#039;antenna da soli === &lt;br /&gt;
Una volta segnalata la propria posizione sul [http://pisa.ninux.org mapserver] bisogna trovare/acquistare un access point [http://wiki.openwrt.org/toh/start compatibile con OpenWRT] ed almeno 4 MB di memoria Flash (non di quella RAM). Abbiamo scritto alcune istruzioni per l&#039;hardware che usiamo solitamente: [[Fonera]] (poche decine di euro, da interni), [[PicoStation]] (circa [http://www.wifistore.it/index.php/ubiquiti-picostation-m2-hp.html 70] euro, da esterni) e NanoStation (da [http://www.wifistore.it/index.php/ubiquiti-nanostation-locom5-5ghz.html 50] a [http://www.wifistore.it/index.php/ubiquiti-nanostationm5-5ghz-16dbi.html 65] euro, da esterni). &lt;br /&gt;
Dunque c&#039;è da individuare quale &amp;quot;target&amp;quot; è adatto ad essere installato sulla nostra antenna (informazione spesso recuperabile sempre nella tabella dell&#039;hardware compatibile con OpenWRT). Se il target è atheros o ar71xx le immagini già compilate possono esser trovate [http://efesto.eigenlab.org/~gioacchino/openwrt/pisaAttitude/ar71xx/ qui]. &lt;br /&gt;
Altrimenti è necessario compilare il firmware seguendo le istruzioni reperibili [[Flashing]] (conoscendo l&#039;inglese ed avendo Linux) e [http://wiki.ninux.org/FirmwareEigenNet qui]. &lt;br /&gt;
La compilazione può durare delle ore, dipende dalla macchina su cui si compila. Per l&#039;installazione del firmware (ossia il flashing) ottenuto si può far riferimento alle istruzioni valide per l&#039;installazione di OpenWRT sul proprio access point.Dopo aver completato la [[#Configurazione dell&#039;antenna]] questa sarà da fissare sul tetto di casa (ma solo se l&#039;antenna è da esterni) e dovrà essere alimentata. Nel caso delle [[PicoStation]] è possibile posizionare nel sottotetto o dentro casa vostra il [http://it.wikipedia.org/wiki/Power_over_Ethernet POE] collegato alla 220V da cui parte un cavo di rete che porta 12V fino all&#039;antenna all&#039;esterno. Per diminuire i problemi elettrici che possono rovinare l&#039;antenna sul tetto è preferibile utilizzare un cavo schermato FTP per collegare il POE all&#039;antenna in modo da avere anche la messa a terra. Per maggiori dettagli: [[Montaggio nodi]]. Infine [https://eigenlab.org/contatti inviateci] i dati necessari a compilare la scheda del vostro nodo sul [http://pisa.ninux.org mapserver] (dovrebbe essere sufficiente l&#039;output del comando &#039;&#039;ip address show&#039;&#039; che potete lanciare alla fine della [[#Configurazione_dell&#039;antenna|configurazione]]).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Senza antenna, tunnel VPN === &lt;br /&gt;
Se si è curiosi di sperimentare i servizi interni alla nostra rete ma non si ha la possibilità di raggiungerla fisicamente è possibile collegarsi tramite una [[VPN | VPN]] ([http://it.wikipedia.org/wiki/Virtual_Private_Network VPN su Wikipedia]) ad uno dei nostri server. Ecco le istruzioni per connettersi alla nostra [[VPN ]]. &lt;br /&gt;
== Configurazione dell&#039;antenna == &lt;br /&gt;
=== Connettersi all&#039;antenna === &lt;br /&gt;
Una volta installato il firmware ci si può connettere all&#039;antenna via cavo ethernet in ipv6, per scoprire l&#039;ip dell&#039;antenna date&lt;br /&gt;
 ping6 ff02::1%(interfaccia usata per la connessione)&lt;br /&gt;
ie&lt;br /&gt;
 ping6 ff02::1%eth0&lt;br /&gt;
Per pingare in broadcast e, guardando il mac address dell&#039;antenna, potete trovare l&#039;antenna &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per connettersi all&#039;antenna bisogna possedere la chiave dei nodi (se avete compilato l&#039;immagine con firmware branch pisa) col comando&lt;br /&gt;
 ssh -i [patch della chiave dei nodi] root@[ipv6 dell&#039;antenna]%[interfaccia usata per la connessione]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ecco come ricavare l&#039;ipv6 della propria antenna dal mac address: &lt;br /&gt;
     iwlist scan |grep -B 5 -i eigen &lt;br /&gt;
la stringa dopo Address è il mac address dell&#039;antenna. Come esempio prendiamo 1a:2b:3c:4d:5e:6f. &lt;br /&gt;
Dopo aver tolto dal mac address metà dei due punti c&#039;è da aggiungere il prefisso 2001:1418:1a9:eeab: così da avere qualcosa tipo 2001:1418:1a9:eeab:1a2b:3c4d:5e6f. Ora ci si potrà connettere con: &lt;br /&gt;
     ssh root@2001:470:ca42:ee:ab:1a2b:3c4d:5e6f &lt;br /&gt;
una volta connessi all&#039;antenna è possibile, tra le altre cose, verificare quali altre antenne riesce a raggiungere direttamente o passando da altre antenne e con quale qualità usando il comando: &lt;br /&gt;
     batctl o &lt;br /&gt;
=== I file di configurazione === &lt;br /&gt;
Il file di configurazione principale del nostro firmware può esser modificato (una volta entrati nell&#039;antenna usando ssh) con: &lt;br /&gt;
     vi /etc/config/eigennet &lt;br /&gt;
premere &amp;quot;i&amp;quot; per iniziare le modifiche, premere &amp;quot;alt + :&amp;quot; e poi &amp;quot;wq&amp;quot; invio per salvare e chiudere il file. &lt;br /&gt;
Per applicare ogni modifica, sempre nel file di configurazione va impostata  &lt;br /&gt;
     option &#039;bootmode&#039; &#039;1&#039; &lt;br /&gt;
e riavviata l&#039;antenna con &lt;br /&gt;
     reboot &amp;amp;&amp;amp; exit &lt;br /&gt;
Le opzioni più interessanti che si possono modificare sono: &lt;br /&gt;
     option &#039;wifi_clients&#039; &#039;true&#039; &lt;br /&gt;
che permette di connettersi alla antenna via wireless e fa annunciare una rete accessibile di nome &amp;quot;eigenNet&amp;quot; (scrivendo false l&#039;antenna funzionerà solo da collegamento tra più punti della rete ed annuncerà solo una rete non accessibile di nome &amp;quot;www.eigenlab.org-www.ninux.org&amp;quot;).  &lt;br /&gt;
     option &#039;apSSID&#039; &#039;eigenNet&#039; &lt;br /&gt;
il nome della rete accessibile. &lt;br /&gt;
     list &#039;resolvers&#039; &#039;2001:470:ca42:ee:ab::1000 8.8.8.8&#039; &lt;br /&gt;
è l&#039;elenco dei DNS, siete lberi di usarne di diversi, ad esempio un vostro DNS, purchè non ci siano collisioni con il nostro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altre informazioni possono essere reperite [[Firmware_eigenNet|qui]] e [http://wiki.ninux.org/ScriptAutoConfig qui].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Approfondimenti == &lt;br /&gt;
* [https://eigenlab.org/articoli-e-comunicati/approfondimenti/102-eigennet-la-nuova-frontiera-delle-reti La nuova frontiera delle reti] Articolo con le motivazioni che ci hanno spinto a creare EigenNet. &lt;br /&gt;
* [https://eigenlab.org/eigennet/cose-e-come-partecipare EigenNet] Pagina informativa su EigenNet, molto meno tecnica di questa. &lt;br /&gt;
* [https://eigenlab.org/articoli-e-comunicati/approfondimenti/130-qpezzo-agcomq Articolo] di opinione sulla delibera AGCom del 2011. &lt;br /&gt;
* [https://eigenlab.org/articoli-e-comunicati/approfondimenti/145-la-prima-guerra-mondiale-del-web-spunti-per-una-discussione-sulla-rete-come-bene-comune La prima guerra mondiale del Web - Spunti per una discussione sulla rete come bene comune] Spunti di riflessione sui tentativi di censura. &lt;br /&gt;
* [https://eigenlab.org/articoli-e-comunicati/approfondimenti/149-prospettive-di-liberta-in-rete-appunti-per-la-costruzione-di-una-rete-libera-da-controllo-e-censura Prospettive di libertà in rete: appunti per la costruzione di una rete libera da controllo e censura] Sulla storia dei tentativi (e successi) di censura e controllo di internet.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Voci correlate ==&lt;br /&gt;
[[BitArno]]&lt;br /&gt;
[[Ethernet]]&lt;br /&gt;
[[Flashing]]&lt;br /&gt;
[[Firmware eigenNet]]&lt;br /&gt;
[[Glossario]]&lt;br /&gt;
[[HowToRete]]&lt;br /&gt;
[[HowToBatman]]&lt;br /&gt;
[[Lista Servers eigenNet]]&lt;br /&gt;
[[Owncloud]]&lt;br /&gt;
[[PicoStation]]&lt;br /&gt;
[[RetroShare]]&lt;br /&gt;
[[Routing Babeld]]&lt;br /&gt;
[[Trashware]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Chiromante</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=HowToRete&amp;diff=457</id>
		<title>HowToRete</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=HowToRete&amp;diff=457"/>
		<updated>2014-02-19T23:27:08Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Chiromante: /* Entrare nelle antenne */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Bene, hai un&#039;antenna sul tetto ed ora?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se tutto è andato a buon fine appena collegato alla rete il tuo computer riceverà delle informazioni come IP, rotte, DNS servers, ... vediamo un po&#039; cosa sono, se funziona tutto e se hai accesso alla rete...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questa guida si assume che tu abbia Linux.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se invece sei utente Windows o Mac probabilmente ti &amp;quot;basta che funzioni&amp;quot;, salta direttamente a: [[#Riavviare|Riavviare]], se non funziona passa a [[#Riavviare|Riavviare]]. Se invece fossi interessato a capire ed a smanettare ti invitiamo a creare una nuova guida su questo wiki che tratti anche altri sistemi operativi!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Overview ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando ti connetti ad una rete di computers stai usando un insieme di protocolli ed elementi fisici, le loro interazioni sono schematizzate in uno standard chiamato [http://it.wikipedia.org/wiki/Open_Systems_Interconnection OSI]. Per avere un&#039;idea del funzionamento della rete eigenNet, ma non solo, possiamo partire descrivendo il percorso che faranno i dati dalla sorgente alla destinazione, partiamo dal computer (il tuo) passo passo:&lt;br /&gt;
#Dei dati devono essere spediti dal computer client, per esempio il tuo, ad un server, per esempio uno dei server di wikipedia&lt;br /&gt;
#Il computer richiede ad un server DNS qual è l&#039;IP del server di wikipedia (don&#039;t panic, è tutto spiegato più sotto)&lt;br /&gt;
#Una volta ottenuto l&#039;IP il computer proverà a connettersi al server per ricevere i dati, i testi, le immagini&lt;br /&gt;
#Per fare questo creerà dei piccoli pacchetti di bits che verranno spediti alla scheda di rete (sia questa wireless o via cavo) contenenti la richiesta di questo o quel contenuto presente su wikipedia&lt;br /&gt;
#La scheda di rete si occuperà di trasmettere i pacchetti al passo successivo, nel caso della nostra rete i pacchetti verranno trasmessi fino all&#039;antenna che è sul tuo tetto o sul tetto più vicino e da lì inizierà il percorso fino al gateway più vicino, dal quale raggiungerà il sito richiesto.&lt;br /&gt;
#Per il ritorno basta seguire il percorso inverso ma questa volta non serve il passaggio del DNS visto che i pacchetti contengono già nei loro header gli IP corretti (come una raccomandata a/r).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un po&#039; di spiegazioni dei termini usati:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Un IP è un indirizzo numerico (ad esempio 123.4.56.78) che identifica un PC in una rete, se il PC viene spostato su una rete diversa il suo IP sarà diverso. Ci sono due tipi di IP: quello classico (IPv4) e quello nuovissimo (IPv6).&lt;br /&gt;
**Un IPv4 è un indirizzo formato da 4 campi di 8 bit ciascuno, in decimale i valori oscillano da 0 a 255 (ad esempio 123.4.56.78)&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
::https://en.wikipedia.org/wiki/IPv4&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
:*Un IPv6 è un indirizzo formato da 8 campi di 16 bit ciascuno, in base16 i valori oscillano da 0000 a FFFF (ad esempio 2a00:1508:1:f010:abcd:1234:ef56:7890)&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
::https://en.wikipedia.org/wiki/IPv6&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Quando ci si connette ad una rete o si imposta sul proprio PC un IP statico o si chiede al DHCP che ci dia lui un IP.&lt;br /&gt;
:Il [http://it.wikipedia.org/wiki/Dynamic_Host_Configuration_Protocol DHCP] è protocollo che permette di avere assegnati i parametri corretti al momento della connessione, esso provvederà (se correttamente configurato lato server) a fornirci principalmente IP, rotte e DNS.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Il gateway è chi (il modem di casa, il router wireless, un server...) ci permette di raggiungere internet, è l&#039;apparecchio che inoltrerà i nostri pacchetti verso il resto del mondo e da cui passeranno le risposte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Un pacchetto è un blocco di 1 e 0 che viaggia su una linea di comunicazione. Chi vuole inviare dei dati li traduce in uni e zeri, li divide in pacchetti (di solito la dimensione massima di un pacchetto è circa un kilobyte e mezzo) e aggiunge all&#039;inizio del pacchetto (header) delle informazioni come l&#039;IP di destinazione e l&#039;IP del mittente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Una interfaccia di rete rappresenta la componente fisica (di solito, ma non solo) con cui il PC si interfaccia col mondo esterno, ad esempio una interfaccia di rete può essere la porta a cui attacchi il cavo di rete (porta ethernet, su Linux solitamente si chiama eth0) oppure la scheda wireless del portatile (solitamente si chiama wlan0).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Le rotte sono delle indicazioni che istruiscono il computer riguardo a come fare per poter raggiungere un certo computer in base al suo IP. Ad esempio una rotta può essere qualcosa tipo: &amp;quot;per comunicare tutti i pc che hanno un IP che inizia con 12.34. (la destnazione, può riferirsi ad un IP solo o a un grosso gruppo di IP che iniziano tutti nello stesso modo) devi passare tramite il pc che ha IP 11.22.33.44 (il gateway)&amp;quot;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
:Perciò ogni rotta è un&#039;indicazione &amp;quot;stradale&amp;quot; ed è strutturata così:&lt;br /&gt;
 :{| border=1&lt;br /&gt;
    | primo campo&lt;br /&gt;
    | destinazione (default = 0.0.0.0/0 ovvero tutto)&lt;br /&gt;
    | es. 192.168.1.0/24&lt;br /&gt;
    |-&lt;br /&gt;
    | secondo campo&lt;br /&gt;
    | gateway ovvero colui che ti permette di raggiungere la destinazione&lt;br /&gt;
    | es. via 192.168.1.1&lt;br /&gt;
    |-&lt;br /&gt;
    | campo dev&lt;br /&gt;
    | indica l&#039;interfaccia di rete (ad es. wireless o cavo o vpn) attraverso la quale si raggiunge la destinazione&lt;br /&gt;
    | es. dev wlan0&lt;br /&gt;
    |}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Usando il terminale su Linux vediamo la configurazione delle rotte sul nostro pc per esempio con il commando &amp;quot;ip route show&amp;quot;, ottenendo qualcosa di simile a:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 user@computer $ ip route show&lt;br /&gt;
 default via 10.175.0.101 dev wlan0  proto static &lt;br /&gt;
 10.0.0.0/8 via 172.18.0.1 dev eigennet &lt;br /&gt;
 10.174.0.0/15 dev wlan0  proto kernel  scope link  src 10.174.0.178 &lt;br /&gt;
 172.16.0.0/12 via 172.18.0.1 dev eigennet &lt;br /&gt;
 172.18.0.0/24 dev eigennet  proto kernel  scope link  src 172.18.0.213 &lt;br /&gt;
 192.168.1.0/24 dev wlan0  proto kernel  scope link  src 192.168.1.111 &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*:&amp;quot;10.0.0.0/8 via 172.18.0.1 dev eigennet&amp;quot; vuol dire che tutti i computer con IP 10.X.Y.Z  sono raggiungibili attraverso il gateway avente IPv4 172.18.0.1 e l&#039;interfaccia di rete &amp;quot;eigennet&amp;quot; (in questo caso non si tratta di interfaccia fisica, come quella via cavo o wireless bensì di una interfaccia che comunica con una [[VPN]], argomento molto più avanzato).&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*:&amp;quot;10.174.0.0/15 dev wlan0&amp;quot; vuol dire che tutti i computer con IP 10.17{cifra che può essere 4 o 5}.X.Y sono raggiungibili direttamente (cioè senza dover passare da un gateway) attraverso l&#039;interfaccia wireless chiamata &amp;quot;wlan0&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Un protocollo di routing è ciò che decide come instradare il traffico tra i nodi gestendo le rotte. Nella nostra rete si usano [http://www.open-mesh.org/projects/batman-adv/wiki B.A.T.M.A.N.-adv] e [http://www.pps.univ-paris-diderot.fr/~jch/software/babel/ babel] per i nodi che forniscono uscita su internet.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*I DNS (Domain Name Server) sono dei server che conoscono le associazioni &amp;quot;nome del sito&amp;quot; &amp;lt;-&amp;gt; &amp;quot;indirizzo IP del server su cui sta il sito&amp;quot;. Il punto è che la comunicazione avviene tra l&#039;IP del PC e l&#039;IP del server, dunque non si può contattare un sito, esempio &amp;quot;eigenlab.org&amp;quot; senza prima conoscerne l&#039;indirizzo IP. Quando noi cerchiamo di contattare un sito scrivendone il nome (come eigenlab.org) il nostro PC farà una domanda ad un DNS (del quale conosciamo già l&#039;IP perchè ce lo ha detto il DHCP server) il quale ci risponderà con l&#039;indirizzo IP associato a quel nome (nel nostro caso ad esempio l&#039;associazione sarà eigenlab.org-&amp;gt;10.175.0.85).&lt;br /&gt;
:Se ti interessa approfondire cos&#039;è un server DNS puoi dare un&#039;occhiata &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
:https://en.wikipedia.org/wiki/Domain_Name_System&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
:Per vedere come funzionano i DNS distribuiti nella rete eigenNet dai un occhiata a&lt;br /&gt;
:https://wiki.eigenlab.org/index.php/ConfigureBackUpAnycastDNS&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Bene innanzitutto vediamo se tutto è ok&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prova ad aprire un terminale  (in Linux ha l&#039;icona di un quadrato nero, spesso sta in:programmi-&amp;gt;accessori-&amp;gt;console/terminale) &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
ed a scrivere: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 ping 10.174.0.100 [invio]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo farà in modo che il tuo computer provi a  parlare con uno dei server interni alla rete, quello che farà sarà mandare tanti piccoli pacchetti con scritto PING ed aspetterà altrettanti PONG in risposta dal server che ha IPv4 10.174.0.100.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se compare qualcosa simile a:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 user@computer $ ping 10.174.0.100&lt;br /&gt;
 PING 10.174.0.100 (10.174.0.100) 56(84) bytes of data.&lt;br /&gt;
 64 bytes from 10.174.0.100: icmp_seq=1 ttl=63 time=247 ms&lt;br /&gt;
 64 bytes from 10.174.0.100: icmp_seq=5 ttl=63 time=70.9 ms&lt;br /&gt;
 64 bytes from 10.174.0.100: icmp_seq=7 ttl=63 time=124 ms&lt;br /&gt;
 64 bytes from 10.174.0.100: icmp_seq=8 ttl=63 time=80.9 ms&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Allora stai comunicando con il server e sei dentro la rete :-)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per interrompere il comando premi “Ctrl+C” (come per fare copia) che nella shell Linux termina un programma&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 --- 10.174.0.100 ping statistics ---&lt;br /&gt;
 8 packets transmitted, 4 received, 50% packet loss, time 7029ms&lt;br /&gt;
 rtt min/avg/max/mdev = 70.992/130.862/247.472/70.216 ms&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa sezione da qualche informaziona aggiuntiva ovvero quanti PING non hanno ricevuto un PONG, il minor tempo di risposta, quello medio, quello massimo e la deviazione standard dei tempi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altrimenti se il risultato è &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 user@computer $ ping 10.174.0.100&lt;br /&gt;
 PING 10.174.0.100 (10.174.0.100) 56(84) bytes of data.&lt;br /&gt;
 ^C (ovvero Ctrl+C per interrompere)&lt;br /&gt;
 --- 10.174.0.100 ping statistics ---&lt;br /&gt;
 *70 packets transmitted, 0 received, 100% packet loss, time 69058ms*&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vuol dire che non sei collegato alla rete, dobbiamo iniziare a fare un po&#039; di indagini. Intanto capiamo come è configurato il tuo computer.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Trubleshooting ==&lt;br /&gt;
Cominciamo col controllare un elemento per volta fra quelli coinvolti solitamente nei problemi dal lato client.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Controllo Dell&#039;IP===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sempre da un terminale prova a scrivere&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se sei connesso in wireless &lt;br /&gt;
 ip address show dev wlan0 (o il nome dell&#039;interfaccia wireless, ad es. potrebbe essere wlan1, eth1, ath0, ra0) [invio]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se sei connesso via cavo &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 ip address show dev eth0 (o il nome dell&#039;interfaccia via cavo) [invio]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
se il risultato è simile a&lt;br /&gt;
 user@computer $  ip address show dev [nome interfaccia]&lt;br /&gt;
 3: [interfaccia]: : &amp;lt;BROADCAST,MULTICAST,UP,LOWER_UP&amp;gt; mtu 1350 qdisc pfifo_fast state UNKNOWN qlen 500&lt;br /&gt;
     link/ether e6:b9:06:73:14:1a brd ff:ff:ff:ff:ff:ff&lt;br /&gt;
     inet 10.175.0.213/15 brd 10.175.0.255 scope global &lt;br /&gt;
        valid_lft forever preferred_lft forever&lt;br /&gt;
     inet6 2001:1418:1a9:eebb:10:175:0:213/64 scope global &lt;br /&gt;
        valid_lft forever preferred_lft forever&lt;br /&gt;
     inet6 fe80::e4b9:6ff:fe73:141a/64 scope link &lt;br /&gt;
        valid_lft forever preferred_lft forever&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Allora hai un indirizzo ipv4 e ipv6 impostati. Non stupirti se vedi tutti questi indirizzi IP diversi, ne puoi avere quanti vuoi anche sulla stessa interfaccia di rete (anche se normalmente sono pochi).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cosa guardare:&lt;br /&gt;
 &amp;lt;BROADCAST,MULTICAST,UP,LOWER_UP&amp;gt; &lt;br /&gt;
*è lo stato dell&#039;interfaccia le cose importanti sono UP, LOWER_UP che ci dicono che l&#039;interfaccia è attiva (potrebbe essere disattivata via software, via hardware ad esempio col bottoncino della wireless fisicamente presente sul portatile oppure semplicemente potrebbe esserci il cavo di rete staccato o rovinato (nel caso di scritta NO-CARRIER)).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 inet 10.175.0.213/15 brd 10.175.0.255 scope global &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*10.175.0.213 è l&#039;IPv4 dell&#039;interfaccia: la nostra subnet (cioè il nostro gruppo di IP, quelli che il tuo computer, essendo collegato ad eigenNet, può contattare direttamente senza passare da un gateway) inizia con *10.17{5,4}* se hai un IP che comincia in quel modo è uno dei nostri; lo slash in fondo è la dimensione subnet, 15 è corretto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 inet6 2001:1418:1a9:eebb:10:175:0:213/64 scope global &lt;br /&gt;
*questo è l&#039;IPv6 dell&#039;interfaccia: la nostra subnet inizia con *2001:1418:1a9:eebb* se hai un IP che comincia in quel modo è uno dei nostri, come prima lo slash in fondo indica la subnet, 64 è corretto. Ignora la riga &amp;quot;inet6 fe80[...]/64 scope link&amp;quot; che riguarda un indirizzo presente anche se non si è davvero connessi. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Nessun IP ====&lt;br /&gt;
Se non hai gli IP impostati possiamo guardare le interfacce, ci viene in aiuto il comando &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 ip link&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 user@computer $ ip link &lt;br /&gt;
 1: lo: &amp;lt;LOOPBACK,UP,LOWER_UP&amp;gt; mtu 65536 qdisc noqueue state UNKNOWN mode DEFAULT &lt;br /&gt;
     link/loopback 00:00:00:00:00:00 brd 00:00:00:00:00:00&lt;br /&gt;
 2: eth0: &amp;lt;NO-CARRIER,BROADCAST,MULTICAST,UP&amp;gt; mtu 1500 qdisc pfifo_fast state DOWN mode DEFAULT qlen 1000&lt;br /&gt;
     link/ether 00:23:8b:0b:b5:39 brd ff:ff:ff:ff:ff:ff&lt;br /&gt;
 3: wlan0: &amp;lt;BROADCAST,MULTICAST,UP,LOWER_UP&amp;gt; mtu 1500 qdisc mq state UP mode DORMANT qlen 1000&lt;br /&gt;
    link/ether 00:23:4d:69:d5:f7 brd ff:ff:ff:ff:ff:ff&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche qui possiamo vedere che ad esempio l&#039;intefaccia eth0 &lt;br /&gt;
  &amp;lt;NO-CARRIER,BROADCAST,MULTICAST,UP&amp;gt; &lt;br /&gt;
Dice NO-CARRIER ovvero non collegato, potrebbe essere il caso di controllare l&#039;attacco del cavo ethernet (cavo staccato o cavo rovinato)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E con state DOWN ci informa  che l&#039;interfaccia eth0 è spenta&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mentre l&#039;interfaccia wlan0 &lt;br /&gt;
 &amp;lt;BROADCAST,MULTICAST,UP,LOWER_UP&amp;gt;&lt;br /&gt;
Dice che è collegata e tutto funziona&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una possibile soluzione nel caso che una delle interfacce avesse come state DOWN è la seguente:&lt;br /&gt;
 sudo ip link set dev &amp;lt;interfaccia&amp;gt; up&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopodichè ricontrollare se l&#039;interfaccia è UP e provare a riconnettersi alla rete per vedere se viene assegnato un IP.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altre cose &#039;&#039;esotiche&#039;&#039; che potrebbero impedire ad una interfaccia di rete di essere UP: il bottoncino della wireless sul portatile è su off, è necessario sbloccare l&#039;interfaccia wireless via software con &lt;br /&gt;
 rfkill unblock all&lt;br /&gt;
oppure raramente può esser necessario ricaricate i driver della scheda di rete, trovate il nome del driver con&lt;br /&gt;
 lspci -k&lt;br /&gt;
sotto &amp;quot;Network controller&amp;quot; o &amp;quot;Ethernet controller&amp;quot;, dopo &amp;quot;Kernel driver in use:&amp;quot;, lo rimuovete e ricaricate con&lt;br /&gt;
 sudo rmmod &amp;lt;nome del driver&amp;gt;; sudo modprobe &amp;lt;nome del driver&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel caso l&#039;interfaccia indicasse UP per un certo tempo ma non si ricevesse un IP dal server DHCP è possibile capire cosa stia succedendo:&lt;br /&gt;
*Se usate NetworkManager controllate se siete associati all&#039;Access Point (AP) di eigennet con&lt;br /&gt;
 nm-tool&lt;br /&gt;
*Altrimenti provate con&lt;br /&gt;
 iwconfig&lt;br /&gt;
* O ancora &lt;br /&gt;
 iw dev &amp;lt;interfaccia&amp;gt; link&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Che vi daranno informazioni sulla connessione wireless, sopratutto i primi campi. Se risultate associati all&#039;access point (cioè c&#039;è scritto il nome della rete, ad esempio &amp;quot;eigenNet&amp;quot;) allora provate a dare&lt;br /&gt;
 sudo dhcpcd wlan0 &lt;br /&gt;
oppure, se lamenta che dhcpcd non esiste&lt;br /&gt;
 sudo dhclient -v wlan0&lt;br /&gt;
Che cercherà nuovamente di ottenere i parametri (IP, rotte, DNS...) chiedendo se nella rete sono presenti dei server DHCP. In base all&#039;output (il testo che esce dai comandi sopra riportati) capirete se ci sono altri problemi e potrete contattarci per segnalarlo ed aiutarci.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Controllo Delle Rotte ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A questo punto controlliamo le rotte. Le possiamo controllare usando il comando &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 ip route show&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ottenendo qualcosa di simile a&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 user@computer $ ip route show&lt;br /&gt;
 default via 10.175.0.101 dev wlan0  proto static &lt;br /&gt;
 10.0.0.0/8 via 172.18.0.1 dev eigennet &lt;br /&gt;
 10.174.0.0/15 dev wlan0  proto kernel  scope link  src 10.174.0.178 &lt;br /&gt;
 172.16.0.0/12 via 172.18.0.1 dev eigennet &lt;br /&gt;
 172.18.0.0/24 dev eigennet  proto kernel  scope link  src 172.18.0.213 &lt;br /&gt;
 192.168.1.0/24 dev wlan0  proto kernel  scope link  src 192.168.1.111 &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Nessuna rotta ====&lt;br /&gt;
Per navigare dentro eigennet non serve una rotta global (0.0.0.0/0) perchè è una rete locale e, una volta connessi, si può raggiungere ogni risorsa dall&#039;interno. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se quindi il comando vi restituisce qualcosa di simile a &lt;br /&gt;
 user@computer $ ip route show&lt;br /&gt;
 10.174.0.0/15 dev wlan0  proto kernel  scope link  src 10.174.0.178 &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vuol dire che avete la possibilità di raggiungere tutte le risorse interne ma che non potete raggiungere internet. Questo può essere a causa di qualche problema con i gateway o un problema nel raggiungerli. Se conoscete l&#039;IP della macchina che dovrebbe farvi da gateway per il mondo provate a pingarla (ovvero fare un ping al suo indirizzo) per vedere se la raggiungete. Nel caso non riusciste fatecelo sapere, qualcosa sta succedendo sulla rete.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Rotta presente ma comunque non raggiungo internet ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel caso ci sia una rotta definita anche per default ma non foste comunque in grado di connettervi potete aiutarci nel risolvere il problema digitando in un terminale il comando&lt;br /&gt;
 traceroute wikipedia.org&lt;br /&gt;
o &lt;br /&gt;
 tracepath wikipedia.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
questo dovrebbe dare un risultato similie a &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 user@computer $ tracepath wikipedia.org&lt;br /&gt;
 1:  etherpad.eigenlab.org                           0.090ms pmtu 1500&lt;br /&gt;
 1:  10.175.0.101                                       0.811ms &lt;br /&gt;
 1:  10.175.0.101                                       0.496ms &lt;br /&gt;
 2:  131.114.186.1                                     0.946ms &lt;br /&gt;
 3:  fib-ser.unipi.it                                      0.945ms asymm  4 &lt;br /&gt;
 4:  ru-unipi-rx1-pi1.pi1.garr.net                   0.970ms &lt;br /&gt;
 5:  rx1-pi1-rx1-rm2.rm2.garr.net                 9.030ms &lt;br /&gt;
 6:  r-rm2-rx1-rm2.rm2.garr.net                   5.639ms asymm  7 &lt;br /&gt;
 7:  no reply                                              alcuni server nascondono il loro nome&lt;br /&gt;
 8:  no reply                                              &lt;br /&gt;
 9:  tiscali.mil01.atlas.cogentco.com           18.962ms asymm 10 &lt;br /&gt;
 10:  xe-9-2-0.was10.ip4.tinet.net                 113.285ms asymm 15 &lt;br /&gt;
 11:  no reply&lt;br /&gt;
 12:  no reply&lt;br /&gt;
 13:  no reply&lt;br /&gt;
 14:  no reply&lt;br /&gt;
 15:  no reply&lt;br /&gt;
 16: 208.80.152.201                                              152.453ms reached&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo comando restituisce il percorso che hanno fatto i nostri pacchetti per raggiungere la destinazione, nel caso non riusciste a vedere un &amp;quot;&amp;quot;reached&amp;quot;&amp;quot; in fondo all&#039;output del comando segnalatecelo includendo anche l&#039;ultimo ip che vedete.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per servizi interni alla rete, per come essa è strutturata, questo comando non funziona&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Controllo dei DNS === &lt;br /&gt;
Se tutto è andato bene ma non riuscite comunque a navigare potrebbe essere un problema di DNS per vedere quali avete impostati controllate il file /etc/resolv.conf&lt;br /&gt;
 cat /etc/resolv.conf&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il risultato dovrebbe essere simile a questo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 user@computer $ cat /etc/resolv.conf &lt;br /&gt;
 nameserver 10.174.0.101&lt;br /&gt;
 nameserver 10.174.0.100&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
queste due righe indicano gli IP dei server DNS, se il file è vuoto lancia questo comando da shell&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 echo -e &amp;quot;nameserver 10.174.0.100\nnameserver 10.174.0.101&amp;quot;&amp;gt;/etc/resolv.conf&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Che sovrascrive in /etc/resolv.conf con le due righe corrette.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un sintomo del fatto che i DNS non funzionino può essere che facendo&lt;br /&gt;
 ping google.it&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
il terminale non reagisce (come succedeva all&#039;inizio della pagina ) ma&lt;br /&gt;
 ping 8.8.8.8&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Invece funziona.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per fare manualmente la richiesta dell&#039;IP associato ad un nome&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 dig nomesi.to&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
o se volete chiedere ad un server particolare (ad esempio a 8.8.8.8, un dns di google)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 dig @8.8.8.8 nomesi.to&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dig solitamente è installato di default, se non lo fosse cercate su internet il nome della vostra distribuzione più dig (solitamente sta in qualche programma chiamato dnsutils, bindtools...)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Ma la mia antenna funziona/è accesa? ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per controllare che l&#039;antenna sia accesa si possono sfruttare un paio di cose:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Prima di tutto collegarsi via cavo all&#039;antenna usando il cavo ethernet che arriva in casa o attaccandosi al POE (Power Over Ethernet ovvero lo scatolino nero che alimenta l&#039;antenna usando la porta con scritto LAN, NON POE (perchè altrimenti forse si frigge la scheda di rete)&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
* controllare che sull&#039;interfaccia cablata &#039;&#039;&#039;non&#039;&#039;&#039; compaia NO-CARRIER col comando&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 ip link show dev &amp;lt;interfaccia&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*provare a fare dei ping IPv6 link local ovvero provare a pingare un indirizzo che viene tradotto dal protocollo ipv6 in “ ogni scheda attaccata direttamente all&#039;interfaccia “ questo si può fare digitando il comando&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 ping6 ff02::1%&amp;lt;nome dell&#039;interfaccia di rete cablata ad esempio eth0&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se si riceve risposta bisogna prendere nota dell&#039;IPv6 locale della propria scheda di rete ethernet in modo da poter vedere se l&#039;antenna risponde ai ping. Questo si fa facilemnte con&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 ip -6 address show dev eth0&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
e guardando l&#039;ip che comincia con fe80:: , se ai ping risponde anche un&#039;altro IP l&#039;antenna è accesa e risponde&lt;br /&gt;
=== Entrare nelle antenne ===&lt;br /&gt;
Abbiamo trovato nella sezione precedente l&#039;IP dell&#039;antenna. Per entrarci dobbiamo usare il programma SSH che permette di interagire con l&#039;antenna facendo apparire sul nostro computer il suo terminale, i comandi disponibili quindi saranno quelli installati sull&#039;antenna.&lt;br /&gt;
Il comando da lanciare è:&lt;br /&gt;
 ssh -i &amp;lt;chiaveprivata&amp;gt; root@&amp;lt;ip antenna&amp;gt; [invio]&lt;br /&gt;
A questo punto il sistema chiederà di inserire la password della chiave (nel caso fosse protetta), altrimenti l&#039;antenna ci darà subito il benvenuto con la ricetta di un drink seguito dal prompt.&lt;br /&gt;
 BusyBox v1.19.4 (2012-10-02 10:56:10 CEST) built-in shell (ash)&lt;br /&gt;
 Enter &#039;help&#039; for a list of built-in commands. &lt;br /&gt;
   _______                     ________        __&lt;br /&gt;
  |       |.-----.-----.-----.|  |  |  |.----.|  |_&lt;br /&gt;
  |   -   ||  _  |  -__|     ||  |  |  ||   _||   _|&lt;br /&gt;
  |_______||   __|_____|__|__||________||__|  |____|&lt;br /&gt;
           |__| W I R E L E S S   F R E E D O M&lt;br /&gt;
  -----------------------------------------------------&lt;br /&gt;
  ATTITUDE ADJUSTMENT (Bleeding Edge, r33603)&lt;br /&gt;
  -----------------------------------------------------&lt;br /&gt;
   * 1/4 oz Vodka      Pour all ingredients into mixing&lt;br /&gt;
   * 1/4 oz Gin        tin with ice, strain into glass.&lt;br /&gt;
   * 1/4 oz Amaretto&lt;br /&gt;
   * 1/4 oz Triple sec&lt;br /&gt;
   * 1/4 oz Peach schnapps&lt;br /&gt;
   * 1/4 oz Sour mix&lt;br /&gt;
   * 1 splash Cranberry juice&lt;br /&gt;
  -----------------------------------------------------&lt;br /&gt;
 root@OpenWrt:~#&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vediamo ora come fare alcune operazioni comuni:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Per ottenere la lista dei nodi raggiungibili si usa il comando &amp;quot;batctl originators&amp;quot; o il comando abbreviato &amp;quot;batctl o&amp;quot;&lt;br /&gt;
 root@OpenWrt:~# batctl o&lt;br /&gt;
 [B.A.T.M.A.N. adv 2012.3.0, MainIF/MAC: br-clients/00:27:22:c3:34:cb (bat0)]&lt;br /&gt;
   Originator      last-seen (#/255)           Nexthop [outgoingIF]:   Potential nexthops ...&lt;br /&gt;
 00:27:22:c3:34:38    0.070s   (170) 00:27:22:c2:34:86 [     wlan0]: 00:27:22:c2:34:86 (170)&lt;br /&gt;
 00:27:22:c3:34:86    0.070s   (200) 00:27:22:c2:34:86 [     wlan0]: 00:27:22:c2:34:86 (200)&lt;br /&gt;
 de:9f:db:5c:c0:85    0.420s   (169) 00:27:22:c2:34:86 [     wlan0]: de:9f:db:5c:c0:85 (  0) 00:27:22:c2:34:86 (169)&lt;br /&gt;
 06:15:6d:fc:71:f4    0.840s   (147) 00:27:22:c2:34:86 [     wlan0]: 00:27:22:c2:34:86 (147)&lt;br /&gt;
 00:15:6d:fd:71:f4    0.400s   (148) 00:27:22:c2:34:86 [     wlan0]: 00:27:22:c2:34:86 (148)&lt;br /&gt;
 dc:9f:db:5d:c0:85    0.400s   (168) 00:27:22:c2:34:86 [     wlan0]: 00:27:22:c2:34:86 (168)&lt;br /&gt;
 00:15:6d:7b:97:0b    0.290s   (143) 00:27:22:c2:34:86 [     wlan0]: 00:27:22:c2:34:86 (143)&lt;br /&gt;
 00:27:22:c2:34:86    0.600s   (200) 00:27:22:c2:34:86 [     wlan0]: 00:27:22:c2:34:86 (200)&lt;br /&gt;
La prima colonna indica il nodo destinazione, Nexthop è il prossimo nodo a cui verranno consegnati i pacchetti. Gli originators sono tutti i nodi raggiungibili direttamente o indirettamente, cioè tutta la porzione di rete che possiamo vedere; gli indirizzi contenuti nella colonna NextHop sono i nostri vicini più prossimi, ovvero solamente quelli direttamente raggiungibili.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Per abilitare o disabilitare la modalità &amp;quot;hotspot&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La modalità &amp;quot;access point&amp;quot; o &amp;quot;hotspot&amp;quot; permette ai normali computer di connettersi ad eigenNet, purché ci sia un server DHCP nelle vicinanze (oppure puoi usare un indirizzo IP statico).&lt;br /&gt;
Normalmente è consigliabile avere questa opzione disabilitata e utilizzare un access point dedicato, in quanto influisce negativamente sulle performance come nodo della rete.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per attivare la modalità &amp;quot;hotspot&amp;quot; è necessario cambiare un paio di valori nel file di configurazione &amp;lt;pre&amp;gt;/etc/config/eigennet&amp;lt;/pre&amp;gt; utilizzando vim, l&#039;editor di testo predefinito.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La riga &amp;lt;pre&amp;gt;option wifi_clients &#039;false&#039;&amp;lt;/pre&amp;gt; deve diventare &amp;lt;pre&amp;gt;option wifi_clients &#039;true&#039;&amp;lt;/pre&amp;gt; o viceversa, nel caso si volesse disattivare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La riga &amp;lt;pre&amp;gt;option bootmode &#039;2&#039;&amp;lt;/pre&amp;gt; deve diventare &amp;lt;pre&amp;gt;option bootmode &#039;1&#039;&amp;lt;/pre&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;anntenna va poi riavviata. La seconda modifica chiede all&#039;antenna di rileggere la configurazione e applicare le modifiche, il valore di bootmode tornerà automaticamente a 2.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Per cambiare la chiave di accesso all&#039;antenna bisogna modificare la riga &amp;lt;pre&amp;gt;option sshAuthorizedKeys &#039;...&#039;&amp;lt;/pre&amp;gt; sostituendo al posto dei puntini, il contenuto del file della chiave pubblica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[http://support.suso.com/supki/SSH_Tutorial_for_Linux Tutorial SSH]&lt;br /&gt;
[http://heather.cs.ucdavis.edu/~matloff/UnixAndC/Editors/ViIntro.html Tutorial vim]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Riavviare ===&lt;br /&gt;
Una cosa buona se l&#039;antenna per qualche motivo non si comporta bene è riavviarla, per farlo basta staccare il cavo attaccato allo scatolino nero alla porta con scritto POE oppure togliere la corrente se per caso il montaggio è stato fatto portando la corrente sul tetto, aspettare 12 secondi contando&lt;br /&gt;
* Prealpi Trivenete 1 &lt;br /&gt;
* Alpi Giulie 2&lt;br /&gt;
* Alpi Carniche 3&lt;br /&gt;
* ...&lt;br /&gt;
* Alpi Liguri e Alpi Marittime 12&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se comunque non sei riuscito a risolvere [https://eigenlab.org/index.php/dove-siamo contattaci].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Su eigenNet ci sono diversi servizi, li puoi scoprire qui:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://eigenlab.org/index.php/eigennet/servizi&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Chiromante</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=HowToRete&amp;diff=456</id>
		<title>HowToRete</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=HowToRete&amp;diff=456"/>
		<updated>2014-02-19T22:33:21Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Chiromante: /* Overview */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Bene, hai un&#039;antenna sul tetto ed ora?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se tutto è andato a buon fine appena collegato alla rete il tuo computer riceverà delle informazioni come IP, rotte, DNS servers, ... vediamo un po&#039; cosa sono, se funziona tutto e se hai accesso alla rete...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questa guida si assume che tu abbia Linux.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se invece sei utente Windows o Mac probabilmente ti &amp;quot;basta che funzioni&amp;quot;, salta direttamente a: [[#Riavviare|Riavviare]], se non funziona passa a [[#Riavviare|Riavviare]]. Se invece fossi interessato a capire ed a smanettare ti invitiamo a creare una nuova guida su questo wiki che tratti anche altri sistemi operativi!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Overview ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando ti connetti ad una rete di computers stai usando un insieme di protocolli ed elementi fisici, le loro interazioni sono schematizzate in uno standard chiamato [http://it.wikipedia.org/wiki/Open_Systems_Interconnection OSI]. Per avere un&#039;idea del funzionamento della rete eigenNet, ma non solo, possiamo partire descrivendo il percorso che faranno i dati dalla sorgente alla destinazione, partiamo dal computer (il tuo) passo passo:&lt;br /&gt;
#Dei dati devono essere spediti dal computer client, per esempio il tuo, ad un server, per esempio uno dei server di wikipedia&lt;br /&gt;
#Il computer richiede ad un server DNS qual è l&#039;IP del server di wikipedia (don&#039;t panic, è tutto spiegato più sotto)&lt;br /&gt;
#Una volta ottenuto l&#039;IP il computer proverà a connettersi al server per ricevere i dati, i testi, le immagini&lt;br /&gt;
#Per fare questo creerà dei piccoli pacchetti di bits che verranno spediti alla scheda di rete (sia questa wireless o via cavo) contenenti la richiesta di questo o quel contenuto presente su wikipedia&lt;br /&gt;
#La scheda di rete si occuperà di trasmettere i pacchetti al passo successivo, nel caso della nostra rete i pacchetti verranno trasmessi fino all&#039;antenna che è sul tuo tetto o sul tetto più vicino e da lì inizierà il percorso fino al gateway più vicino, dal quale raggiungerà il sito richiesto.&lt;br /&gt;
#Per il ritorno basta seguire il percorso inverso ma questa volta non serve il passaggio del DNS visto che i pacchetti contengono già nei loro header gli IP corretti (come una raccomandata a/r).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un po&#039; di spiegazioni dei termini usati:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Un IP è un indirizzo numerico (ad esempio 123.4.56.78) che identifica un PC in una rete, se il PC viene spostato su una rete diversa il suo IP sarà diverso. Ci sono due tipi di IP: quello classico (IPv4) e quello nuovissimo (IPv6).&lt;br /&gt;
**Un IPv4 è un indirizzo formato da 4 campi di 8 bit ciascuno, in decimale i valori oscillano da 0 a 255 (ad esempio 123.4.56.78)&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
::https://en.wikipedia.org/wiki/IPv4&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
:*Un IPv6 è un indirizzo formato da 8 campi di 16 bit ciascuno, in base16 i valori oscillano da 0000 a FFFF (ad esempio 2a00:1508:1:f010:abcd:1234:ef56:7890)&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
::https://en.wikipedia.org/wiki/IPv6&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Quando ci si connette ad una rete o si imposta sul proprio PC un IP statico o si chiede al DHCP che ci dia lui un IP.&lt;br /&gt;
:Il [http://it.wikipedia.org/wiki/Dynamic_Host_Configuration_Protocol DHCP] è protocollo che permette di avere assegnati i parametri corretti al momento della connessione, esso provvederà (se correttamente configurato lato server) a fornirci principalmente IP, rotte e DNS.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Il gateway è chi (il modem di casa, il router wireless, un server...) ci permette di raggiungere internet, è l&#039;apparecchio che inoltrerà i nostri pacchetti verso il resto del mondo e da cui passeranno le risposte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Un pacchetto è un blocco di 1 e 0 che viaggia su una linea di comunicazione. Chi vuole inviare dei dati li traduce in uni e zeri, li divide in pacchetti (di solito la dimensione massima di un pacchetto è circa un kilobyte e mezzo) e aggiunge all&#039;inizio del pacchetto (header) delle informazioni come l&#039;IP di destinazione e l&#039;IP del mittente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Una interfaccia di rete rappresenta la componente fisica (di solito, ma non solo) con cui il PC si interfaccia col mondo esterno, ad esempio una interfaccia di rete può essere la porta a cui attacchi il cavo di rete (porta ethernet, su Linux solitamente si chiama eth0) oppure la scheda wireless del portatile (solitamente si chiama wlan0).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Le rotte sono delle indicazioni che istruiscono il computer riguardo a come fare per poter raggiungere un certo computer in base al suo IP. Ad esempio una rotta può essere qualcosa tipo: &amp;quot;per comunicare tutti i pc che hanno un IP che inizia con 12.34. (la destnazione, può riferirsi ad un IP solo o a un grosso gruppo di IP che iniziano tutti nello stesso modo) devi passare tramite il pc che ha IP 11.22.33.44 (il gateway)&amp;quot;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
:Perciò ogni rotta è un&#039;indicazione &amp;quot;stradale&amp;quot; ed è strutturata così:&lt;br /&gt;
 :{| border=1&lt;br /&gt;
    | primo campo&lt;br /&gt;
    | destinazione (default = 0.0.0.0/0 ovvero tutto)&lt;br /&gt;
    | es. 192.168.1.0/24&lt;br /&gt;
    |-&lt;br /&gt;
    | secondo campo&lt;br /&gt;
    | gateway ovvero colui che ti permette di raggiungere la destinazione&lt;br /&gt;
    | es. via 192.168.1.1&lt;br /&gt;
    |-&lt;br /&gt;
    | campo dev&lt;br /&gt;
    | indica l&#039;interfaccia di rete (ad es. wireless o cavo o vpn) attraverso la quale si raggiunge la destinazione&lt;br /&gt;
    | es. dev wlan0&lt;br /&gt;
    |}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Usando il terminale su Linux vediamo la configurazione delle rotte sul nostro pc per esempio con il commando &amp;quot;ip route show&amp;quot;, ottenendo qualcosa di simile a:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 user@computer $ ip route show&lt;br /&gt;
 default via 10.175.0.101 dev wlan0  proto static &lt;br /&gt;
 10.0.0.0/8 via 172.18.0.1 dev eigennet &lt;br /&gt;
 10.174.0.0/15 dev wlan0  proto kernel  scope link  src 10.174.0.178 &lt;br /&gt;
 172.16.0.0/12 via 172.18.0.1 dev eigennet &lt;br /&gt;
 172.18.0.0/24 dev eigennet  proto kernel  scope link  src 172.18.0.213 &lt;br /&gt;
 192.168.1.0/24 dev wlan0  proto kernel  scope link  src 192.168.1.111 &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*:&amp;quot;10.0.0.0/8 via 172.18.0.1 dev eigennet&amp;quot; vuol dire che tutti i computer con IP 10.X.Y.Z  sono raggiungibili attraverso il gateway avente IPv4 172.18.0.1 e l&#039;interfaccia di rete &amp;quot;eigennet&amp;quot; (in questo caso non si tratta di interfaccia fisica, come quella via cavo o wireless bensì di una interfaccia che comunica con una [[VPN]], argomento molto più avanzato).&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*:&amp;quot;10.174.0.0/15 dev wlan0&amp;quot; vuol dire che tutti i computer con IP 10.17{cifra che può essere 4 o 5}.X.Y sono raggiungibili direttamente (cioè senza dover passare da un gateway) attraverso l&#039;interfaccia wireless chiamata &amp;quot;wlan0&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Un protocollo di routing è ciò che decide come instradare il traffico tra i nodi gestendo le rotte. Nella nostra rete si usano [http://www.open-mesh.org/projects/batman-adv/wiki B.A.T.M.A.N.-adv] e [http://www.pps.univ-paris-diderot.fr/~jch/software/babel/ babel] per i nodi che forniscono uscita su internet.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*I DNS (Domain Name Server) sono dei server che conoscono le associazioni &amp;quot;nome del sito&amp;quot; &amp;lt;-&amp;gt; &amp;quot;indirizzo IP del server su cui sta il sito&amp;quot;. Il punto è che la comunicazione avviene tra l&#039;IP del PC e l&#039;IP del server, dunque non si può contattare un sito, esempio &amp;quot;eigenlab.org&amp;quot; senza prima conoscerne l&#039;indirizzo IP. Quando noi cerchiamo di contattare un sito scrivendone il nome (come eigenlab.org) il nostro PC farà una domanda ad un DNS (del quale conosciamo già l&#039;IP perchè ce lo ha detto il DHCP server) il quale ci risponderà con l&#039;indirizzo IP associato a quel nome (nel nostro caso ad esempio l&#039;associazione sarà eigenlab.org-&amp;gt;10.175.0.85).&lt;br /&gt;
:Se ti interessa approfondire cos&#039;è un server DNS puoi dare un&#039;occhiata &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
:https://en.wikipedia.org/wiki/Domain_Name_System&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
:Per vedere come funzionano i DNS distribuiti nella rete eigenNet dai un occhiata a&lt;br /&gt;
:https://wiki.eigenlab.org/index.php/ConfigureBackUpAnycastDNS&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Bene innanzitutto vediamo se tutto è ok&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prova ad aprire un terminale  (in Linux ha l&#039;icona di un quadrato nero, spesso sta in:programmi-&amp;gt;accessori-&amp;gt;console/terminale) &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
ed a scrivere: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 ping 10.174.0.100 [invio]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo farà in modo che il tuo computer provi a  parlare con uno dei server interni alla rete, quello che farà sarà mandare tanti piccoli pacchetti con scritto PING ed aspetterà altrettanti PONG in risposta dal server che ha IPv4 10.174.0.100.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se compare qualcosa simile a:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 user@computer $ ping 10.174.0.100&lt;br /&gt;
 PING 10.174.0.100 (10.174.0.100) 56(84) bytes of data.&lt;br /&gt;
 64 bytes from 10.174.0.100: icmp_seq=1 ttl=63 time=247 ms&lt;br /&gt;
 64 bytes from 10.174.0.100: icmp_seq=5 ttl=63 time=70.9 ms&lt;br /&gt;
 64 bytes from 10.174.0.100: icmp_seq=7 ttl=63 time=124 ms&lt;br /&gt;
 64 bytes from 10.174.0.100: icmp_seq=8 ttl=63 time=80.9 ms&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Allora stai comunicando con il server e sei dentro la rete :-)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per interrompere il comando premi “Ctrl+C” (come per fare copia) che nella shell Linux termina un programma&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 --- 10.174.0.100 ping statistics ---&lt;br /&gt;
 8 packets transmitted, 4 received, 50% packet loss, time 7029ms&lt;br /&gt;
 rtt min/avg/max/mdev = 70.992/130.862/247.472/70.216 ms&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa sezione da qualche informaziona aggiuntiva ovvero quanti PING non hanno ricevuto un PONG, il minor tempo di risposta, quello medio, quello massimo e la deviazione standard dei tempi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altrimenti se il risultato è &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 user@computer $ ping 10.174.0.100&lt;br /&gt;
 PING 10.174.0.100 (10.174.0.100) 56(84) bytes of data.&lt;br /&gt;
 ^C (ovvero Ctrl+C per interrompere)&lt;br /&gt;
 --- 10.174.0.100 ping statistics ---&lt;br /&gt;
 *70 packets transmitted, 0 received, 100% packet loss, time 69058ms*&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vuol dire che non sei collegato alla rete, dobbiamo iniziare a fare un po&#039; di indagini. Intanto capiamo come è configurato il tuo computer.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Trubleshooting ==&lt;br /&gt;
Cominciamo col controllare un elemento per volta fra quelli coinvolti solitamente nei problemi dal lato client.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Controllo Dell&#039;IP===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sempre da un terminale prova a scrivere&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se sei connesso in wireless &lt;br /&gt;
 ip address show dev wlan0 (o il nome dell&#039;interfaccia wireless, ad es. potrebbe essere wlan1, eth1, ath0, ra0) [invio]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se sei connesso via cavo &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 ip address show dev eth0 (o il nome dell&#039;interfaccia via cavo) [invio]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
se il risultato è simile a&lt;br /&gt;
 user@computer $  ip address show dev [nome interfaccia]&lt;br /&gt;
 3: [interfaccia]: : &amp;lt;BROADCAST,MULTICAST,UP,LOWER_UP&amp;gt; mtu 1350 qdisc pfifo_fast state UNKNOWN qlen 500&lt;br /&gt;
     link/ether e6:b9:06:73:14:1a brd ff:ff:ff:ff:ff:ff&lt;br /&gt;
     inet 10.175.0.213/15 brd 10.175.0.255 scope global &lt;br /&gt;
        valid_lft forever preferred_lft forever&lt;br /&gt;
     inet6 2001:1418:1a9:eebb:10:175:0:213/64 scope global &lt;br /&gt;
        valid_lft forever preferred_lft forever&lt;br /&gt;
     inet6 fe80::e4b9:6ff:fe73:141a/64 scope link &lt;br /&gt;
        valid_lft forever preferred_lft forever&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Allora hai un indirizzo ipv4 e ipv6 impostati. Non stupirti se vedi tutti questi indirizzi IP diversi, ne puoi avere quanti vuoi anche sulla stessa interfaccia di rete (anche se normalmente sono pochi).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cosa guardare:&lt;br /&gt;
 &amp;lt;BROADCAST,MULTICAST,UP,LOWER_UP&amp;gt; &lt;br /&gt;
*è lo stato dell&#039;interfaccia le cose importanti sono UP, LOWER_UP che ci dicono che l&#039;interfaccia è attiva (potrebbe essere disattivata via software, via hardware ad esempio col bottoncino della wireless fisicamente presente sul portatile oppure semplicemente potrebbe esserci il cavo di rete staccato o rovinato (nel caso di scritta NO-CARRIER)).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 inet 10.175.0.213/15 brd 10.175.0.255 scope global &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*10.175.0.213 è l&#039;IPv4 dell&#039;interfaccia: la nostra subnet (cioè il nostro gruppo di IP, quelli che il tuo computer, essendo collegato ad eigenNet, può contattare direttamente senza passare da un gateway) inizia con *10.17{5,4}* se hai un IP che comincia in quel modo è uno dei nostri; lo slash in fondo è la dimensione subnet, 15 è corretto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 inet6 2001:1418:1a9:eebb:10:175:0:213/64 scope global &lt;br /&gt;
*questo è l&#039;IPv6 dell&#039;interfaccia: la nostra subnet inizia con *2001:1418:1a9:eebb* se hai un IP che comincia in quel modo è uno dei nostri, come prima lo slash in fondo indica la subnet, 64 è corretto. Ignora la riga &amp;quot;inet6 fe80[...]/64 scope link&amp;quot; che riguarda un indirizzo presente anche se non si è davvero connessi. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Nessun IP ====&lt;br /&gt;
Se non hai gli IP impostati possiamo guardare le interfacce, ci viene in aiuto il comando &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 ip link&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 user@computer $ ip link &lt;br /&gt;
 1: lo: &amp;lt;LOOPBACK,UP,LOWER_UP&amp;gt; mtu 65536 qdisc noqueue state UNKNOWN mode DEFAULT &lt;br /&gt;
     link/loopback 00:00:00:00:00:00 brd 00:00:00:00:00:00&lt;br /&gt;
 2: eth0: &amp;lt;NO-CARRIER,BROADCAST,MULTICAST,UP&amp;gt; mtu 1500 qdisc pfifo_fast state DOWN mode DEFAULT qlen 1000&lt;br /&gt;
     link/ether 00:23:8b:0b:b5:39 brd ff:ff:ff:ff:ff:ff&lt;br /&gt;
 3: wlan0: &amp;lt;BROADCAST,MULTICAST,UP,LOWER_UP&amp;gt; mtu 1500 qdisc mq state UP mode DORMANT qlen 1000&lt;br /&gt;
    link/ether 00:23:4d:69:d5:f7 brd ff:ff:ff:ff:ff:ff&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche qui possiamo vedere che ad esempio l&#039;intefaccia eth0 &lt;br /&gt;
  &amp;lt;NO-CARRIER,BROADCAST,MULTICAST,UP&amp;gt; &lt;br /&gt;
Dice NO-CARRIER ovvero non collegato, potrebbe essere il caso di controllare l&#039;attacco del cavo ethernet (cavo staccato o cavo rovinato)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E con state DOWN ci informa  che l&#039;interfaccia eth0 è spenta&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mentre l&#039;interfaccia wlan0 &lt;br /&gt;
 &amp;lt;BROADCAST,MULTICAST,UP,LOWER_UP&amp;gt;&lt;br /&gt;
Dice che è collegata e tutto funziona&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una possibile soluzione nel caso che una delle interfacce avesse come state DOWN è la seguente:&lt;br /&gt;
 sudo ip link set dev &amp;lt;interfaccia&amp;gt; up&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopodichè ricontrollare se l&#039;interfaccia è UP e provare a riconnettersi alla rete per vedere se viene assegnato un IP.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altre cose &#039;&#039;esotiche&#039;&#039; che potrebbero impedire ad una interfaccia di rete di essere UP: il bottoncino della wireless sul portatile è su off, è necessario sbloccare l&#039;interfaccia wireless via software con &lt;br /&gt;
 rfkill unblock all&lt;br /&gt;
oppure raramente può esser necessario ricaricate i driver della scheda di rete, trovate il nome del driver con&lt;br /&gt;
 lspci -k&lt;br /&gt;
sotto &amp;quot;Network controller&amp;quot; o &amp;quot;Ethernet controller&amp;quot;, dopo &amp;quot;Kernel driver in use:&amp;quot;, lo rimuovete e ricaricate con&lt;br /&gt;
 sudo rmmod &amp;lt;nome del driver&amp;gt;; sudo modprobe &amp;lt;nome del driver&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel caso l&#039;interfaccia indicasse UP per un certo tempo ma non si ricevesse un IP dal server DHCP è possibile capire cosa stia succedendo:&lt;br /&gt;
*Se usate NetworkManager controllate se siete associati all&#039;Access Point (AP) di eigennet con&lt;br /&gt;
 nm-tool&lt;br /&gt;
*Altrimenti provate con&lt;br /&gt;
 iwconfig&lt;br /&gt;
* O ancora &lt;br /&gt;
 iw dev &amp;lt;interfaccia&amp;gt; link&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Che vi daranno informazioni sulla connessione wireless, sopratutto i primi campi. Se risultate associati all&#039;access point (cioè c&#039;è scritto il nome della rete, ad esempio &amp;quot;eigenNet&amp;quot;) allora provate a dare&lt;br /&gt;
 sudo dhcpcd wlan0 &lt;br /&gt;
oppure, se lamenta che dhcpcd non esiste&lt;br /&gt;
 sudo dhclient -v wlan0&lt;br /&gt;
Che cercherà nuovamente di ottenere i parametri (IP, rotte, DNS...) chiedendo se nella rete sono presenti dei server DHCP. In base all&#039;output (il testo che esce dai comandi sopra riportati) capirete se ci sono altri problemi e potrete contattarci per segnalarlo ed aiutarci.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Controllo Delle Rotte ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A questo punto controlliamo le rotte. Le possiamo controllare usando il comando &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 ip route show&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ottenendo qualcosa di simile a&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 user@computer $ ip route show&lt;br /&gt;
 default via 10.175.0.101 dev wlan0  proto static &lt;br /&gt;
 10.0.0.0/8 via 172.18.0.1 dev eigennet &lt;br /&gt;
 10.174.0.0/15 dev wlan0  proto kernel  scope link  src 10.174.0.178 &lt;br /&gt;
 172.16.0.0/12 via 172.18.0.1 dev eigennet &lt;br /&gt;
 172.18.0.0/24 dev eigennet  proto kernel  scope link  src 172.18.0.213 &lt;br /&gt;
 192.168.1.0/24 dev wlan0  proto kernel  scope link  src 192.168.1.111 &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Nessuna rotta ====&lt;br /&gt;
Per navigare dentro eigennet non serve una rotta global (0.0.0.0/0) perchè è una rete locale e, una volta connessi, si può raggiungere ogni risorsa dall&#039;interno. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se quindi il comando vi restituisce qualcosa di simile a &lt;br /&gt;
 user@computer $ ip route show&lt;br /&gt;
 10.174.0.0/15 dev wlan0  proto kernel  scope link  src 10.174.0.178 &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vuol dire che avete la possibilità di raggiungere tutte le risorse interne ma che non potete raggiungere internet. Questo può essere a causa di qualche problema con i gateway o un problema nel raggiungerli. Se conoscete l&#039;IP della macchina che dovrebbe farvi da gateway per il mondo provate a pingarla (ovvero fare un ping al suo indirizzo) per vedere se la raggiungete. Nel caso non riusciste fatecelo sapere, qualcosa sta succedendo sulla rete.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Rotta presente ma comunque non raggiungo internet ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel caso ci sia una rotta definita anche per default ma non foste comunque in grado di connettervi potete aiutarci nel risolvere il problema digitando in un terminale il comando&lt;br /&gt;
 traceroute wikipedia.org&lt;br /&gt;
o &lt;br /&gt;
 tracepath wikipedia.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
questo dovrebbe dare un risultato similie a &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 user@computer $ tracepath wikipedia.org&lt;br /&gt;
 1:  etherpad.eigenlab.org                           0.090ms pmtu 1500&lt;br /&gt;
 1:  10.175.0.101                                       0.811ms &lt;br /&gt;
 1:  10.175.0.101                                       0.496ms &lt;br /&gt;
 2:  131.114.186.1                                     0.946ms &lt;br /&gt;
 3:  fib-ser.unipi.it                                      0.945ms asymm  4 &lt;br /&gt;
 4:  ru-unipi-rx1-pi1.pi1.garr.net                   0.970ms &lt;br /&gt;
 5:  rx1-pi1-rx1-rm2.rm2.garr.net                 9.030ms &lt;br /&gt;
 6:  r-rm2-rx1-rm2.rm2.garr.net                   5.639ms asymm  7 &lt;br /&gt;
 7:  no reply                                              alcuni server nascondono il loro nome&lt;br /&gt;
 8:  no reply                                              &lt;br /&gt;
 9:  tiscali.mil01.atlas.cogentco.com           18.962ms asymm 10 &lt;br /&gt;
 10:  xe-9-2-0.was10.ip4.tinet.net                 113.285ms asymm 15 &lt;br /&gt;
 11:  no reply&lt;br /&gt;
 12:  no reply&lt;br /&gt;
 13:  no reply&lt;br /&gt;
 14:  no reply&lt;br /&gt;
 15:  no reply&lt;br /&gt;
 16: 208.80.152.201                                              152.453ms reached&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo comando restituisce il percorso che hanno fatto i nostri pacchetti per raggiungere la destinazione, nel caso non riusciste a vedere un &amp;quot;&amp;quot;reached&amp;quot;&amp;quot; in fondo all&#039;output del comando segnalatecelo includendo anche l&#039;ultimo ip che vedete.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per servizi interni alla rete, per come essa è strutturata, questo comando non funziona&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Controllo dei DNS === &lt;br /&gt;
Se tutto è andato bene ma non riuscite comunque a navigare potrebbe essere un problema di DNS per vedere quali avete impostati controllate il file /etc/resolv.conf&lt;br /&gt;
 cat /etc/resolv.conf&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il risultato dovrebbe essere simile a questo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 user@computer $ cat /etc/resolv.conf &lt;br /&gt;
 nameserver 10.174.0.101&lt;br /&gt;
 nameserver 10.174.0.100&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
queste due righe indicano gli IP dei server DNS, se il file è vuoto lancia questo comando da shell&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 echo -e &amp;quot;nameserver 10.174.0.100\nnameserver 10.174.0.101&amp;quot;&amp;gt;/etc/resolv.conf&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Che sovrascrive in /etc/resolv.conf con le due righe corrette.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un sintomo del fatto che i DNS non funzionino può essere che facendo&lt;br /&gt;
 ping google.it&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
il terminale non reagisce (come succedeva all&#039;inizio della pagina ) ma&lt;br /&gt;
 ping 8.8.8.8&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Invece funziona.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per fare manualmente la richiesta dell&#039;IP associato ad un nome&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 dig nomesi.to&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
o se volete chiedere ad un server particolare (ad esempio a 8.8.8.8, un dns di google)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 dig @8.8.8.8 nomesi.to&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dig solitamente è installato di default, se non lo fosse cercate su internet il nome della vostra distribuzione più dig (solitamente sta in qualche programma chiamato dnsutils, bindtools...)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Ma la mia antenna funziona/è accesa? ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per controllare che l&#039;antenna sia accesa si possono sfruttare un paio di cose:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Prima di tutto collegarsi via cavo all&#039;antenna usando il cavo ethernet che arriva in casa o attaccandosi al POE (Power Over Ethernet ovvero lo scatolino nero che alimenta l&#039;antenna usando la porta con scritto LAN, NON POE (perchè altrimenti forse si frigge la scheda di rete)&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
* controllare che sull&#039;interfaccia cablata &#039;&#039;&#039;non&#039;&#039;&#039; compaia NO-CARRIER col comando&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 ip link show dev &amp;lt;interfaccia&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*provare a fare dei ping IPv6 link local ovvero provare a pingare un indirizzo che viene tradotto dal protocollo ipv6 in “ ogni scheda attaccata direttamente all&#039;interfaccia “ questo si può fare digitando il comando&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 ping6 ff02::1%&amp;lt;nome dell&#039;interfaccia di rete cablata ad esempio eth0&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se si riceve risposta bisogna prendere nota dell&#039;IPv6 locale della propria scheda di rete ethernet in modo da poter vedere se l&#039;antenna risponde ai ping. Questo si fa facilemnte con&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 ip -6 address show dev eth0&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
e guardando l&#039;ip che comincia con fe80:: , se ai ping risponde anche un&#039;altro IP l&#039;antenna è accesa e risponde&lt;br /&gt;
=== Entrare nelle antenne ===&lt;br /&gt;
Abbiamo trovato nella sezione precedente l&#039;IP dell&#039;antenna. Per entrarci dobbiamo usare il programma SSH che permette di interagire con l&#039;antenna facendo apparire sul nostro computer il suo terminale, i comandi disponibili quindi saranno quelli installati sull&#039;antenna.&lt;br /&gt;
Il comando da lanciare è:&lt;br /&gt;
 ssh -i &amp;lt;chiaveprivata&amp;gt; root@&amp;lt;ip antenna&amp;gt; [invio]&lt;br /&gt;
A questo punto il sistema chiederà di inserire la password della chiave (nel caso fosse protetta), altrimenti l&#039;antenna ci darà subito il benvenuto con la ricetta di un drink seguito dal prompt.&lt;br /&gt;
 BusyBox v1.19.4 (2012-10-02 10:56:10 CEST) built-in shell (ash)&lt;br /&gt;
 Enter &#039;help&#039; for a list of built-in commands. &lt;br /&gt;
   _______                     ________        __&lt;br /&gt;
  |       |.-----.-----.-----.|  |  |  |.----.|  |_&lt;br /&gt;
  |   -   ||  _  |  -__|     ||  |  |  ||   _||   _|&lt;br /&gt;
  |_______||   __|_____|__|__||________||__|  |____|&lt;br /&gt;
           |__| W I R E L E S S   F R E E D O M&lt;br /&gt;
  -----------------------------------------------------&lt;br /&gt;
  ATTITUDE ADJUSTMENT (Bleeding Edge, r33603)&lt;br /&gt;
  -----------------------------------------------------&lt;br /&gt;
   * 1/4 oz Vodka      Pour all ingredients into mixing&lt;br /&gt;
   * 1/4 oz Gin        tin with ice, strain into glass.&lt;br /&gt;
   * 1/4 oz Amaretto&lt;br /&gt;
   * 1/4 oz Triple sec&lt;br /&gt;
   * 1/4 oz Peach schnapps&lt;br /&gt;
   * 1/4 oz Sour mix&lt;br /&gt;
   * 1 splash Cranberry juice&lt;br /&gt;
  -----------------------------------------------------&lt;br /&gt;
 root@OpenWrt:~#&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Riavviare ===&lt;br /&gt;
Una cosa buona se l&#039;antenna per qualche motivo non si comporta bene è riavviarla, per farlo basta staccare il cavo attaccato allo scatolino nero alla porta con scritto POE oppure togliere la corrente se per caso il montaggio è stato fatto portando la corrente sul tetto, aspettare 12 secondi contando&lt;br /&gt;
* Prealpi Trivenete 1 &lt;br /&gt;
* Alpi Giulie 2&lt;br /&gt;
* Alpi Carniche 3&lt;br /&gt;
* ...&lt;br /&gt;
* Alpi Liguri e Alpi Marittime 12&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se comunque non sei riuscito a risolvere [https://eigenlab.org/index.php/dove-siamo contattaci].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Su eigenNet ci sono diversi servizi, li puoi scoprire qui:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://eigenlab.org/index.php/eigennet/servizi&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Chiromante</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=HowToRete&amp;diff=452</id>
		<title>HowToRete</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=HowToRete&amp;diff=452"/>
		<updated>2014-02-05T23:45:14Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Chiromante: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Bene, hai un&#039;antenna sul tetto ed ora?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se tutto è andato a buon fine appena collegato alla rete il tuo computer riceverà delle informazioni come IP, rotte, DNS servers, ... vediamo un po&#039; cosa sono, se funziona tutto e se hai accesso alla rete...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questa guida si assume che tu abbia Linux.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se invece sei utente Windows o Mac probabilmente ti &amp;quot;basta che funzioni&amp;quot;, salta direttamente a: [[#Riavviare|Riavviare]], se non funziona passa a [[#Riavviare|Riavviare]]. Se invece fossi interessato a capire ed a smanettare ti invitiamo a creare una nuova guida su questo wiki che tratti anche altri sistemi operativi!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Overview ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando ti connetti ad una rete di computers stai usando un insieme di protocolli ed elementi fisici, le loro interazioni sono schematizzate in uno standard chiamato [http://it.wikipedia.org/wiki/Open_Systems_Interconnection OSI]. Per avere un&#039;idea del funzionamento della rete eigenNet, ma non solo, possiamo partire descrivendo il percorso che faranno i dati dalla sorgente alla destinazione, partiamo dal computer (il tuo) passo passo:&lt;br /&gt;
#Dei dati devono essere spediti dal computer client, per esempio il tuo, ad un server, per esempio uno dei server di wikipedia&lt;br /&gt;
#Il computer richiede ad un server DNS qual è l&#039;IP del server di wikipedia (don&#039;t panic, è tutto spiegato più sotto)&lt;br /&gt;
#Una volta ottenuto l&#039;IP il computer proverà a connettersi al server per ricevere i dati, i testi, le immagini&lt;br /&gt;
#Per fare questo creerà dei piccoli pacchetti di bits che verranno spediti alla scheda di rete (sia questa wireless o via cavo) contenenti la richiesta di questo o quel contenuto presente su wikipedia&lt;br /&gt;
#La scheda di rete si occuperà di trasmettere i pacchetti al passo successivo, nel caso della nostra rete i pacchetti verranno trasmessi fino all&#039;antenna che è sul tuo tetto o sul tetto più vicino e da lì inizierà il percorso fino al gateway più vicino, dal quale raggiungerà il sito richiesto.&lt;br /&gt;
#Per il ritorno basta seguire il percorso inverso ma questa volta non serve il passaggio del DNS visto che i pacchetti contengono già nei loro header gli IP corretti (come una raccomandata a/r).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un po&#039; di spiegazioni dei termini usati:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Un IP è un indirizzo numerico (ad esempio 123.4.56.78) che identifica un PC in una rete, se il PC viene spostato su una rete diversa il suo IP sarà diverso. Ci sono due tipi di IP: quello classico (IPv4) e quello nuovissimo (IPv6).&lt;br /&gt;
**Un IPv4 è un indirizzo formato da 4 campi di 8 bit ciascuno, in decimale i valori oscillano da 0 a 255 (ad esempio 123.4.56.78)&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
::https://en.wikipedia.org/wiki/IPv4&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
:*Un IPv6 è un indirizzo formato da 8 campi di 16 bit ciascuno, in base16 i valori oscillano da 0000 a FFFF (ad esempio 2a00:1508:1:f010:abcd:1234:ef56:7890)&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
::https://en.wikipedia.org/wiki/IPv6&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Quando ci si connette ad una rete o si imposta sul proprio PC un IP statico o si chiede al DHCP che ci dia lui un IP.&lt;br /&gt;
:Il [http://it.wikipedia.org/wiki/Dynamic_Host_Configuration_Protocol DHCP] è protocollo che permette di avere assegnati i parametri corretti al momento della connessione, esso provvederà (se correttamente configurato lato server) a fornirci principalmente IP, rotte e DNS.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Il gateway è chi (il modem di casa, il router wireless, un server...) ci permette di raggiungere internet, è l&#039;apparecchio che inoltrerà i nostri pacchetti verso il resto del mondo e da cui passeranno le risposte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Un pacchetto è un blocco di 1 e 0 che viaggia su una linea di comunicazione. Chi vuole inviare dei dati li traduce in uni e zeri, li divide in pacchetti (di solito la dimensione massima di un pacchetto è circa un kilobyte e mezzo) e aggiunge all&#039;inizio del pacchetto (header) delle informazioni come l&#039;IP di destinazione e l&#039;IP del mittente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Una interfaccia di rete rappresenta la componente fisica (di solito, ma non solo) con cui il PC si interfaccia col mondo esterno, ad esempio una interfaccia di rete può essere la porta a cui attacchi il cavo di rete (porta ethernet, su Linux solitamente si chiama eth0) oppure la scheda wireless del portatile (solitamente si chiama wlan0).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Le rotte sono delle indicazioni che istruiscono il computer riguardo a come fare per poter raggiungere un certo computer in base al suo IP. Ad esempio una rotta può essere qualcosa tipo: &amp;quot;per comunicare tutti i pc che hanno un IP che inizia con 12.34. (la destnazione, può riferirsi ad un IP solo o a un grosso gruppo di IP che iniziano tutti nello stesso modo) devi passare tramite il pc che ha IP 11.22.33.44 (il gateway)&amp;quot;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
:Perciò ogni rotta è un&#039;indicazione &amp;quot;stradale&amp;quot; ed è strutturata così:&lt;br /&gt;
 :{| border=1&lt;br /&gt;
    | primo campo&lt;br /&gt;
    | destinazione (default = 0.0.0.0/0 ovvero tutto)&lt;br /&gt;
    | es. 192.168.1.0/24&lt;br /&gt;
    |-&lt;br /&gt;
    | secondo campo&lt;br /&gt;
    | gateway ovvero colui che ti permette di raggiungere la destinazione&lt;br /&gt;
    | es. via 192.168.1.1&lt;br /&gt;
    |-&lt;br /&gt;
    | campo dev&lt;br /&gt;
    | indica l&#039;interfaccia di rete (ad es. wireless o cavo o vpn) attraverso la quale si raggiunge la destinazione&lt;br /&gt;
    | es. dev wlan0&lt;br /&gt;
    |}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Usando il terminale su Linux vediamo la configurazione delle rotte sul nostro pc per esempio con il commando &amp;quot;ip route show&amp;quot;, ottenendo qualcosa di simile a:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 user@computer $ ip route show&lt;br /&gt;
 default via 10.175.0.101 dev wlan0  proto static &lt;br /&gt;
 10.0.0.0/8 via 172.18.0.1 dev eigennet &lt;br /&gt;
 10.174.0.0/15 dev wlan0  proto kernel  scope link  src 10.174.0.178 &lt;br /&gt;
 172.16.0.0/12 via 172.18.0.1 dev eigennet &lt;br /&gt;
 172.18.0.0/24 dev eigennet  proto kernel  scope link  src 172.18.0.213 &lt;br /&gt;
 192.168.1.0/24 dev wlan0  proto kernel  scope link  src 192.168.1.111 &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*:&amp;quot;10.0.0.0/8 via 172.18.0.1 dev eigennet&amp;quot; vuol dire che tutti i computer con IP 10.X.Y.Z  sono raggiungibili attraverso il gateway avente IPv4 172.18.0.1 e l&#039;interfaccia di rete &amp;quot;eigennet&amp;quot; (in questo caso non si tratta di interfaccia fisica, come quella via cavo o wireless bensì di una interfaccia che comunica con una [[VPN]], argomento molto più avanzato).&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*:&amp;quot;10.174.0.0/15 dev wlan0&amp;quot; vuol dire che tutti i computer con IP 10.17{cifra che può essere 4 o 5}.X.Y sono raggiungibili direttamente (cioè senza dover passare da un gateway) attraverso l&#039;interfaccia wireless chiamata &amp;quot;wlan0&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*I DNS (Domain Name Server) sono dei server che conoscono le associazioni &amp;quot;nome del sito&amp;quot; &amp;lt;-&amp;gt; &amp;quot;indirizzo IP del server su cui sta il sito&amp;quot;. Il punto è che la comunicazione avviene tra l&#039;IP del PC e l&#039;IP del server, dunque non si può contattare un sito, esempio &amp;quot;eigenlab.org&amp;quot; senza prima conoscerne l&#039;indirizzo IP. Quando noi cerchiamo di contattare un sito scrivendone il nome (come eigenlab.org) il nostro PC farà una domanda ad un DNS (del quale conosciamo già l&#039;IP perchè ce lo ha detto il DHCP server) il quale ci risponderà con l&#039;indirizzo IP associato a quel nome (nel nostro caso ad esempio l&#039;associazione sarà eigenlab.org-&amp;gt;10.175.0.85).&lt;br /&gt;
:Se ti interessa approfondire cos&#039;è un server DNS puoi dare un&#039;occhiata &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
:https://en.wikipedia.org/wiki/Domain_Name_System&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
:Per vedere come funzionano i DNS distribuiti nella rete eigenNet dai un occhiata a&lt;br /&gt;
:https://wiki.eigenlab.org/index.php/ConfigureBackUpAnycastDNS&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Bene innanzitutto vediamo se tutto è ok&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prova ad aprire un terminale  (in Linux ha l&#039;icona di un quadrato nero, spesso sta in:programmi-&amp;gt;accessori-&amp;gt;console/terminale) &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
ed a scrivere: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 ping 10.174.0.100 [invio]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo farà in modo che il tuo computer provi a  parlare con uno dei server interni alla rete, quello che farà sarà mandare tanti piccoli pacchetti con scritto PING ed aspetterà altrettanti PONG in risposta dal server che ha IPv4 10.174.0.100.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se compare qualcosa simile a:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 user@computer $ ping 10.174.0.100&lt;br /&gt;
 PING 10.174.0.100 (10.174.0.100) 56(84) bytes of data.&lt;br /&gt;
 64 bytes from 10.174.0.100: icmp_seq=1 ttl=63 time=247 ms&lt;br /&gt;
 64 bytes from 10.174.0.100: icmp_seq=5 ttl=63 time=70.9 ms&lt;br /&gt;
 64 bytes from 10.174.0.100: icmp_seq=7 ttl=63 time=124 ms&lt;br /&gt;
 64 bytes from 10.174.0.100: icmp_seq=8 ttl=63 time=80.9 ms&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Allora stai comunicando con il server e sei dentro la rete :-)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per interrompere il comando premi “Ctrl+C” (come per fare copia) che nella shell Linux termina un programma&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 --- 10.174.0.100 ping statistics ---&lt;br /&gt;
 8 packets transmitted, 4 received, 50% packet loss, time 7029ms&lt;br /&gt;
 rtt min/avg/max/mdev = 70.992/130.862/247.472/70.216 ms&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa sezione da qualche informaziona aggiuntiva ovvero quanti PING non hanno ricevuto un PONG, il minor tempo di risposta, quello medio, quello massimo e la deviazione standard dei tempi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altrimenti se il risultato è &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 user@computer $ ping 10.174.0.100&lt;br /&gt;
 PING 10.174.0.100 (10.174.0.100) 56(84) bytes of data.&lt;br /&gt;
 ^C (ovvero Ctrl+C per interrompere)&lt;br /&gt;
 --- 10.174.0.100 ping statistics ---&lt;br /&gt;
 *70 packets transmitted, 0 received, 100% packet loss, time 69058ms*&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vuol dire che non sei collegato alla rete, dobbiamo iniziare a fare un po&#039; di indagini. Intanto capiamo come è configurato il tuo computer.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Trubleshooting ==&lt;br /&gt;
Cominciamo col controllare un elemento per volta fra quelli coinvolti solitamente nei problemi dal lato client.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Controllo Dell&#039;IP===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sempre da un terminale prova a scrivere&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se sei connesso in wireless &lt;br /&gt;
 ip address show dev wlan0 (o il nome dell&#039;interfaccia wireless, ad es. potrebbe essere wlan1, eth1, ath0, ra0) [invio]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se sei connesso via cavo &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 ip address show dev eth0 (o il nome dell&#039;interfaccia via cavo) [invio]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
se il risultato è simile a&lt;br /&gt;
 user@computer $  ip address show dev [nome interfaccia]&lt;br /&gt;
 3: [interfaccia]: : &amp;lt;BROADCAST,MULTICAST,UP,LOWER_UP&amp;gt; mtu 1350 qdisc pfifo_fast state UNKNOWN qlen 500&lt;br /&gt;
     link/ether e6:b9:06:73:14:1a brd ff:ff:ff:ff:ff:ff&lt;br /&gt;
     inet 10.175.0.213/15 brd 10.175.0.255 scope global &lt;br /&gt;
        valid_lft forever preferred_lft forever&lt;br /&gt;
     inet6 2001:1418:1a9:eebb:10:175:0:213/64 scope global &lt;br /&gt;
        valid_lft forever preferred_lft forever&lt;br /&gt;
     inet6 fe80::e4b9:6ff:fe73:141a/64 scope link &lt;br /&gt;
        valid_lft forever preferred_lft forever&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Allora hai un indirizzo ipv4 e ipv6 impostati. Non stupirti se vedi tutti questi indirizzi IP diversi, ne puoi avere quanti vuoi anche sulla stessa interfaccia di rete (anche se normalmente sono pochi).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cosa guardare:&lt;br /&gt;
 &amp;lt;BROADCAST,MULTICAST,UP,LOWER_UP&amp;gt; &lt;br /&gt;
*è lo stato dell&#039;interfaccia le cose importanti sono UP, LOWER_UP che ci dicono che l&#039;interfaccia è attiva (potrebbe essere disattivata via software, via hardware ad esempio col bottoncino della wireless fisicamente presente sul portatile oppure semplicemente potrebbe esserci il cavo di rete staccato o rovinato (nel caso di scritta NO-CARRIER)).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 inet 10.175.0.213/15 brd 10.175.0.255 scope global &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*10.175.0.213 è l&#039;IPv4 dell&#039;interfaccia: la nostra subnet (cioè il nostro gruppo di IP, quelli che il tuo computer, essendo collegato ad eigenNet, può contattare direttamente senza passare da un gateway) inizia con *10.17{5,4}* se hai un IP che comincia in quel modo è uno dei nostri; lo slash in fondo è la dimensione subnet, 15 è corretto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 inet6 2001:1418:1a9:eebb:10:175:0:213/64 scope global &lt;br /&gt;
*questo è l&#039;IPv6 dell&#039;interfaccia: la nostra subnet inizia con *2001:1418:1a9:eebb* se hai un IP che comincia in quel modo è uno dei nostri, come prima lo slash in fondo indica la subnet, 64 è corretto. Ignora la riga &amp;quot;inet6 fe80[...]/64 scope link&amp;quot; che riguarda un indirizzo presente anche se non si è davvero connessi. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Nessun IP ====&lt;br /&gt;
Se non hai gli IP impostati possiamo guardare le interfacce, ci viene in aiuto il comando &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 ip link&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 user@computer $ ip link &lt;br /&gt;
 1: lo: &amp;lt;LOOPBACK,UP,LOWER_UP&amp;gt; mtu 65536 qdisc noqueue state UNKNOWN mode DEFAULT &lt;br /&gt;
     link/loopback 00:00:00:00:00:00 brd 00:00:00:00:00:00&lt;br /&gt;
 2: eth0: &amp;lt;NO-CARRIER,BROADCAST,MULTICAST,UP&amp;gt; mtu 1500 qdisc pfifo_fast state DOWN mode DEFAULT qlen 1000&lt;br /&gt;
     link/ether 00:23:8b:0b:b5:39 brd ff:ff:ff:ff:ff:ff&lt;br /&gt;
 3: wlan0: &amp;lt;BROADCAST,MULTICAST,UP,LOWER_UP&amp;gt; mtu 1500 qdisc mq state UP mode DORMANT qlen 1000&lt;br /&gt;
    link/ether 00:23:4d:69:d5:f7 brd ff:ff:ff:ff:ff:ff&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche qui possiamo vedere che ad esempio l&#039;intefaccia eth0 &lt;br /&gt;
  &amp;lt;NO-CARRIER,BROADCAST,MULTICAST,UP&amp;gt; &lt;br /&gt;
Dice NO-CARRIER ovvero non collegato, potrebbe essere il caso di controllare l&#039;attacco del cavo ethernet (cavo staccato o cavo rovinato)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E con state DOWN ci informa  che l&#039;interfaccia eth0 è spenta&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mentre l&#039;interfaccia wlan0 &lt;br /&gt;
 &amp;lt;BROADCAST,MULTICAST,UP,LOWER_UP&amp;gt;&lt;br /&gt;
Dice che è collegata e tutto funziona&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una possibile soluzione nel caso che una delle interfacce avesse come state DOWN è la seguente:&lt;br /&gt;
 sudo ip link set dev &amp;lt;interfaccia&amp;gt; up&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopodichè ricontrollare se l&#039;interfaccia è UP e provare a riconnettersi alla rete per vedere se viene assegnato un IP.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altre cose &#039;&#039;esotiche&#039;&#039; che potrebbero impedire ad una interfaccia di rete di essere UP: il bottoncino della wireless sul portatile è su off, è necessario sbloccare l&#039;interfaccia wireless via software con &lt;br /&gt;
 rfkill unblock all&lt;br /&gt;
oppure raramente può esser necessario ricaricate i driver della scheda di rete, trovate il nome del driver con&lt;br /&gt;
 lspci -k&lt;br /&gt;
sotto &amp;quot;Network controller&amp;quot; o &amp;quot;Ethernet controller&amp;quot;, dopo &amp;quot;Kernel driver in use:&amp;quot;, lo rimuovete e ricaricate con&lt;br /&gt;
 sudo rmmod &amp;lt;nome del driver&amp;gt;; sudo modprobe &amp;lt;nome del driver&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel caso l&#039;interfaccia indicasse UP per un certo tempo ma non si ricevesse un IP dal server DHCP è possibile capire cosa stia succedendo:&lt;br /&gt;
*Se usate NetworkManager controllate se siete associati all&#039;Access Point (AP) di eigennet con&lt;br /&gt;
 nm-tool&lt;br /&gt;
*Altrimenti provate con&lt;br /&gt;
 iwconfig&lt;br /&gt;
* O ancora &lt;br /&gt;
 iw dev &amp;lt;interfaccia&amp;gt; link&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Che vi daranno informazioni sulla connessione wireless, sopratutto i primi campi. Se risultate associati all&#039;access point (cioè c&#039;è scritto il nome della rete, ad esempio &amp;quot;eigenNet&amp;quot;) allora provate a dare&lt;br /&gt;
 sudo dhcpcd wlan0 &lt;br /&gt;
oppure, se lamenta che dhcpcd non esiste&lt;br /&gt;
 sudo dhclient -v wlan0&lt;br /&gt;
Che cercherà nuovamente di ottenere i parametri (IP, rotte, DNS...) chiedendo se nella rete sono presenti dei server DHCP. In base all&#039;output (il testo che esce dai comandi sopra riportati) capirete se ci sono altri problemi e potrete contattarci per segnalarlo ed aiutarci.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Controllo Delle Rotte ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A questo punto controlliamo le rotte. Le possiamo controllare usando il comando &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 ip route show&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ottenendo qualcosa di simile a&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 user@computer $ ip route show&lt;br /&gt;
 default via 10.175.0.101 dev wlan0  proto static &lt;br /&gt;
 10.0.0.0/8 via 172.18.0.1 dev eigennet &lt;br /&gt;
 10.174.0.0/15 dev wlan0  proto kernel  scope link  src 10.174.0.178 &lt;br /&gt;
 172.16.0.0/12 via 172.18.0.1 dev eigennet &lt;br /&gt;
 172.18.0.0/24 dev eigennet  proto kernel  scope link  src 172.18.0.213 &lt;br /&gt;
 192.168.1.0/24 dev wlan0  proto kernel  scope link  src 192.168.1.111 &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Nessuna rotta ====&lt;br /&gt;
Per navigare dentro eigennet non serve una rotta global (0.0.0.0/0) perchè è una rete locale e, una volta connessi, si può raggiungere ogni risorsa dall&#039;interno. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se quindi il comando vi restituisce qualcosa di simile a &lt;br /&gt;
 user@computer $ ip route show&lt;br /&gt;
 10.174.0.0/15 dev wlan0  proto kernel  scope link  src 10.174.0.178 &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vuol dire che avete la possibilità di raggiungere tutte le risorse interne ma che non potete raggiungere internet. Questo può essere a causa di qualche problema con i gateway o un problema nel raggiungerli. Se conoscete l&#039;IP della macchina che dovrebbe farvi da gateway per il mondo provate a pingarla (ovvero fare un ping al suo indirizzo) per vedere se la raggiungete. Nel caso non riusciste fatecelo sapere, qualcosa sta succedendo sulla rete.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Rotta presente ma comunque non raggiungo internet ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel caso ci sia una rotta definita anche per default ma non foste comunque in grado di connettervi potete aiutarci nel risolvere il problema digitando in un terminale il comando&lt;br /&gt;
 traceroute wikipedia.org&lt;br /&gt;
o &lt;br /&gt;
 tracepath wikipedia.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
questo dovrebbe dare un risultato similie a &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 user@computer $ tracepath wikipedia.org&lt;br /&gt;
 1:  etherpad.eigenlab.org                           0.090ms pmtu 1500&lt;br /&gt;
 1:  10.175.0.101                                       0.811ms &lt;br /&gt;
 1:  10.175.0.101                                       0.496ms &lt;br /&gt;
 2:  131.114.186.1                                     0.946ms &lt;br /&gt;
 3:  fib-ser.unipi.it                                      0.945ms asymm  4 &lt;br /&gt;
 4:  ru-unipi-rx1-pi1.pi1.garr.net                   0.970ms &lt;br /&gt;
 5:  rx1-pi1-rx1-rm2.rm2.garr.net                 9.030ms &lt;br /&gt;
 6:  r-rm2-rx1-rm2.rm2.garr.net                   5.639ms asymm  7 &lt;br /&gt;
 7:  no reply                                              alcuni server nascondono il loro nome&lt;br /&gt;
 8:  no reply                                              &lt;br /&gt;
 9:  tiscali.mil01.atlas.cogentco.com           18.962ms asymm 10 &lt;br /&gt;
 10:  xe-9-2-0.was10.ip4.tinet.net                 113.285ms asymm 15 &lt;br /&gt;
 11:  no reply&lt;br /&gt;
 12:  no reply&lt;br /&gt;
 13:  no reply&lt;br /&gt;
 14:  no reply&lt;br /&gt;
 15:  no reply&lt;br /&gt;
 16: 208.80.152.201                                              152.453ms reached&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo comando restituisce il percorso che hanno fatto i nostri pacchetti per raggiungere la destinazione, nel caso non riusciste a vedere un &amp;quot;&amp;quot;reached&amp;quot;&amp;quot; in fondo all&#039;output del comando segnalatecelo includendo anche l&#039;ultimo ip che vedete.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per servizi interni alla rete, per come essa è strutturata, questo comando non funziona&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Controllo dei DNS === &lt;br /&gt;
Se tutto è andato bene ma non riuscite comunque a navigare potrebbe essere un problema di DNS per vedere quali avete impostati controllate il file /etc/resolv.conf&lt;br /&gt;
 cat /etc/resolv.conf&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il risultato dovrebbe essere simile a questo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 user@computer $ cat /etc/resolv.conf &lt;br /&gt;
 nameserver 10.174.0.101&lt;br /&gt;
 nameserver 10.174.0.100&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
queste due righe indicano gli IP dei server DNS, se il file è vuoto lancia questo comando da shell&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 echo -e &amp;quot;nameserver 10.174.0.100\nnameserver 10.174.0.101&amp;quot;&amp;gt;/etc/resolv.conf&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Che sovrascrive in /etc/resolv.conf con le due righe corrette.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un sintomo del fatto che i DNS non funzionino può essere che facendo&lt;br /&gt;
 ping google.it&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
il terminale non reagisce (come succedeva all&#039;inizio della pagina ) ma&lt;br /&gt;
 ping 8.8.8.8&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Invece funziona.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per fare manualmente la richiesta dell&#039;IP associato ad un nome&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 dig nomesi.to&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
o se volete chiedere ad un server particolare (ad esempio a 8.8.8.8, un dns di google)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 dig @8.8.8.8 nomesi.to&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dig solitamente è installato di default, se non lo fosse cercate su internet il nome della vostra distribuzione più dig (solitamente sta in qualche programma chiamato dnsutils, bindtools...)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Ma la mia antenna funziona/è accesa? ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per controllare che l&#039;antenna sia accesa si possono sfruttare un paio di cose:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Prima di tutto collegarsi via cavo all&#039;antenna usando il cavo ethernet che arriva in casa o attaccandosi al POE (Power Over Ethernet ovvero lo scatolino nero che alimenta l&#039;antenna usando la porta con scritto LAN, NON POE (perchè altrimenti forse si frigge la scheda di rete)&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
* controllare che sull&#039;interfaccia cablata &#039;&#039;&#039;non&#039;&#039;&#039; compaia NO-CARRIER col comando&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 ip link show dev &amp;lt;interfaccia&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*provare a fare dei ping IPv6 link local ovvero provare a pingare un indirizzo che viene tradotto dal protocollo ipv6 in “ ogni scheda attaccata direttamente all&#039;interfaccia “ questo si può fare digitando il comando&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 ping6 ff02::1%&amp;lt;nome dell&#039;interfaccia di rete cablata ad esempio eth0&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se si riceve risposta bisogna prendere nota dell&#039;IPv6 locale della propria scheda di rete ethernet in modo da poter vedere se l&#039;antenna risponde ai ping. Questo si fa facilemnte con&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 ip -6 address show dev eth0&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
e guardando l&#039;ip che comincia con fe80:: , se ai ping risponde anche un&#039;altro IP l&#039;antenna è accesa e risponde&lt;br /&gt;
=== Entrare nelle antenne ===&lt;br /&gt;
Abbiamo trovato nella sezione precedente l&#039;IP dell&#039;antenna. Per entrarci dobbiamo usare il programma SSH che permette di interagire con l&#039;antenna facendo apparire sul nostro computer il suo terminale, i comandi disponibili quindi saranno quelli installati sull&#039;antenna.&lt;br /&gt;
Il comando da lanciare è:&lt;br /&gt;
 ssh -i &amp;lt;chiaveprivata&amp;gt; root@&amp;lt;ip antenna&amp;gt; [invio]&lt;br /&gt;
A questo punto il sistema chiederà di inserire la password della chiave (nel caso fosse protetta), altrimenti l&#039;antenna ci darà subito il benvenuto con la ricetta di un drink seguito dal prompt.&lt;br /&gt;
 BusyBox v1.19.4 (2012-10-02 10:56:10 CEST) built-in shell (ash)&lt;br /&gt;
 Enter &#039;help&#039; for a list of built-in commands. &lt;br /&gt;
   _______                     ________        __&lt;br /&gt;
  |       |.-----.-----.-----.|  |  |  |.----.|  |_&lt;br /&gt;
  |   -   ||  _  |  -__|     ||  |  |  ||   _||   _|&lt;br /&gt;
  |_______||   __|_____|__|__||________||__|  |____|&lt;br /&gt;
           |__| W I R E L E S S   F R E E D O M&lt;br /&gt;
  -----------------------------------------------------&lt;br /&gt;
  ATTITUDE ADJUSTMENT (Bleeding Edge, r33603)&lt;br /&gt;
  -----------------------------------------------------&lt;br /&gt;
   * 1/4 oz Vodka      Pour all ingredients into mixing&lt;br /&gt;
   * 1/4 oz Gin        tin with ice, strain into glass.&lt;br /&gt;
   * 1/4 oz Amaretto&lt;br /&gt;
   * 1/4 oz Triple sec&lt;br /&gt;
   * 1/4 oz Peach schnapps&lt;br /&gt;
   * 1/4 oz Sour mix&lt;br /&gt;
   * 1 splash Cranberry juice&lt;br /&gt;
  -----------------------------------------------------&lt;br /&gt;
 root@OpenWrt:~#&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Riavviare ===&lt;br /&gt;
Una cosa buona se l&#039;antenna per qualche motivo non si comporta bene è riavviarla, per farlo basta staccare il cavo attaccato allo scatolino nero alla porta con scritto POE oppure togliere la corrente se per caso il montaggio è stato fatto portando la corrente sul tetto, aspettare 12 secondi contando&lt;br /&gt;
* Prealpi Trivenete 1 &lt;br /&gt;
* Alpi Giulie 2&lt;br /&gt;
* Alpi Carniche 3&lt;br /&gt;
* ...&lt;br /&gt;
* Alpi Liguri e Alpi Marittime 12&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se comunque non sei riuscito a risolvere [https://eigenlab.org/index.php/dove-siamo contattaci].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Su eigenNet ci sono diversi servizi, li puoi scoprire qui:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://eigenlab.org/index.php/eigennet/servizi&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Chiromante</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=HowToRete&amp;diff=451</id>
		<title>HowToRete</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=HowToRete&amp;diff=451"/>
		<updated>2014-02-05T23:24:26Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Chiromante: /* Entrare nelle antenne */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Bene, hai un&#039;antenna sul tetto ed ora?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se tutto è andato a buon fine appena collegato alla rete il tuo computer riceverà delle informazioni come IP, rotte, DNS servers, ... vediamo un po&#039; cosa sono, se funziona tutto e se hai accesso alla rete...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questa guida si assume che tu abbia Linux.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se invece sei utente Windows o Mac probabilmente ti &amp;quot;basta che funzioni&amp;quot;, salta direttamente a: [[#Riavviare|Riavviare]], se non funziona passa a [[#Riavviare|Riavviare]]. Se invece fossi interessato a capire ed a smanettare ti invitiamo a creare una nuova guida su questo wiki che tratti anche altri sistemi operativi!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Overview ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando ti connetti ad una rete di computers stai usando un insieme di protocolli ed elementi fisici, le loro interazioni sono schematizzate in uno standard chiamato [http://it.wikipedia.org/wiki/Open_Systems_Interconnection OSI]. Per avere un&#039;idea del funzionamento della rete eigenNet, ma non solo, possiamo partire descrivendo il percorso che faranno i dati dalla sorgente alla destinazione, partiamo dal computer (il tuo) passo passo:&lt;br /&gt;
#Dei dati devono essere spediti dal computer client, per esempio il tuo, ad un server, per esempio uno dei server di wikipedia&lt;br /&gt;
#Il computer richiede ad un server DNS qual è l&#039;IP del server di wikipedia (don&#039;t panic, è tutto spiegato più sotto)&lt;br /&gt;
#Una volta ottenuto l&#039;IP il computer proverà a connettersi al server per ricevere i dati, i testi, le immagini&lt;br /&gt;
#Per fare questo creerà dei piccoli pacchetti di bits che verranno spediti alla scheda di rete (sia questa wireless o via cavo) contenenti la richiesta di questo o quel contenuto presente su wikipedia&lt;br /&gt;
#La scheda di rete si occuperà di trasmettere i pacchetti al passo successivo, nel caso della nostra rete i pacchetti verranno trasmessi fino all&#039;antenna che è sul tuo tetto o sul tetto più vicino e da lì inizierà il percorso fino al gateway più vicino, dal quale raggiungerà il sito richiesto.&lt;br /&gt;
#Per il ritorno basta seguire il percorso inverso ma questa volta non serve il passaggio del DNS visto che i pacchetti contengono già nei loro header gli IP corretti (come una raccomandata a/r).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un po&#039; di spiegazioni dei termini usati:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Un IP è un indirizzo numerico (ad esempio 123.4.56.78) che identifica un PC in una rete, se il PC viene spostato su una rete diversa il suo IP sarà diverso. Ci sono due tipi di IP: quello classico (IPv4) e quello nuovissimo (IPv6).&lt;br /&gt;
**Un IPv4 è un indirizzo formato da 4 campi di 8 bit ciascuno, in decimale i valori oscillano da 0 a 255 (ad esempio 123.4.56.78)&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
::https://en.wikipedia.org/wiki/IPv4&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
:*Un IPv6 è un indirizzo formato da 8 campi di 16 bit ciascuno, in base16 i valori oscillano da 0000 a FFFF (ad esempio 2a00:1508:1:f010:abcd:1234:ef56:7890)&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
::https://en.wikipedia.org/wiki/IPv6&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Quando ci si connette ad una rete o si imposta sul proprio PC un IP statico o si chiede al DHCP che ci dia lui un IP.&lt;br /&gt;
:Il [http://it.wikipedia.org/wiki/Dynamic_Host_Configuration_Protocol DHCP] è protocollo che permette di avere assegnati i parametri corretti al momento della connessione, esso provvederà (se correttamente configurato lato server) a fornirci principalmente IP, rotte e DNS.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Il gateway è chi (il modem di casa, il router wireless, un server...) ci permette di raggiungere internet, è l&#039;apparecchio che inoltrerà i nostri pacchetti verso il resto del mondo e da cui passeranno le risposte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Un pacchetto è un blocco di 1 e 0 che viaggia su una linea di comunicazione. Chi vuole inviare dei dati li traduce in uni e zeri, li divide in pacchetti (di solito la dimensione massima di un pacchetto è circa un kilobyte e mezzo) e aggiunge all&#039;inizio del pacchetto (header) delle informazioni come l&#039;IP di destinazione e l&#039;IP del mittente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Una interfaccia di rete rappresenta la componente fisica (di solito, ma non solo) con cui il PC si interfaccia col mondo esterno, ad esempio una interfaccia di rete può essere la porta a cui attacchi il cavo di rete (porta ethernet, su Linux solitamente si chiama eth0) oppure la scheda wireless del portatile (solitamente si chiama wlan0).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Le rotte sono delle indicazioni che istruiscono il computer riguardo a come fare per poter raggiungere un certo computer in base al suo IP. Ad esempio una rotta può essere qualcosa tipo: &amp;quot;per comunicare tutti i pc che hanno un IP che inizia con 12.34. (la destnazione, può riferirsi ad un IP solo o a un grosso gruppo di IP che iniziano tutti nello stesso modo) devi passare tramite il pc che ha IP 11.22.33.44 (il gateway)&amp;quot;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
:Perciò ogni rotta è un&#039;indicazione &amp;quot;stradale&amp;quot; ed è strutturata così:&lt;br /&gt;
 :{| border=1&lt;br /&gt;
    | primo campo&lt;br /&gt;
    | destinazione (default = 0.0.0.0/0 ovvero tutto)&lt;br /&gt;
    | es. 192.168.1.0/24&lt;br /&gt;
    |-&lt;br /&gt;
    | secondo campo&lt;br /&gt;
    | gateway ovvero colui che ti permette di raggiungere la destinazione&lt;br /&gt;
    | es. via 192.168.1.1&lt;br /&gt;
    |-&lt;br /&gt;
    | campo dev&lt;br /&gt;
    | indica l&#039;interfaccia di rete (ad es. wireless o cavo o vpn) attraverso la quale si raggiunge la destinazione&lt;br /&gt;
    | es. dev wlan0&lt;br /&gt;
    |}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Usando il terminale su Linux vediamo la configurazione delle rotte sul nostro pc per esempio con il commando &amp;quot;ip route show&amp;quot;, ottenendo qualcosa di simile a:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 user@computer $ ip route show&lt;br /&gt;
 default via 10.175.0.101 dev wlan0  proto static &lt;br /&gt;
 10.0.0.0/8 via 172.18.0.1 dev eigennet &lt;br /&gt;
 10.174.0.0/15 dev wlan0  proto kernel  scope link  src 10.174.0.178 &lt;br /&gt;
 172.16.0.0/12 via 172.18.0.1 dev eigennet &lt;br /&gt;
 172.18.0.0/24 dev eigennet  proto kernel  scope link  src 172.18.0.213 &lt;br /&gt;
 192.168.1.0/24 dev wlan0  proto kernel  scope link  src 192.168.1.111 &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*:&amp;quot;10.0.0.0/8 via 172.18.0.1 dev eigennet&amp;quot; vuol dire che tutti i computer con IP 10.X.Y.Z  sono raggiungibili attraverso il gateway avente IPv4 172.18.0.1 e l&#039;interfaccia di rete &amp;quot;eigennet&amp;quot; (in questo caso non si tratta di interfaccia fisica, come quella via cavo o wireless bensì di una interfaccia che comunica con una [[VPN]], argomento molto più avanzato).&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*:&amp;quot;10.174.0.0/15 dev wlan0&amp;quot; vuol dire che tutti i computer con IP 10.17{cifra che può essere 4 o 5}.X.Y sono raggiungibili direttamente (cioè senza dover passare da un gateway) attraverso l&#039;interfaccia wireless chiamata &amp;quot;wlan0&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*I DNS (Domain Name Server) sono dei server che conoscono le associazioni &amp;quot;nome del sito&amp;quot; &amp;lt;-&amp;gt; &amp;quot;indirizzo IP del server su cui sta il sito&amp;quot;. Il punto è che la comunicazione avviene tra l&#039;IP del PC e l&#039;IP del server, dunque non si può contattare un sito, esempio &amp;quot;eigenlab.org&amp;quot; senza prima conoscerne l&#039;indirizzo IP. Quando noi cerchiamo di contattare un sito scrivendone il nome (come eigenlab.org) il nostro PC farà una domanda ad un DNS (del quale conosciamo già l&#039;IP perchè ce lo ha detto il DHCP server) il quale ci risponderà con l&#039;indirizzo IP associato a quel nome (nel nostro caso ad esempio l&#039;associazione sarà eigenlab.org-&amp;gt;10.175.0.85).&lt;br /&gt;
:Se ti interessa approfondire cos&#039;è un server DNS puoi dare un&#039;occhiata &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
:https://en.wikipedia.org/wiki/Domain_Name_System&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
:Per vedere come funzionano i DNS distribuiti nella rete eigenNet dai un occhiata a&lt;br /&gt;
:https://wiki.eigenlab.org/index.php/ConfigureBackUpAnycastDNS&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Bene innanzitutto vediamo se tutto è ok&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prova ad aprire un terminale  (in Linux ha l&#039;icona di un quadrato nero, spesso sta in:programmi-&amp;gt;accessori-&amp;gt;console/terminale) &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
ed a scrivere: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 ping 10.174.0.100 [invio]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo farà in modo che il tuo computer provi a  parlare con uno dei server interni alla rete, quello che farà sarà mandare tanti piccoli pacchetti con scritto PING ed aspetterà altrettanti PONG in risposta dal server che ha IPv4 10.174.0.100.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se compare qualcosa simile a:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 user@computer $ ping 10.174.0.100&lt;br /&gt;
 PING 10.174.0.100 (10.174.0.100) 56(84) bytes of data.&lt;br /&gt;
 64 bytes from 10.174.0.100: icmp_seq=1 ttl=63 time=247 ms&lt;br /&gt;
 64 bytes from 10.174.0.100: icmp_seq=5 ttl=63 time=70.9 ms&lt;br /&gt;
 64 bytes from 10.174.0.100: icmp_seq=7 ttl=63 time=124 ms&lt;br /&gt;
 64 bytes from 10.174.0.100: icmp_seq=8 ttl=63 time=80.9 ms&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Allora stai comunicando con il server e sei dentro la rete :-)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per interrompere il comando premi “Ctrl+C” (come per fare copia) che nella shell Linux termina un programma&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 --- 10.174.0.100 ping statistics ---&lt;br /&gt;
 8 packets transmitted, 4 received, 50% packet loss, time 7029ms&lt;br /&gt;
 rtt min/avg/max/mdev = 70.992/130.862/247.472/70.216 ms&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa sezione da qualche informaziona aggiuntiva ovvero quanti PING non hanno ricevuto un PONG, il minor tempo di risposta, quello medio, quello massimo e la deviazione standard dei tempi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altrimenti se il risultato è &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 user@computer $ ping 10.174.0.100&lt;br /&gt;
 PING 10.174.0.100 (10.174.0.100) 56(84) bytes of data.&lt;br /&gt;
 ^C (ovvero Ctrl+C per interrompere)&lt;br /&gt;
 --- 10.174.0.100 ping statistics ---&lt;br /&gt;
 *70 packets transmitted, 0 received, 100% packet loss, time 69058ms*&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vuol dire che non sei collegato alla rete, dobbiamo iniziare a fare un po&#039; di indagini. Intanto capiamo come è configurato il tuo computer.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Trubleshooting ==&lt;br /&gt;
Cominciamo col controllare un elemento per volta fra quelli coinvolti solitamente nei problemi dal lato client.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Controllo Dell&#039;IP===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sempre da un terminale prova a scrivere&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se sei connesso in wireless &lt;br /&gt;
 ip address show dev wlan0 (o il nome dell&#039;interfaccia wireless, ad es. potrebbe essere wlan1, eth1, ath0, ra0) [invio]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se sei connesso via cavo &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 ip address show dev eth0 (o il nome dell&#039;interfaccia via cavo) [invio]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
se il risultato è simile a&lt;br /&gt;
 user@computer $  ip address show dev [nome interfaccia]&lt;br /&gt;
 3: [interfaccia]: : &amp;lt;BROADCAST,MULTICAST,UP,LOWER_UP&amp;gt; mtu 1350 qdisc pfifo_fast state UNKNOWN qlen 500&lt;br /&gt;
     link/ether e6:b9:06:73:14:1a brd ff:ff:ff:ff:ff:ff&lt;br /&gt;
     inet 10.175.0.213/15 brd 10.175.0.255 scope global &lt;br /&gt;
        valid_lft forever preferred_lft forever&lt;br /&gt;
     inet6 2001:1418:1a9:eebb:10:175:0:213/64 scope global &lt;br /&gt;
        valid_lft forever preferred_lft forever&lt;br /&gt;
     inet6 fe80::e4b9:6ff:fe73:141a/64 scope link &lt;br /&gt;
        valid_lft forever preferred_lft forever&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Allora hai un indirizzo ipv4 e ipv6 impostati. Non stupirti se vedi tutti questi indirizzi IP diversi, ne puoi avere quanti vuoi anche sulla stessa interfaccia di rete (anche se normalmente sono pochi).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cosa guardare:&lt;br /&gt;
 &amp;lt;BROADCAST,MULTICAST,UP,LOWER_UP&amp;gt; &lt;br /&gt;
*è lo stato dell&#039;interfaccia le cose importanti sono UP, LOWER_UP che ci dicono che l&#039;interfaccia è attiva (potrebbe essere disattivata via software, via hardware ad esempio col bottoncino della wireless fisicamente presente sul portatile oppure semplicemente potrebbe esserci il cavo di rete staccato o rovinato (nel caso di scritta NO-CARRIER)).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 inet 10.175.0.213/15 brd 10.175.0.255 scope global &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*10.175.0.213 è l&#039;IPv4 dell&#039;interfaccia: la nostra subnet (cioè il nostro gruppo di IP, quelli che il tuo computer, essendo collegato ad eigenNet, può contattare direttamente senza passare da un gateway) inizia con *10.17{5,4}* se hai un IP che comincia in quel modo è uno dei nostri; lo slash in fondo è la dimensione subnet, 15 è corretto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 inet6 2001:1418:1a9:eebb:10:175:0:213/64 scope global &lt;br /&gt;
*questo è l&#039;IPv6 dell&#039;interfaccia: la nostra subnet inizia con *2001:1418:1a9:eebb* se hai un IP che comincia in quel modo è uno dei nostri, come prima lo slash in fondo indica la subnet, 64 è corretto. Ignora la riga &amp;quot;inet6 fe80[...]/64 scope link&amp;quot; che riguarda un indirizzo presente anche se non si è davvero connessi. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Nessun IP ====&lt;br /&gt;
Se non hai gli IP impostati possiamo guardare le interfacce, ci viene in aiuto il comando &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 ip link&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 user@computer $ ip link &lt;br /&gt;
 1: lo: &amp;lt;LOOPBACK,UP,LOWER_UP&amp;gt; mtu 65536 qdisc noqueue state UNKNOWN mode DEFAULT &lt;br /&gt;
     link/loopback 00:00:00:00:00:00 brd 00:00:00:00:00:00&lt;br /&gt;
 2: eth0: &amp;lt;NO-CARRIER,BROADCAST,MULTICAST,UP&amp;gt; mtu 1500 qdisc pfifo_fast state DOWN mode DEFAULT qlen 1000&lt;br /&gt;
     link/ether 00:23:8b:0b:b5:39 brd ff:ff:ff:ff:ff:ff&lt;br /&gt;
 3: wlan0: &amp;lt;BROADCAST,MULTICAST,UP,LOWER_UP&amp;gt; mtu 1500 qdisc mq state UP mode DORMANT qlen 1000&lt;br /&gt;
    link/ether 00:23:4d:69:d5:f7 brd ff:ff:ff:ff:ff:ff&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche qui possiamo vedere che ad esempio l&#039;intefaccia eth0 &lt;br /&gt;
  &amp;lt;NO-CARRIER,BROADCAST,MULTICAST,UP&amp;gt; &lt;br /&gt;
Dice NO-CARRIER ovvero non collegato, potrebbe essere il caso di controllare l&#039;attacco del cavo ethernet (cavo staccato o cavo rovinato)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E con state DOWN ci informa  che l&#039;interfaccia eth0 è spenta&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mentre l&#039;interfaccia wlan0 &lt;br /&gt;
 &amp;lt;BROADCAST,MULTICAST,UP,LOWER_UP&amp;gt;&lt;br /&gt;
Dice che è collegata e tutto funziona&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una possibile soluzione nel caso che una delle interfacce avesse come state DOWN è la seguente:&lt;br /&gt;
 sudo ip link set dev &amp;lt;interfaccia&amp;gt; up&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopodichè ricontrollare se l&#039;interfaccia è UP e provare a riconnettersi alla rete per vedere se viene assegnato un IP.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altre cose &#039;&#039;esotiche&#039;&#039; che potrebbero impedire ad una interfaccia di rete di essere UP: il bottoncino della wireless sul portatile è su off, è necessario sbloccare l&#039;interfaccia wireless via software con &lt;br /&gt;
 rfkill unblock all&lt;br /&gt;
oppure raramente può esser necessario ricaricate i driver della scheda di rete, trovate il nome del driver con&lt;br /&gt;
 lspci -k&lt;br /&gt;
sotto &amp;quot;Network controller&amp;quot; o &amp;quot;Ethernet controller&amp;quot;, dopo &amp;quot;Kernel driver in use:&amp;quot;, lo rimuovete e ricaricate con&lt;br /&gt;
 sudo rmmod &amp;lt;nome del driver&amp;gt;; sudo modprobe &amp;lt;nome del driver&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel caso l&#039;interfaccia indicasse UP per un certo tempo ma non si ricevesse un IP dal server DHCP è possibile capire cosa stia succedendo:&lt;br /&gt;
*Se usate NetworkManager controllate se siete associati all&#039;Access Point (AP) di eigennet con&lt;br /&gt;
 nm-tool&lt;br /&gt;
*Altrimenti provate con&lt;br /&gt;
 iwconfig&lt;br /&gt;
* O ancora &lt;br /&gt;
 iw dev &amp;lt;interfaccia&amp;gt; link&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Che vi daranno informazioni sulla connessione wireless, sopratutto i primi campi. Se risultate associati all&#039;access point (cioè c&#039;è scritto il nome della rete, ad esempio &amp;quot;eigenNet&amp;quot;) allora provate a dare&lt;br /&gt;
 sudo dhcpcd wlan0 &lt;br /&gt;
oppure, se lamenta che dhcpcd non esiste&lt;br /&gt;
 sudo dhclient -v wlan0&lt;br /&gt;
Che cercherà nuovamente di ottenere i parametri (IP, rotte, DNS...) chiedendo se nella rete sono presenti dei server DHCP. In base all&#039;output (il testo che esce dai comandi sopra riportati) capirete se ci sono altri problemi e potrete contattarci per segnalarlo ed aiutarci.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Controllo Delle Rotte ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A questo punto controlliamo le rotte. Le possiamo controllare usando il comando &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 ip route show&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ottenendo qualcosa di simile a&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 user@computer $ ip route show&lt;br /&gt;
 default via 10.175.0.101 dev wlan0  proto static &lt;br /&gt;
 10.0.0.0/8 via 172.18.0.1 dev eigennet &lt;br /&gt;
 10.174.0.0/15 dev wlan0  proto kernel  scope link  src 10.174.0.178 &lt;br /&gt;
 172.16.0.0/12 via 172.18.0.1 dev eigennet &lt;br /&gt;
 172.18.0.0/24 dev eigennet  proto kernel  scope link  src 172.18.0.213 &lt;br /&gt;
 192.168.1.0/24 dev wlan0  proto kernel  scope link  src 192.168.1.111 &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Nessuna rotta ====&lt;br /&gt;
Per navigare dentro eigennet non serve una rotta global (0.0.0.0/0) perchè è una rete locale e, una volta connessi, si può raggiungere ogni risorsa dall&#039;interno. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se quindi il comando vi restituisce qualcosa di simile a &lt;br /&gt;
 user@computer $ ip route show&lt;br /&gt;
 10.174.0.0/15 dev wlan0  proto kernel  scope link  src 10.174.0.178 &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vuol dire che avete la possibilità di raggiungere tutte le risorse interne ma che non potete raggiungere internet. Questo può essere a causa di qualche problema con i gateway o un problema nel raggiungerli. Se conoscete l&#039;IP della macchina che dovrebbe farvi da gateway per il mondo provate a pingarla (ovvero fare un ping al suo indirizzo) per vedere se la raggiungete. Nel caso non riusciste fatecelo sapere, qualcosa sta succedendo sulla rete.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Rotta presente ma comunque non raggiungo internet ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel caso ci sia una rotta definita anche per default ma non foste comunque in grado di connettervi potete aiutarci nel risolvere il problema digitando in un terminale il comando&lt;br /&gt;
 traceroute wikipedia.org&lt;br /&gt;
o &lt;br /&gt;
 tracepath wikipedia.org&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
questo dovrebbe dare un risultato similie a &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 user@computer $ tracepath wikipedia.org&lt;br /&gt;
 1:  etherpad.eigenlab.org                           0.090ms pmtu 1500&lt;br /&gt;
 1:  10.175.0.101                                       0.811ms &lt;br /&gt;
 1:  10.175.0.101                                       0.496ms &lt;br /&gt;
 2:  131.114.186.1                                     0.946ms &lt;br /&gt;
 3:  fib-ser.unipi.it                                      0.945ms asymm  4 &lt;br /&gt;
 4:  ru-unipi-rx1-pi1.pi1.garr.net                   0.970ms &lt;br /&gt;
 5:  rx1-pi1-rx1-rm2.rm2.garr.net                 9.030ms &lt;br /&gt;
 6:  r-rm2-rx1-rm2.rm2.garr.net                   5.639ms asymm  7 &lt;br /&gt;
 7:  no reply                                              alcuni server nascondono il loro nome&lt;br /&gt;
 8:  no reply                                              &lt;br /&gt;
 9:  tiscali.mil01.atlas.cogentco.com           18.962ms asymm 10 &lt;br /&gt;
 10:  xe-9-2-0.was10.ip4.tinet.net                 113.285ms asymm 15 &lt;br /&gt;
 11:  no reply&lt;br /&gt;
 12:  no reply&lt;br /&gt;
 13:  no reply&lt;br /&gt;
 14:  no reply&lt;br /&gt;
 15:  no reply&lt;br /&gt;
 16: 208.80.152.201                                              152.453ms reached&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo comando restituisce il percorso che hanno fatto i nostri pacchetti per raggiungere la destinazione, nel caso non riusciste a vedere un &amp;quot;&amp;quot;reached&amp;quot;&amp;quot; in fondo all&#039;output del comando segnalatecelo includendo anche l&#039;ultimo ip che vedete.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per servizi interni alla rete, per come essa è strutturata, questo comando non funziona&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Controllo dei DNS === &lt;br /&gt;
Se tutto è andato bene ma non riuscite comunque a navigare potrebbe essere un problema di DNS per vedere quali avete impostati controllate il file /etc/resolv.conf&lt;br /&gt;
 cat /etc/resolv.conf&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il risultato dovrebbe essere simile a questo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 user@computer $ cat /etc/resolv.conf &lt;br /&gt;
 nameserver 10.174.0.101&lt;br /&gt;
 nameserver 10.174.0.100&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
queste due righe indicano gli IP dei server DNS, se il file è vuoto lancia questo comando da shell&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 echo -e &amp;quot;nameserver 10.174.0.100\nnameserver 10.174.0.101&amp;quot;&amp;gt;/etc/resolv.conf&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Che sovrascrive in /etc/resolv.conf con le due righe corrette.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un sintomo del fatto che i DNS non funzionino può essere che facendo&lt;br /&gt;
 ping google.it&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
il terminale non reagisce (come succedeva all&#039;inizio della pagina ) ma&lt;br /&gt;
 ping 8.8.8.8&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Invece funziona.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per fare manualmente la richiesta dell&#039;IP associato ad un nome&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 dig nomesi.to&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
o se volete chiedere ad un server particolare (ad esempio a 8.8.8.8, un dns di google)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 dig @8.8.8.8 nomesi.to&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dig solitamente è installato di default, se non lo fosse cercate su internet il nome della vostra distribuzione più dig (solitamente sta in qualche programma chiamato dnsutils, bindtools...)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Entrare nelle antenne ===&lt;br /&gt;
Abbiamo trovato nella sezione precedente l&#039;IP dell&#039;antenna. Per entrarci dobbiamo usare il programma SSH che permette di interagire con l&#039;antenna facendo apparire sul nostro computer il suo terminale, i comandi disponibili quindi saranno quelli installati sull&#039;antenna.&lt;br /&gt;
Il comando da lanciare è:&lt;br /&gt;
 ssh -i &amp;lt;chiaveprivata&amp;gt; root@&amp;lt;ip antenna&amp;gt; [invio]&lt;br /&gt;
A questo punto il sistema chiederà di inserire la password della chiave (nel caso fosse protetta), altrimenti l&#039;antenna ci darà subito il benvenuto con la ricetta di un drink seguito dal prompt.&lt;br /&gt;
 BusyBox v1.19.4 (2012-10-02 10:56:10 CEST) built-in shell (ash)&lt;br /&gt;
 Enter &#039;help&#039; for a list of built-in commands. &lt;br /&gt;
   _______                     ________        __&lt;br /&gt;
  |       |.-----.-----.-----.|  |  |  |.----.|  |_&lt;br /&gt;
  |   -   ||  _  |  -__|     ||  |  |  ||   _||   _|&lt;br /&gt;
  |_______||   __|_____|__|__||________||__|  |____|&lt;br /&gt;
           |__| W I R E L E S S   F R E E D O M&lt;br /&gt;
  -----------------------------------------------------&lt;br /&gt;
  ATTITUDE ADJUSTMENT (Bleeding Edge, r33603)&lt;br /&gt;
  -----------------------------------------------------&lt;br /&gt;
   * 1/4 oz Vodka      Pour all ingredients into mixing&lt;br /&gt;
   * 1/4 oz Gin        tin with ice, strain into glass.&lt;br /&gt;
   * 1/4 oz Amaretto&lt;br /&gt;
   * 1/4 oz Triple sec&lt;br /&gt;
   * 1/4 oz Peach schnapps&lt;br /&gt;
   * 1/4 oz Sour mix&lt;br /&gt;
   * 1 splash Cranberry juice&lt;br /&gt;
  -----------------------------------------------------&lt;br /&gt;
 root@OpenWrt:~#&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Ma la mia antenna funziona/è accesa? ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per controllare che l&#039;antenna sia accesa si possono sfruttare un paio di cose:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Prima di tutto collegarsi via cavo all&#039;antenna usando il cavo ethernet che arriva in casa o attaccandosi al POE (Power Over Ethernet ovvero lo scatolino nero che alimenta l&#039;antenna usando la porta con scritto LAN, NON POE (perchè altrimenti forse si frigge la scheda di rete)&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
* controllare che sull&#039;interfaccia cablata &#039;&#039;&#039;non&#039;&#039;&#039; compaia NO-CARRIER col comando&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 ip link show dev &amp;lt;interfaccia&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*provare a fare dei ping IPv6 link local ovvero provare a pingare un indirizzo che viene tradotto dal protocollo ipv6 in “ ogni scheda attaccata direttamente all&#039;interfaccia “ questo si può fare digitando il comando&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 ping6 ff02::1%&amp;lt;nome dell&#039;interfaccia di rete cablata ad esempio eth0&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se si riceve risposta bisogna prendere nota dell&#039;IPv6 locale della propria scheda di rete ethernet in modo da poter vedere se l&#039;antenna risponde ai ping. Questo si fa facilemnte con&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 ip -6 address show dev eth0&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
e guardando l&#039;ip che comincia con fe80:: , se ai ping risponde anche un&#039;altro IP l&#039;antenna è accesa e risponde&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Riavviare ===&lt;br /&gt;
Una cosa buona se l&#039;antenna per qualche motivo non si comporta bene è riavviarla, per farlo basta staccare il cavo attaccato allo scatolino nero alla porta con scritto POE oppure togliere la corrente se per caso il montaggio è stato fatto portando la corrente sul tetto, aspettare 12 secondi contando&lt;br /&gt;
* Prealpi Trivenete 1 &lt;br /&gt;
* Alpi Giulie 2&lt;br /&gt;
* Alpi Carniche 3&lt;br /&gt;
* ...&lt;br /&gt;
* Alpi Liguri e Alpi Marittime 12&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se comunque non sei riuscito a risolvere [https://eigenlab.org/index.php/dove-siamo contattaci].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Su eigenNet ci sono diversi servizi, li puoi scoprire qui:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://eigenlab.org/index.php/eigennet/servizi&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Chiromante</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=Samsung_CLP-325/365&amp;diff=437</id>
		<title>Samsung CLP-325/365</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=Samsung_CLP-325/365&amp;diff=437"/>
		<updated>2013-12-27T16:22:34Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Chiromante: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[File:IMAG0464.small.jpg|thumb|right|Samsung CLP-325]]&lt;br /&gt;
== Utilizzo su Linux ==&lt;br /&gt;
Contrariamente ad altre stampanti laser Samsung, non bisogna utilizzare il driver SpliX: la stampante viene effettivamente riconosciuta da CUPS, ma produce solo errori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il driver corretto da utilizzare è &#039;&#039;&#039;foo2qpdl&#039;&#039;&#039;, a seconda della distribuzione il nome del pacchetto può cambiare, su Arch Linux per esempio il pacchetto si chiama &amp;lt;code&amp;gt;foo2zjs&amp;lt;/code&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per ulteriori informazioni sul driver e sul suo utilizzo linux: http://foo2qpdl.rkkda.com/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Manutenzione del tamburo OPC ==&lt;br /&gt;
=== Estrazione del tamburo ===&lt;br /&gt;
Per estrarre il tamburo bisogna procedere nel seguente modo: [[File:IMAG0467.small.jpg|thumb|right]]&lt;br /&gt;
# Aprire lo sportello frontale&lt;br /&gt;
# Togliere tutti i toner tirando le levette ai lati [appoggiare i toner su della carta perché alle volte perdono della polvere di inchiostro]&lt;br /&gt;
# Rimuovere il sostegno toner laterale a sinistra&lt;br /&gt;
# Estrarre il tamburo agendo sulla maniglia incavata&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Esporre il tamburo alla luce il meno possibile&#039;&#039;&#039;: il materiale di cui è composto è fotosensibile e si degrada facilmente con la luce.&lt;br /&gt;
=== Manutenzione del tamburo ===&lt;br /&gt;
Anche se c&#039;è dell&#039;inchiostro residuo sulla superficie non c&#039;è da preoccuparsi perché viene pulito automaticamente durante la stampa, se proprio dovesse darvi fastidio potete pulire &#039;&#039;&#039;a secco&#039;&#039;&#039; con della carta. Questa operazione è potenzialmente dannosa per il drum ed in generale non è consigliata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si può capire lo stato del tamburo oservando una stampa di prova: se il tamburo sta esaurendo la sua vita le stampe appariranno generalmente sbiadite, se invece è sporco o danneggiato appariranno righe scure sulla pagina.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Reset del contatore stampe del drum ==&lt;br /&gt;
Il drum ha sul lato destro un blocchetto di plastica estraibile con due contatti metallici. All&#039;interno di quel blocchetto c&#039;è un semplice circuito composto dal parallelo di una resistenza da 100kΩ e da un &#039;&#039;&#039;fuse-resistor&#039;&#039;&#039; da 56Ω (entrambe da 0.25W).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
            100kΩ&lt;br /&gt;
     +----\/\/\/\/\/-----+&lt;br /&gt;
 ----|                   |----&lt;br /&gt;
     +----/\/\/\/\/\-----+&lt;br /&gt;
             56Ω&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La stampante ad ogni accensione misura la resistenza ai capi del circuito:&lt;br /&gt;
* Se è alta (~100KΩ) allora il drum non è nuovo, e tutto procede regolarmente.&lt;br /&gt;
* Se è bassa (~56Ω) allora il drum è nuovo&lt;br /&gt;
** Il contatore delle pagine viene azzerato&lt;br /&gt;
** Il fuse-resistor viene fatto bruciare aumentando la corrente oltre il suo valore di rottura&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Procedura passo-passo per il reset &#039;&#039;&#039;con resistenze normali&#039;&#039;&#039; (non conoscendo il valore di corrente oltre la quale salta il fusibile): &lt;br /&gt;
# Smontare il drum ed estrarre la parte con il circuito, facendo leva con un cacciavite dall&#039;interno &lt;br /&gt;
# Identificare le due resistenze con il codice colore (nel dubbio possono essere cambiate entrambe)&lt;br /&gt;
#* Verde, Blu, Nero, Oro =&amp;gt; 56Ω&lt;br /&gt;
#* Marrone, Nero, Giallo, Oro =&amp;gt; 100kΩ&lt;br /&gt;
# Sostituire la vecchia resistenza da 56Ω con quella nuova&lt;br /&gt;
# Rimontare il drum e accendere la stampante. A questo punto la resistenza da 56Ω, non essendo un fusibile, inizierà a scaldarsi. Attendere che la stampante sia operativa con LED verde fisso, dopodiché spegnere immediatamente.&lt;br /&gt;
# Rimuovere nuovamente il circuito dal drum e togliere la resistenza da 56Ω facendo attenzione perché sarà calda.&lt;br /&gt;
# Rimontare il drum con solo la resistenza da 100kΩ&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[file:IMAG0469.small.jpg|thumb | Visione laterale del drum]]&lt;br /&gt;
[[file:IMAG0471.small.jpg|thumb| Circuito di riconoscimento del drum]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Chiromante</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=Samsung_CLP-325/365&amp;diff=436</id>
		<title>Samsung CLP-325/365</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=Samsung_CLP-325/365&amp;diff=436"/>
		<updated>2013-12-27T16:21:51Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Chiromante: Aggiunte alcune immagini&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[File:IMAG0464.small.jpg|thumb|right|Samsung CLP-325]]&lt;br /&gt;
== Utilizzo su Linux ==&lt;br /&gt;
Contrariamente ad altre stampanti laser Samsung, non bisogna utilizzare il driver SpliX: la stampante viene effettivamente riconosciuta da CUPS, ma produce solo errori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il driver corretto da utilizzare è &#039;&#039;&#039;foo2qpdl&#039;&#039;&#039;, a seconda della distribuzione il nome del pacchetto può cambiare, su Arch Linux per esempio il pacchetto si chiama &amp;lt;code&amp;gt;foo2zjs&amp;lt;/code&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per ulteriori informazioni sul driver e sul suo utilizzo linux: http://foo2qpdl.rkkda.com/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Manutenzione del tamburo OPC ==&lt;br /&gt;
=== Estrazione del tamburo ===&lt;br /&gt;
Per estrarre il tamburo bisogna procedere nel seguente modo: [[File:IMAG0467.small.jpg|thumb|right]]&lt;br /&gt;
# Aprire lo sportello frontale&lt;br /&gt;
# Togliere tutti i toner tirando le levette ai lati [appoggiare i toner su della carta perché alle volte perdono della polvere di inchiostro]&lt;br /&gt;
# Rimuovere il sostegno toner laterale a sinistra&lt;br /&gt;
# Estrarre il tamburo agendo sulla maniglia incavata&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Esporre il tamburo alla luce il meno possibile&#039;&#039;&#039;: il materiale di cui è composto è fotosensibile e si degrada facilmente con la luce.&lt;br /&gt;
=== Manutenzione del tamburo ===&lt;br /&gt;
Anche se c&#039;è dell&#039;inchiostro residuo sulla superficie non c&#039;è da preoccuparsi perché viene pulito automaticamente durante la stampa, se proprio dovesse darvi fastidio potete pulire &#039;&#039;&#039;a secco&#039;&#039;&#039; con della carta. Questa operazione è potenzialmente dannosa per il drum ed in generale non è consigliata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si può capire lo stato del tamburo oservando una stampa di prova: se il tamburo sta esaurendo la sua vita le stampe appariranno generalmente sbiadite, se invece è sporco o danneggiato appariranno righe scure sulla pagina.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Reset del contatore stampe del drum ==&lt;br /&gt;
Il drum ha sul lato destro un blocchetto di plastica estraibile con due contatti metallici. All&#039;interno di quel blocchetto c&#039;è un semplice circuito composto dal parallelo di una resistenza da 100kΩ e da un &#039;&#039;&#039;fuse-resistor&#039;&#039;&#039; da 56Ω (entrambe da 0.25W).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
            100kΩ&lt;br /&gt;
     +----\/\/\/\/\/-----+&lt;br /&gt;
 ----|                   |----&lt;br /&gt;
     +----/\/\/\/\/\-----+&lt;br /&gt;
             56Ω&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La stampante ad ogni accensione misura la resistenza ai capi del circuito:&lt;br /&gt;
* Se è alta (~100KΩ) allora il drum non è nuovo, e tutto procede regolarmente.&lt;br /&gt;
* Se è bassa (~56Ω) allora il drum è nuovo&lt;br /&gt;
** Il contatore delle pagine viene azzerato&lt;br /&gt;
** Il fuse-resistor viene fatto bruciare aumentando la corrente oltre il suo valore di rottura&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Procedura passo-passo per il reset &#039;&#039;&#039;con resistenze normali&#039;&#039;&#039; (non conoscendo il valore di corrente oltre la quale salta il fusibile): &lt;br /&gt;
# Smontare il drum ed estrarre la parte con il circuito, facendo leva con un cacciavite dall&#039;interno &lt;br /&gt;
# Identificare le due resistenze con il codice colore (nel dubbio possono essere cambiate entrambe)&lt;br /&gt;
#* Verde, Blu, Nero, Oro =&amp;gt; 56Ω&lt;br /&gt;
#* Marrone, Nero, Giallo, Oro =&amp;gt; 100kΩ&lt;br /&gt;
# Sostituire la vecchia resistenza da 56Ω con quella nuova&lt;br /&gt;
# Rimontare il drum e accendere la stampante. A questo punto la resistenza da 56Ω, non essendo un fusibile, inizierà a scaldarsi. Attendere che la stampante sia operativa con LED verde fisso, dopodiché spegnere immediatamente.&lt;br /&gt;
# Rimuovere nuovamente il circuito dal drum e togliere la resistenza da 56Ω facendo attenzione perché sarà calda.&lt;br /&gt;
# Rimontare il drum con solo la resistenza da 100kΩ&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[file:IMAG0469.small.jpg|thumb | Visione laterale del drum]][[IMAG0471.small.jpg|thumb| Circuito di riconoscimento del drum]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Chiromante</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=File:IMAG0467.small.jpg&amp;diff=435</id>
		<title>File:IMAG0467.small.jpg</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=File:IMAG0467.small.jpg&amp;diff=435"/>
		<updated>2013-12-27T16:14:19Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Chiromante: Chiromante ha caricato una nuova versione di &amp;amp;quot;File:IMAG0467.small.jpg&amp;amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Drum inserito&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Chiromante</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=File:IMAG0471.small.jpg&amp;diff=434</id>
		<title>File:IMAG0471.small.jpg</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=File:IMAG0471.small.jpg&amp;diff=434"/>
		<updated>2013-12-27T15:28:28Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Chiromante: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Chiromante</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=File:IMAG0469.small.jpg&amp;diff=433</id>
		<title>File:IMAG0469.small.jpg</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=File:IMAG0469.small.jpg&amp;diff=433"/>
		<updated>2013-12-27T15:25:24Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Chiromante: Contatti elettrici sul drum&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Contatti elettrici sul drum&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Chiromante</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=File:IMAG0468.small.jpg&amp;diff=432</id>
		<title>File:IMAG0468.small.jpg</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=File:IMAG0468.small.jpg&amp;diff=432"/>
		<updated>2013-12-27T15:24:33Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Chiromante: Maniglia del drum&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Maniglia del drum&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Chiromante</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=File:IMAG0467.small.jpg&amp;diff=431</id>
		<title>File:IMAG0467.small.jpg</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=File:IMAG0467.small.jpg&amp;diff=431"/>
		<updated>2013-12-27T15:24:19Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Chiromante: Drum inserito&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Drum inserito&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Chiromante</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=File:IMAG0465.small.jpg&amp;diff=426</id>
		<title>File:IMAG0465.small.jpg</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=File:IMAG0465.small.jpg&amp;diff=426"/>
		<updated>2013-12-18T16:07:33Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Chiromante: Riparazione CLP-325&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Riparazione CLP-325&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Chiromante</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=File:IMAG0466.small.jpg&amp;diff=425</id>
		<title>File:IMAG0466.small.jpg</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=File:IMAG0466.small.jpg&amp;diff=425"/>
		<updated>2013-12-18T16:05:57Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Chiromante: Riparazione CLP-325&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Riparazione CLP-325&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Chiromante</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=File:IMAG0464.small.jpg&amp;diff=424</id>
		<title>File:IMAG0464.small.jpg</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=File:IMAG0464.small.jpg&amp;diff=424"/>
		<updated>2013-12-18T16:03:04Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Chiromante: Riparazione CLP-325&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Riparazione CLP-325&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Chiromante</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=File:CLP-325.jpg&amp;diff=423</id>
		<title>File:CLP-325.jpg</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=File:CLP-325.jpg&amp;diff=423"/>
		<updated>2013-12-16T20:37:10Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Chiromante: Immagine frontale della CLP-325&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Immagine frontale della CLP-325&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Chiromante</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=Samsung_CLP-325/365&amp;diff=422</id>
		<title>Samsung CLP-325/365</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=Samsung_CLP-325/365&amp;diff=422"/>
		<updated>2013-12-16T20:29:57Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Chiromante: Prima versione della pagina&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;== Utilizzo su Linux ==&lt;br /&gt;
Contrariamente ad altre stampanti laser Samsung, non bisogna utilizzare il driver SpliX: la stampante viene effettivamente riconosciuta da CUPS, ma produce solo errori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il driver corretto da utilizzare è &#039;&#039;&#039;foo2qpdl&#039;&#039;&#039;, a seconda della distribuzione il nome del pacchetto può cambiare, su Arch Linux per esempio il pacchetto si chiama &amp;lt;code&amp;gt;foo2zjs&amp;lt;/code&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per ulteriori informazioni sul driver e sul suo utilizzo linux: http://foo2qpdl.rkkda.com/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Manutenzione del tamburo OPC ==&lt;br /&gt;
=== Estrazione del tamburo ===&lt;br /&gt;
Per estrarre il tamburo bisogna procedere nel seguente modo:&lt;br /&gt;
# Aprire lo sportello frontale&lt;br /&gt;
# Togliere tutti i toner tirando le levette ai lati [appoggiare i toner su della carta perché alle volte perdono della polvere di inchiostro]&lt;br /&gt;
# Rimuovere il sostegno toner laterale a sinistra&lt;br /&gt;
# Estrarre il tamburo agendo sulla maniglia incavata&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Esporre il tamburo alla luce il meno possibile&#039;&#039;&#039;: il materiale di cui è composto è fotosensibile e si degrada facilmente con la luce.&lt;br /&gt;
=== Manutenzione del tamburo ===&lt;br /&gt;
Anche se c&#039;è dell&#039;inchiostro residuo sulla superficie non c&#039;è da preoccuparsi perché viene pulito automaticamente durante la stampa, se proprio dovesse darvi fastidio potete pulire &#039;&#039;&#039;a secco&#039;&#039;&#039; con della carta. Questa operazione è potenzialmente dannosa per il drum ed in generale non è consigliata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si può capire lo stato del tamburo oservando una stampa di prova: se il tamburo sta esaurendo la sua vita le stampe appariranno generalmente sbiadite, se invece è sporco o danneggiato appariranno righe scure sulla pagina.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Reset del contatore stampe del drum ==&lt;br /&gt;
Il drum ha sul lato destro un blocchetto di plastica estraibile con due contatti metallici. All&#039;interno di quel blocchetto c&#039;è un semplice circuito composto dal parallelo di una resistenza da 100kΩ e da un &#039;&#039;&#039;fuse-resistor&#039;&#039;&#039; da 56Ω (entrambe da 0.25W).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
            100kΩ&lt;br /&gt;
     +----\/\/\/\/\/-----+&lt;br /&gt;
 ----|                   |----&lt;br /&gt;
     +----/\/\/\/\/\-----+&lt;br /&gt;
             56Ω&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La stampante ad ogni accensione misura la resistenza ai capi del circuito:&lt;br /&gt;
* Se è alta (~100KΩ) allora il drum non è nuovo, e tutto procede regolarmente.&lt;br /&gt;
* Se è bassa (~56Ω) allora il drum è nuovo&lt;br /&gt;
** Il contatore delle pagine viene azzerato&lt;br /&gt;
** Il fuse-resistor viene fatto bruciare aumentando la corrente oltre il suo valore di rottura&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Procedura passo-passo per il reset &#039;&#039;&#039;con resistenze normali&#039;&#039;&#039; (non conoscendo il valore di corrente oltre la quale salta il fusibile): &lt;br /&gt;
# Smontare il drum ed estrarre la parte con il circuito, facendo leva con un cacciavite dall&#039;interno&lt;br /&gt;
# Identificare le due resistenze con il codice colore (nel dubbio possono essere cambiate entrambe)&lt;br /&gt;
#* Verde, Blu, Nero, Oro =&amp;gt; 56Ω&lt;br /&gt;
#* Marrone, Nero, Giallo, Oro =&amp;gt; 100kΩ&lt;br /&gt;
# Sostituire la vecchia resistenza da 56Ω con quella nuova&lt;br /&gt;
# Rimontare il drum e accendere la stampante. A questo punto la resistenza da 56Ω, non essendo un fusibile, inizierà a scaldarsi. Attendere che la stampante sia operativa con LED verde fisso, dopodiché spegnere immediatamente.&lt;br /&gt;
# Rimuovere nuovamente il circuito dal drum e togliere la resistenza da 56Ω facendo attenzione perché sarà calda.&lt;br /&gt;
# Rimontare il drum con solo la resistenza da 100kΩ&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Chiromante</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=VPN&amp;diff=374</id>
		<title>VPN</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=VPN&amp;diff=374"/>
		<updated>2013-09-28T13:31:32Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Chiromante: ehm... la chiave è ancora legata al nome eigenserver101&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Se si è solo curiosi di sperimentare i servizi interni alla nostra rete senza ampliarla con una antenna possibile collegarsi tramite una VPN ad uno dei nostri server.  &lt;br /&gt;
Per farlo è necessario usare [http://www.tinc-vpn.org/tinc] ed avere la fiducia del nostro maintainer diretta o tramite qualcuno che garantisca per voi.  &lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
La persona di riferimento per TINC &amp;amp; VPN  è Antonio Iudicello. &lt;br /&gt;
Questa guida è basata (anzi, &#039;&#039;&#039;copiaincollata&#039;&#039;&#039; e modificata) sulla [http://wiki.ninux.org/TincVPNItaliano guida TINC di Ninux] che copre la configurazione su sistemi Linux e Mac. &lt;br /&gt;
= Connettersi alla Rete EigenNet via VPN con TINC = &lt;br /&gt;
A seguire verrà illustrata passo passo la procedura per poter configurare i propri sistemi per la connessione [http://it.wikipedia.org/wiki/Virtual_Private_Network VPN] &lt;br /&gt;
== Guida per i sistemi Linux == &lt;br /&gt;
Aprire il terminale e seguire le procedure qui indicate: &lt;br /&gt;
1) Installare l&#039;ultima versione di [http://tinc-vpn.org/ tinc] &lt;br /&gt;
  sudo apt-get install tinc &lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;__Nota:__&#039;&#039;&#039; Assicurarsi che la versione installata sia almeno la 1.0.13 &lt;br /&gt;
2) Creare la cartella EigenNet per tinc &lt;br /&gt;
  sudo mkdir /etc/tinc/eigennet &lt;br /&gt;
3) Creare il file di configurazione &lt;br /&gt;
  sudo gedit /etc/tinc/eigennet/tinc.conf &lt;br /&gt;
Una volta aperto gedit, inserire il testo a seguire: &lt;br /&gt;
  Name = yournickname &lt;br /&gt;
  ConnectTo = eigenserver101&lt;br /&gt;
  Mode = switch &lt;br /&gt;
è necessario inserire un nickname univoco. &lt;br /&gt;
&#039;&#039;zefiro&#039;&#039; è il nostro Server HUB e &#039;&#039;Mode = switch&#039;&#039; è necessario perchè tinc opererà con una interfaccia [http://it.wikipedia.org/wiki/Network_tap TAP], necessari per eseguire su di esso [https://en.wikipedia.org/wiki/B.A.T.M.A.N. batman-adv]. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
4) Creare la cartella host &lt;br /&gt;
  sudo mkdir /etc/tinc/eigennet/hosts/ &lt;br /&gt;
5) Generare il Keypair &lt;br /&gt;
  sudo tincd -n eigennet -K &lt;br /&gt;
per maggiori approfondimenti, consultare la pagina riguardo alla [http://it.wikipedia.org/wiki/Crittografia_asimmetrica Crittografia Asimmetrica] &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
6) Creare il file &#039;&#039;eigenserver101&#039;&#039; &lt;br /&gt;
  sudo gedit /etc/tinc/eigennet/hosts/eigenserver101&lt;br /&gt;
Questo file deve contenere sia l&#039;indirizzo che la chiave pubblica del Server indicati a seguire: &lt;br /&gt;
  Address = zefiro.eigenlab.org &lt;br /&gt;
  -----BEGIN RSA PUBLIC KEY----- &lt;br /&gt;
  MIIBCgKCAQEA1CogVrQqod0CcdIE0jnlD1lF6NC4s9YxGZx+5Sh5TIY+7yTxAUFK &lt;br /&gt;
  9IFsGHo70eROrrNbrpDERhi3ZSxmZHO1MzEUXDoxBNfaZ4EqgKhhT3xqnfZMAFpB &lt;br /&gt;
  1/O7EZ657a7gmAPZx1o2TwgGW0bGqhaypdYPASbtEKtc1K2KW1cH/iL0PLi6tSKr &lt;br /&gt;
  6pw2fJT9FolnXvEgm2oy0o/dgQwBu5suPpA00iA7xt66c+rhe8yZsVtsRSvfxavO &lt;br /&gt;
  Qjn2rbGtVV69uYqg6w8Df5rGubKCEnqVJhHvdwVN92qzpWExsQGbuEQYdGRan4OV &lt;br /&gt;
  NFHt/Zmsu/8x3roa/8Vna7w6PP4CltarUwIDAQAB &lt;br /&gt;
  -----END RSA PUBLIC KEY----- &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per ora non abbiamo un server secondario per avere un link di backup. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
7) pubblicazione del proprio IP &lt;br /&gt;
Consultare la pagina della [http://wiki.ninux.org/GestioneIndirizzi#Tabella_IP_Classe_A_10.2BAC8-8 gestione degli indirizzi sul wiki di Ninux] e scegliere un indirizzo IP entro il range 178.175.0.&#039;&#039;&#039;201~254&#039;&#039;&#039;. Controllare bene che l&#039;indirizzo scelto non sia già assegnato, quindi modificare la pagina e pubblicare tale IP insieme ai propri dati di afferenza. &lt;br /&gt;
__Nota:__ Sarebbe preferibile [http://wiki.ninux.org/?action=newaccount iscriversi] al Wiki di Ninux.  &lt;br /&gt;
8) Creare il file &#039;&#039;tinc-up&#039;&#039; &lt;br /&gt;
  sudo gedit /etc/tinc/eigennet/tinc-up &lt;br /&gt;
e inserire il seguente script: &lt;br /&gt;
  ip link set dev eigennet up &lt;br /&gt;
  ip a a dev eigennet TUOIPSCELTO/24 broadcast 172.18.0.255&lt;br /&gt;
  #Aggiusta il MTU cioè la dimensione massima dei pacchetti &lt;br /&gt;
  ip link set mtu 1350 dev eigennet &lt;br /&gt;
  iptables -A FORWARD -p tcp -m tcp --tcp-flags SYN,RST SYN -j TCPMSS --clamp-mss-to-pmtu &lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;__Nota bene__&#039;&#039;&#039; sostituire &#039;&#039;&#039;&#039;&#039;TUOIPSCELTO&#039;&#039;&#039;&#039;&#039; con l&#039;indirizzo IP scelto al punto 7.  &lt;br /&gt;
Abilitare i permessi di esecuzione al file &#039;&#039;tinc-up&#039;&#039; &lt;br /&gt;
  sudo chmod +x /etc/tinc/eigennet/tinc-up &lt;br /&gt;
9) Invio della richiesta di abilitazione &lt;br /&gt;
Inviare un e-mail ad Antonio Iudicello ax89.box@gmail.com  (per essere sicuri di non sbagliare indirizzo mail cercare la sua chiave PGP e controllare la catena di fiducia delle firme) con i seguenti dati: &lt;br /&gt;
* Nickname (scelto al punto 3) &lt;br /&gt;
* Indirizzo IP scelto &lt;br /&gt;
* La chiave &#039;&#039;&#039;pubblica&#039;&#039;&#039; generata - attraverso la quale potremo abilitarti al Server VPN. &lt;br /&gt;
Dato che non vorremmo fare account a George W Bush sotto mentite spoglie  è richiesto che questa mail sia firmata con [[PGP]] con una catena di fiducia decente dal maintainer fino a voi oppure che gliela confermiate di persona o via telefono.  &lt;br /&gt;
Dopo aver ricevuto la notifica che la chiave pubblica è stata autorizzata è possibile provare a connettersi con il seguente comando: &lt;br /&gt;
  tincd -n eigennet &lt;br /&gt;
Se tutto funziona è possibile fare un [http://it.wikipedia.org/wiki/Ping ping] all&#039;indirizzo 10.175.0.101 e 10.175.0.1 &lt;br /&gt;
Ora bisognerà configurare [http://it.wikipedia.org/wiki/OLSR OLSR] per utilizzare l&#039;interfaccia &amp;quot;eigennet&amp;quot;. &lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Note importanti per la configurazione del protocollo OLSR&#039;&#039;&#039; &lt;br /&gt;
FONDAMENTALE: &lt;br /&gt;
* Utilizzare la versione OLSR 0.6.1 &lt;br /&gt;
* Inserire un Link Quality Multiplier nel file di configurazione dell&#039;interfaccia di OLSR &#039;&#039;olsrd.conf&#039;&#039;. Somiglierà a quanto segue: &lt;br /&gt;
  Interface &amp;quot;eigennet&amp;quot; &lt;br /&gt;
     LinkQualityMult default 0.2 &lt;br /&gt;
  }&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Chiromante</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=Discussione:VPN&amp;diff=373</id>
		<title>Discussione:VPN</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=Discussione:VPN&amp;diff=373"/>
		<updated>2013-09-26T18:01:47Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Chiromante: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Qualcuno può verificare i punti dal 7 in poi?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
--[[Utente:Chiromante|Chiromante]] ([[Discussioni utente:Chiromante|discussioni]]) 18:01, 26 set 2013 (UTC)&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Chiromante</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=VPN&amp;diff=372</id>
		<title>VPN</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=VPN&amp;diff=372"/>
		<updated>2013-09-26T18:01:22Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Chiromante: cambiato hostname del server vpn.&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Se si è solo curiosi di sperimentare i servizi interni alla nostra rete senza ampliarla con una antenna possibile collegarsi tramite una VPN ad uno dei nostri server.  &lt;br /&gt;
Per farlo è necessario usare [http://www.tinc-vpn.org/tinc] ed avere la fiducia del nostro maintainer diretta o tramite qualcuno che garantisca per voi.  &lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
La persona di riferimento per TINC &amp;amp; VPN  è Antonio Iudicello. &lt;br /&gt;
Questa guida è basata (anzi, &#039;&#039;&#039;copiaincollata&#039;&#039;&#039; e modificata) sulla [http://wiki.ninux.org/TincVPNItaliano guida TINC di Ninux] che copre la configurazione su sistemi Linux e Mac. &lt;br /&gt;
= Connettersi alla Rete EigenNet via VPN con TINC = &lt;br /&gt;
A seguire verrà illustrata passo passo la procedura per poter configurare i propri sistemi per la connessione [http://it.wikipedia.org/wiki/Virtual_Private_Network VPN] &lt;br /&gt;
== Guida per i sistemi Linux == &lt;br /&gt;
Aprire il terminale e seguire le procedure qui indicate: &lt;br /&gt;
1) Installare l&#039;ultima versione di [http://tinc-vpn.org/ tinc] &lt;br /&gt;
  sudo apt-get install tinc &lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;__Nota:__&#039;&#039;&#039; Assicurarsi che la versione installata sia almeno la 1.0.13 &lt;br /&gt;
2) Creare la cartella EigenNet per tinc &lt;br /&gt;
  sudo mkdir /etc/tinc/eigennet &lt;br /&gt;
3) Creare il file di configurazione &lt;br /&gt;
  sudo gedit /etc/tinc/eigennet/tinc.conf &lt;br /&gt;
Una volta aperto gedit, inserire il testo a seguire: &lt;br /&gt;
  Name = yournickname &lt;br /&gt;
  ConnectTo = zefiro&lt;br /&gt;
  Mode = switch &lt;br /&gt;
è necessario inserire un nickname univoco. &lt;br /&gt;
&#039;&#039;zefiro&#039;&#039; è il nostro Server HUB e &#039;&#039;Mode = switch&#039;&#039; è necessario perchè tinc opererà con una interfaccia [http://it.wikipedia.org/wiki/Network_tap TAP], necessari per eseguire su di esso [https://en.wikipedia.org/wiki/B.A.T.M.A.N. batman-adv]. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
4) Creare la cartella host &lt;br /&gt;
  sudo mkdir /etc/tinc/eigennet/hosts/ &lt;br /&gt;
5) Generare il Keypair &lt;br /&gt;
  sudo tincd -n eigennet -K &lt;br /&gt;
per maggiori approfondimenti, consultare la pagina riguardo alla [http://it.wikipedia.org/wiki/Crittografia_asimmetrica Crittografia Asimmetrica] &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
6) Creare il file &#039;&#039;zefiro&#039;&#039; &lt;br /&gt;
  sudo gedit /etc/tinc/eigennet/hosts/zefiro &lt;br /&gt;
Questo file deve contenere sia l&#039;indirizzo che la chiave pubblica del Server indicati a seguire: &lt;br /&gt;
  Address = vpn.eigenlab.org &lt;br /&gt;
  -----BEGIN RSA PUBLIC KEY----- &lt;br /&gt;
  MIIBCgKCAQEA1CogVrQqod0CcdIE0jnlD1lF6NC4s9YxGZx+5Sh5TIY+7yTxAUFK &lt;br /&gt;
  9IFsGHo70eROrrNbrpDERhi3ZSxmZHO1MzEUXDoxBNfaZ4EqgKhhT3xqnfZMAFpB &lt;br /&gt;
  1/O7EZ657a7gmAPZx1o2TwgGW0bGqhaypdYPASbtEKtc1K2KW1cH/iL0PLi6tSKr &lt;br /&gt;
  6pw2fJT9FolnXvEgm2oy0o/dgQwBu5suPpA00iA7xt66c+rhe8yZsVtsRSvfxavO &lt;br /&gt;
  Qjn2rbGtVV69uYqg6w8Df5rGubKCEnqVJhHvdwVN92qzpWExsQGbuEQYdGRan4OV &lt;br /&gt;
  NFHt/Zmsu/8x3roa/8Vna7w6PP4CltarUwIDAQAB &lt;br /&gt;
  -----END RSA PUBLIC KEY----- &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per ora non abbiamo un server secondario per avere un link di backup. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
7) pubblicazione del proprio IP &lt;br /&gt;
Consultare la pagina della [http://wiki.ninux.org/GestioneIndirizzi#Tabella_IP_Classe_A_10.2BAC8-8 gestione degli indirizzi sul wiki di Ninux] e scegliere un indirizzo IP entro il range 10.175.0.&#039;&#039;&#039;201~254&#039;&#039;&#039;. Controllare bene che l&#039;indirizzo scelto non sia già assegnato, quindi modificare la pagina e pubblicare tale IP insieme ai propri dati di afferenza. &lt;br /&gt;
__Nota:__ Sarebbe preferibile [http://wiki.ninux.org/?action=newaccount iscriversi] al Wiki di Ninux.  &lt;br /&gt;
8) Creare il file &#039;&#039;tinc-up&#039;&#039; &lt;br /&gt;
  sudo gedit /etc/tinc/eigennet/tinc-up &lt;br /&gt;
e inserire il seguente script: &lt;br /&gt;
  ip link set dev eigennet up &lt;br /&gt;
  ip a a dev eigennet TUOIPSCELTO/24 broadcast 172.18.0.255&lt;br /&gt;
  #Aggiusta il MTU cioè la dimensione massima dei pacchetti &lt;br /&gt;
  ip link set mtu 1350 dev eigennet &lt;br /&gt;
  iptables -A FORWARD -p tcp -m tcp --tcp-flags SYN,RST SYN -j TCPMSS --clamp-mss-to-pmtu &lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;__Nota bene__&#039;&#039;&#039; sostituire &#039;&#039;&#039;&#039;&#039;TUOIPSCELTO&#039;&#039;&#039;&#039;&#039; con l&#039;indirizzo IP scelto al punto 7.  &lt;br /&gt;
Abilitare i permessi di esecuzione al file &#039;&#039;tinc-up&#039;&#039; &lt;br /&gt;
  sudo chmod +x /etc/tinc/eigennet/tinc-up &lt;br /&gt;
9) Invio della richiesta di abilitazione &lt;br /&gt;
Inviare un e-mail ad Antonio Iudicello ax89.box@gmail.com  (per essere sicuri di non sbagliare indirizzo mail cercare la sua chiave PGP e controllare la catena di fiducia delle firme) con i seguenti dati: &lt;br /&gt;
* Nickname (scelto al punto 3) &lt;br /&gt;
* Indirizzo IP scelto &lt;br /&gt;
* La chiave &#039;&#039;&#039;pubblica&#039;&#039;&#039; generata - attraverso la quale potremo abilitarti al Server VPN. &lt;br /&gt;
Dato che non vorremmo fare account a George W Bush sotto mentite spoglie  è richiesto che questa mail sia firmata con [[PGP]] con una catena di fiducia decente dal maintainer fino a voi oppure che gliela confermiate di persona o via telefono.  &lt;br /&gt;
Dopo aver ricevuto la notifica che la chiave pubblica è stata autorizzata è possibile provare a connettersi con il seguente comando: &lt;br /&gt;
  tincd -n eigennet &lt;br /&gt;
Se tutto funziona è possibile fare un [http://it.wikipedia.org/wiki/Ping ping] all&#039;indirizzo 10.175.0.101 e 10.175.0.1 &lt;br /&gt;
Ora bisognerà configurare [http://it.wikipedia.org/wiki/OLSR OLSR] per utilizzare l&#039;interfaccia &amp;quot;eigennet&amp;quot;. &lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Note importanti per la configurazione del protocollo OLSR&#039;&#039;&#039; &lt;br /&gt;
FONDAMENTALE: &lt;br /&gt;
* Utilizzare la versione OLSR 0.6.1 &lt;br /&gt;
* Inserire un Link Quality Multiplier nel file di configurazione dell&#039;interfaccia di OLSR &#039;&#039;olsrd.conf&#039;&#039;. Somiglierà a quanto segue: &lt;br /&gt;
  Interface &amp;quot;eigennet&amp;quot; &lt;br /&gt;
     LinkQualityMult default 0.2 &lt;br /&gt;
  }&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Chiromante</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=Discussione:VPN&amp;diff=371</id>
		<title>Discussione:VPN</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=Discussione:VPN&amp;diff=371"/>
		<updated>2013-09-26T17:42:09Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Chiromante: Pagina svuotata&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Chiromante</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=VPN&amp;diff=370</id>
		<title>VPN</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=VPN&amp;diff=370"/>
		<updated>2013-09-26T17:38:45Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Chiromante: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Se si è solo curiosi di sperimentare i servizi interni alla nostra rete senza ampliarla con una antenna possibile collegarsi tramite una VPN ad uno dei nostri server.  &lt;br /&gt;
Per farlo è necessario usare [http://www.tinc-vpn.org/tinc] ed avere la fiducia del nostro maintainer diretta o tramite qualcuno che garantisca per voi.  &lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
La persona di riferimento per TINC &amp;amp; VPN  è Antonio Iudicello. &lt;br /&gt;
Questa guida è basata (anzi, &#039;&#039;&#039;copiaincollata&#039;&#039;&#039; e modificata) sulla [http://wiki.ninux.org/TincVPNItaliano guida TINC di Ninux] che copre la configurazione su sistemi Linux e Mac. &lt;br /&gt;
= Connettersi alla Rete EigenNet via VPN con TINC = &lt;br /&gt;
A seguire verrà illustrata passo passo la procedura per poter configurare i propri sistemi per la connessione [http://it.wikipedia.org/wiki/Virtual_Private_Network VPN] &lt;br /&gt;
== Guida per i sistemi Linux == &lt;br /&gt;
Aprire il terminale e seguire le procedure qui indicate: &lt;br /&gt;
1) Installare l&#039;ultima versione di [http://tinc-vpn.org/ tinc] &lt;br /&gt;
  sudo apt-get install tinc &lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;__Nota:__&#039;&#039;&#039; Assicurarsi che la versione installata sia almeno la 1.0.13 &lt;br /&gt;
2) Creare la cartella EigenNet per tinc &lt;br /&gt;
  sudo mkdir /etc/tinc/eigennet &lt;br /&gt;
3) Creare il file di configurazione &lt;br /&gt;
  sudo gedit /etc/tinc/eigennet/tinc.conf &lt;br /&gt;
Una volta aperto gedit, inserire il testo a seguire: &lt;br /&gt;
  Name = yournickname &lt;br /&gt;
  ConnectTo = zefiro&lt;br /&gt;
  Mode = switch &lt;br /&gt;
è necessario inserire un nickname univoco. &lt;br /&gt;
&#039;&#039;eigenserver101&#039;&#039; è il nostro Server HUB e &#039;&#039;Mode = switch&#039;&#039; è necessario perchè tinc opererà con una interfaccia [http://it.wikipedia.org/wiki/Network_tap TAP], necessari per eseguire su di esso [http://it.wikipedia.org/wiki/OLSR OLSR]. &lt;br /&gt;
4) Creare la cartella host &lt;br /&gt;
  sudo mkdir /etc/tinc/eigennet/hosts/ &lt;br /&gt;
5) Generare il Keypair &lt;br /&gt;
  sudo tincd -n eigennet -K &lt;br /&gt;
per maggiori approfondimenti, consultare la pagina riguardo alla [http://it.wikipedia.org/wiki/Crittografia_asimmetrica Crittografia Asimmetrica] &lt;br /&gt;
6) Creare il file &#039;&#039;eigenserver101&#039;&#039; &lt;br /&gt;
  sudo gedit /etc/tinc/eigennet/hosts/eigenserver101 &lt;br /&gt;
Questo file deve contenere sia l&#039;indirizzo che la chiave pubblica del Server indicati a seguire: &lt;br /&gt;
  Address = vpn.eigenlab.org &lt;br /&gt;
  -----BEGIN RSA PUBLIC KEY----- &lt;br /&gt;
  MIIBCgKCAQEA1CogVrQqod0CcdIE0jnlD1lF6NC4s9YxGZx+5Sh5TIY+7yTxAUFK &lt;br /&gt;
  9IFsGHo70eROrrNbrpDERhi3ZSxmZHO1MzEUXDoxBNfaZ4EqgKhhT3xqnfZMAFpB &lt;br /&gt;
  1/O7EZ657a7gmAPZx1o2TwgGW0bGqhaypdYPASbtEKtc1K2KW1cH/iL0PLi6tSKr &lt;br /&gt;
  6pw2fJT9FolnXvEgm2oy0o/dgQwBu5suPpA00iA7xt66c+rhe8yZsVtsRSvfxavO &lt;br /&gt;
  Qjn2rbGtVV69uYqg6w8Df5rGubKCEnqVJhHvdwVN92qzpWExsQGbuEQYdGRan4OV &lt;br /&gt;
  NFHt/Zmsu/8x3roa/8Vna7w6PP4CltarUwIDAQAB &lt;br /&gt;
  -----END RSA PUBLIC KEY----- &lt;br /&gt;
 [asdasdasdasdas Qui] trovate la chiave suddetta firmata con GPG da Antonio, il maintainer del nostro server TINC. &lt;br /&gt;
Per ora non abbiamo un server secondario per avere un link di backup. &lt;br /&gt;
7) pubblicazione del proprio IP &lt;br /&gt;
Consultare la pagina della [http://wiki.ninux.org/GestioneIndirizzi#Tabella_IP_Classe_A_10.2BAC8-8 gestione degli indirizzi sul wiki di Ninux] e scegliere un indirizzo IP entro il range 10.175.0.&#039;&#039;&#039;201~254&#039;&#039;&#039;. Controllare bene che l&#039;indirizzo scelto non sia già assegnato, quindi modificare la pagina e pubblicare tale IP insieme ai propri dati di afferenza. &lt;br /&gt;
__Nota:__ Sarebbe preferibile [http://wiki.ninux.org/?action=newaccount iscriversi] al Wiki di Ninux.  &lt;br /&gt;
8) Creare il file &#039;&#039;tinc-up&#039;&#039; &lt;br /&gt;
  sudo gedit /etc/tinc/eigennet/tinc-up &lt;br /&gt;
e inserire il seguente script: &lt;br /&gt;
  ip link set dev eigennet up &lt;br /&gt;
  ip a a dev eigennet TUOIPSCELTO/24 broadcast 172.18.0.255&lt;br /&gt;
  #Aggiusta il MTU cioè la dimensione massima dei pacchetti &lt;br /&gt;
  ip link set mtu 1350 dev eigennet &lt;br /&gt;
  iptables -A FORWARD -p tcp -m tcp --tcp-flags SYN,RST SYN -j TCPMSS --clamp-mss-to-pmtu &lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;__Nota bene__&#039;&#039;&#039; sostituire &#039;&#039;&#039;&#039;&#039;TUOIPSCELTO&#039;&#039;&#039;&#039;&#039; con l&#039;indirizzo IP scelto al punto 7.  &lt;br /&gt;
Abilitare i permessi di esecuzione al file &#039;&#039;tinc-up&#039;&#039; &lt;br /&gt;
  sudo chmod +x /etc/tinc/eigennet/tinc-up &lt;br /&gt;
9) Invio della richiesta di abilitazione &lt;br /&gt;
Inviare un e-mail ad Antonio Iudicello ax89.box@gmail.com  (per essere sicuri di non sbagliare indirizzo mail cercare la sua chiave PGP e controllare la catena di fiducia delle firme) con i seguenti dati: &lt;br /&gt;
* Nickname (scelto al punto 3) &lt;br /&gt;
* Indirizzo IP scelto &lt;br /&gt;
* La chiave &#039;&#039;&#039;pubblica&#039;&#039;&#039; generata - attraverso la quale potremo abilitarti al Server VPN. &lt;br /&gt;
Dato che non vorremmo fare account a George W Bush sotto mentite spoglie  è richiesto che questa mail sia firmata con [[PGP]] con una catena di fiducia decente dal maintainer fino a voi oppure che gliela confermiate di persona o via telefono.  &lt;br /&gt;
Dopo aver ricevuto la notifica che la chiave pubblica è stata autorizzata è possibile provare a connettersi con il seguente comando: &lt;br /&gt;
  tincd -n eigennet &lt;br /&gt;
Se tutto funziona è possibile fare un [http://it.wikipedia.org/wiki/Ping ping] all&#039;indirizzo 10.175.0.101 e 10.175.0.1 &lt;br /&gt;
Ora bisognerà configurare [http://it.wikipedia.org/wiki/OLSR OLSR] per utilizzare l&#039;interfaccia &amp;quot;eigennet&amp;quot;. &lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Note importanti per la configurazione del protocollo OLSR&#039;&#039;&#039; &lt;br /&gt;
FONDAMENTALE: &lt;br /&gt;
* Utilizzare la versione OLSR 0.6.1 &lt;br /&gt;
* Inserire un Link Quality Multiplier nel file di configurazione dell&#039;interfaccia di OLSR &#039;&#039;olsrd.conf&#039;&#039;. Somiglierà a quanto segue: &lt;br /&gt;
  Interface &amp;quot;eigennet&amp;quot; &lt;br /&gt;
     LinkQualityMult default 0.2 &lt;br /&gt;
  }&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Chiromante</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=Discussione:VPN&amp;diff=369</id>
		<title>Discussione:VPN</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=Discussione:VPN&amp;diff=369"/>
		<updated>2013-09-26T17:38:11Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Chiromante: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;OLSR!? Forse è il caso di rivedere&lt;br /&gt;
--[[Utente:Chiromante|Chiromante]] ([[Discussioni utente:Chiromante|discussioni]]) 17:38, 26 set 2013 (UTC)&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Chiromante</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=Discussione:VPN&amp;diff=368</id>
		<title>Discussione:VPN</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=Discussione:VPN&amp;diff=368"/>
		<updated>2013-09-26T17:36:58Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Chiromante: Creata pagina con &amp;quot;OLSR!? Forse è il caso di rivedere ~~~~~&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;OLSR!? Forse è il caso di rivedere&lt;br /&gt;
17:36, 26 set 2013 (UTC)&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Chiromante</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=Flashing&amp;diff=351</id>
		<title>Flashing</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=Flashing&amp;diff=351"/>
		<updated>2013-06-20T21:32:14Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Chiromante: typo&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;EigenNet e&#039; un firmware per reti comunitarie basato su OpenWrt, per soddisfare le esigenze di tante comunita&#039; viene sviluppato in diversi branch di cui i principali sono:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 * master - ramo di sviluppo instabile, attualmente usa batman-adv per la costruzione della rete mesh a layer 2.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 * pisa - branch adatto alle esigenze della comunita&#039; di Pisa, e&#039; basato su commit stabili di master.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 * roma - ramo sviluppato da arkanet per la comunita&#039; di Roma basato su master ma usa OLSRd per il routing a layer 3.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Compilare il firmware:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1. Scegliere la release di OpenWrt da usare, raccomandiamo di usare backfire per hardware con chip con driver madwifi, e trunk per hardware con chip con driver ath9k ( per esempio device della serie M di Ubiquity )&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2. Scaricare il sorgente di OpenWrt seguendo [[https://dev.openwrt.org/wiki/GetSource le istruzioni su questa pagina]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
3. Aggiungere il feed dei sorgenti di eigenNet ( sostituire &amp;quot;CartellaOpenWRT&amp;quot; e &amp;quot;NomeBranch&amp;quot; con i nomi veri )&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
 cd CartellaOpenWRT&lt;br /&gt;
 cp feeds.conf.default feeds.conf&lt;br /&gt;
 echo &#039;src-git zzzeigennet git://gitorious.org/eigennet/packages.git;NomeBranch&#039; &amp;gt;&amp;gt; feeds.conf&lt;br /&gt;
 scripts/feeds update -a&lt;br /&gt;
 scripts/feeds install -a &lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
4. Scegliere le proprie impostazioni di compilazione (i pacchetti di eigenNet si trovano sotto il menu&#039; &amp;quot;Administration&amp;quot; )&lt;br /&gt;
 make menuconfig&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questa sezione si possono scegliere diversi tool, sia grafici che WebUI per la gestione della rete, dai test di banda ai puntamenti.&lt;br /&gt;
Per avere i test di banda si deve abilitare nella sezione &lt;br /&gt;
 Base System&lt;br /&gt;
 -&amp;gt;Bysybox&lt;br /&gt;
 --&amp;gt;Networking Utilities&lt;br /&gt;
 ---&amp;gt;nc &lt;br /&gt;
 ----&amp;gt;[*]   Netcat server options (-l)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Che serve per avere la flag -l (listen) su netcat&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
5. Compilare&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 make&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
6. Prendere l&#039;immagine che ci serve dentro la cartella bin&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Chiromante</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=Maintain_our_Gentoo&amp;diff=274</id>
		<title>Maintain our Gentoo</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=Maintain_our_Gentoo&amp;diff=274"/>
		<updated>2013-03-20T22:52:50Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Chiromante: /* Logs */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Ed ecco la pagina più attesa: tips &amp;amp; tricks per gestire i nostri server, dagli accorgimenti quasi stupidi alle procedure per salvare tempo ed evitare di commettere stupidaggini.&lt;br /&gt;
__TOC__ &lt;br /&gt;
Sui nostri server gira Gentoo: sistema ottimizzato per la macchina e quindi più performante.&lt;br /&gt;
Di solito sui nostri server usiamo questi pacchetti:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*virtual/ssh client e server [http://wiki.gentoo.org/wiki/SSH SSH] per la gestione remota delle macchine&lt;br /&gt;
*net-misc/[http://www.pps.univ-paris-diderot.fr/~jch/software/babel/ babeld]::eigenlay routing a layer 3&lt;br /&gt;
*net-misc/[http://www.open-mesh.org/projects/batman-adv/wiki batman-adv]::eigenlay routing a layer 2&lt;br /&gt;
*app-misc/tmux terminal multiplexer&lt;br /&gt;
*net-analyzer/jnettop visualizza le connessioni attive ordinandole secondo vari parametri tra cui la banda usata&lt;br /&gt;
*net-analyzer/iptraf-ng visualizza le connessioni attive e diversi tipi di statistiche sul traffico di rete&lt;br /&gt;
*sys-apps/mlocate indicizza i file e permette di cercarli rapidamente sull&#039;indice&lt;br /&gt;
*net-dns/ddclient dynamic dns client&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Astuzie Varie==&lt;br /&gt;
Una cosa molto comoda sono gli alias ovvero l&#039;assegnare ad una parola un comando usato di frequente che magari ha molti parametri o che è difficile da ricordare. Per esempio per eseguire un update globale del sisteme:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 alias fullupdate=&#039;emerge -avq --sync --complete-graph --update --deep --with-bdeps=y --newuse world&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Volete evitare di ripartire con la scelta dei moduli da includere nel kernel ogni volta che lo aggiornate?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Supponiamo di avere kernel 1 e kernel 2, ovviamente kernel 2 è il più recente e deve essere configurato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da shell:&lt;br /&gt;
 eselect kernel list&lt;br /&gt;
 eselect kernel  set 2&lt;br /&gt;
 cd /usr/src/linux&lt;br /&gt;
 cp ../kernel1/.config .&lt;br /&gt;
 make oldconfig&lt;br /&gt;
Quest&#039;ultimo comando ci dirà cosa è cambiato dal vecchio kernel al nuovo senza dover controllare ogni singola voce.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per evitare di perdere le configurazioni del kernel prima di modificare una config copiala in /usr/src&lt;br /&gt;
 cp /usr/src/kernel.x/.config /usr/src/make-old-config&lt;br /&gt;
Così se qualcosa va storto oppure un &lt;br /&gt;
 emerge --depclean&lt;br /&gt;
elimina i sorgenti si può fixare velocemente&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Per macchine LXC==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Logs ===&lt;br /&gt;
syslog-ng ha una configurazione di default che manda i log a una console fisica inesistente. Per sistemare questo bisogna editare&lt;br /&gt;
 /etc/syslog-ng/syslog-ng.conf&lt;br /&gt;
in modo che:&lt;br /&gt;
* tutte le righe che si riferiscono a &amp;quot;kernsrc&amp;quot; siano commentate&lt;br /&gt;
* tutte le righe che si riferiscono a console_all non scrivano su /dev/tty12 (che non esiste) ma magari su un altro file. /var/log/messages è una buona scelta in quanto è un file di log generico, ed è già gestito da logrotate.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Chiromante</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=Maintain_our_Gentoo&amp;diff=273</id>
		<title>Maintain our Gentoo</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=Maintain_our_Gentoo&amp;diff=273"/>
		<updated>2013-03-20T22:36:37Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Chiromante: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Ed ecco la pagina più attesa: tips &amp;amp; tricks per gestire i nostri server, dagli accorgimenti quasi stupidi alle procedure per salvare tempo ed evitare di commettere stupidaggini.&lt;br /&gt;
__TOC__ &lt;br /&gt;
Sui nostri server gira Gentoo: sistema ottimizzato per la macchina e quindi più performante.&lt;br /&gt;
Di solito sui nostri server usiamo questi pacchetti:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*virtual/ssh client e server [http://wiki.gentoo.org/wiki/SSH SSH] per la gestione remota delle macchine&lt;br /&gt;
*net-misc/[http://www.pps.univ-paris-diderot.fr/~jch/software/babel/ babeld]::eigenlay routing a layer 3&lt;br /&gt;
*net-misc/[http://www.open-mesh.org/projects/batman-adv/wiki batman-adv]::eigenlay routing a layer 2&lt;br /&gt;
*app-misc/tmux terminal multiplexer&lt;br /&gt;
*net-analyzer/jnettop visualizza le connessioni attive ordinandole secondo vari parametri tra cui la banda usata&lt;br /&gt;
*net-analyzer/iptraf-ng visualizza le connessioni attive e diversi tipi di statistiche sul traffico di rete&lt;br /&gt;
*sys-apps/mlocate indicizza i file e permette di cercarli rapidamente sull&#039;indice&lt;br /&gt;
*net-dns/ddclient dynamic dns client&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Astuzie Varie==&lt;br /&gt;
Una cosa molto comoda sono gli alias ovvero l&#039;assegnare ad una parola un comando usato di frequente che magari ha molti parametri o che è difficile da ricordare. Per esempio per eseguire un update globale del sisteme:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 alias fullupdate=&#039;emerge -avq --sync --complete-graph --update --deep --with-bdeps=y --newuse world&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Volete evitare di ripartire con la scelta dei moduli da includere nel kernel ogni volta che lo aggiornate?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Supponiamo di avere kernel 1 e kernel 2, ovviamente kernel 2 è il più recente e deve essere configurato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da shell:&lt;br /&gt;
 eselect kernel list&lt;br /&gt;
 eselect kernel  set 2&lt;br /&gt;
 cd /usr/src/linux&lt;br /&gt;
 cp ../kernel1/.config .&lt;br /&gt;
 make oldconfig&lt;br /&gt;
Quest&#039;ultimo comando ci dirà cosa è cambiato dal vecchio kernel al nuovo senza dover controllare ogni singola voce.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per evitare di perdere le configurazioni del kernel prima di modificare una config copiala in /usr/src&lt;br /&gt;
 cp /usr/src/kernel.x/.config /usr/src/make-old-config&lt;br /&gt;
Così se qualcosa va storto oppure un &lt;br /&gt;
 emerge --depclean&lt;br /&gt;
elimina i sorgenti si può fixare velocemente&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Per macchine LXC==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Logs ===&lt;br /&gt;
syslog-ng ha una configurazione di default che manda i log a una console fisica inesistente. Per sistemare questo bisogna editare&lt;br /&gt;
 /etc/syslog-ng/syslog-ng.conf&lt;br /&gt;
in modo che:&lt;br /&gt;
* tutte le righe che si riferiscono a &amp;quot;kernsrc&amp;quot; siano commentate&lt;br /&gt;
* tutte le righe che si riferiscono a console_all non scrivano su /dev/tty12 (che non esiste) ma magari su un altro file&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Chiromante</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=LXC&amp;diff=272</id>
		<title>LXC</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.eigenlab.org/index.php?title=LXC&amp;diff=272"/>
		<updated>2013-03-20T22:34:00Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Chiromante: Riavviare la macchina&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Per migliorare l&#039;organizzazione della macchina di EigenLab che offre più servizi e per aumentare la sicurezza abbiamo deciso di ricorrere alla virtualizzazione con [http://lxc.sourceforge.net/ LXC] (LinuX Containers).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Creazione della macchina ==&lt;br /&gt;
per creare una nuova macchina:&lt;br /&gt;
 cd /home/lxc &lt;br /&gt;
in questa cartella risiederanno i filesystems di root delle macchine virtuali&lt;br /&gt;
 /usr/src/lxc-gentoo/lxc-gentoo/lxc-gentoo create&lt;br /&gt;
presenta un menù interattivo nel quale specificare architettura e nome della macchina;&lt;br /&gt;
editare il $NOME.conf secondo le proprie esigenze.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per avviare la nuova macchina (e avere una shell di root in essa)&lt;br /&gt;
 lxc-start -n $NOME.conf -f $FILEDICONFIGURAZIONE&lt;br /&gt;
Per avviarla in background:&lt;br /&gt;
 lxc-start -n $NOME.conf -f $FILEDICONFIGURAZIONE -d&lt;br /&gt;
Per spegnerla (meglio non usare lxc-stop)&lt;br /&gt;
 lxc-shutdown -n $NOME&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per riavviarla:&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;NON&#039;&#039;&#039; usare reboot (o simili) dall&#039;interno del container altrimenti la macchina si stoppa e basta.&lt;br /&gt;
Per riavviare il proprio container bisogna connettersi via ssh a idra con utente reboot e seguire le istruzioni a schermo.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Chiromante</name></author>
	</entry>
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